Tutta la vita davanti? No, non è un film…

Italia, anno domini 2008.

Oggi se non hai un sito internet, un indirizzo di posta elettronica e google non ti riconosce la prima pagina, potresti non essere preso in seria considerazione. Come si scalano le classifiche di google? Semplice… basta un microfono, una telecamera e qualcuno disposto a diffondere magari ciò che non si vuole sia diffuso. Luca Luciani è un nome probabilmente importante nell’ambiente industriale, ma molto meno noto, almeno fino a poco fa, alla stragrande maggioranza degli utenti, che ora si merita sicuramente di primeggiare nelle classifiche dei motori di ricerca. Questa persona, che non insegna storia, italiano e nemmeno galateo, è un pezzo grosso del grande colosso dell’industria nostrana per antonomasia, Telecom Italia. Certo, nemmeno io insegno italiano, galateo e per quanto riguarda la storia sono sempre stato in difficoltà a causa della mia famosa scarsa memoria. Essendo quindi “alla pari”, potrò permettermi un giudizio distaccato sull’intervento che nelle ultime 24 h ha messo sotto sopra blog, forum e anche carta stampata e tv, anche se come al solito non tutti hanno colto il senso della contestazione e si sono soffermati superficialmente.

http://it.youtube.com/watch?v=275r1RX2AyE

(linko questo, ma ce ne sono a iosa!)

Da subito si nota come questo 41 enne porti ottimamente i suoi anni, come del resto faccio io.

Gesticola e cammina dietro il banco, come è capitato a me infinite volte, per emozione, imbarazzo o semplicemente quando mi rendevo conto che stavo per spararla grossa.

Invoca la storia travisandola, ma dal momento che non sono mai stato bravo in storia, mi faccio i fatti miei e sorvolo su uno svarione apocalittico più volte richiamato nel discorso e probabilmente, dal momento che parte affermando quanto vi tenesse a questo intervento, mi permetto di supporre che l’avesse anche preparato e scritto da qualche parte. Comunque ok, può succedere.

Mi permetterò invece, dal momento che lo stipendio di queste persone viene anche dalle mie tasche, di esprimere alcune piccole ed innocenti considerazioni.

Ascoltando il discorso del sig. Luciani, appare subito chiaro che non la pensiamo allo stesso modo, sia in termini dialettici che di contenuti. Posso immaginare che la sua colorita dialettica richiamante conosciuti totem dell’interno coscia, sia probabilmente scatenata dalla volontà di competere con il massimo contestatore di Telecom, ossia il nostro caro Beppe nazionale. Devo però dire che se un comico può riuscire ad impartire lezioni di economia e finanza dicendo cose serie e facendo sorridere con amarezza, non è invece vero il contrario… assolutamente no. Confido in elementi migliori nello staff a disposizione di Telecom, per competere con Grillo, almeno per poter assistere ad un confronto serio, seppur a distanza.

Parliamo dei contenuti…

Il punto in cui dice: ” …respiro aria da aspettativa, respiro quelle facce da senso critico…” lo percepisco come un voler ammettere che nell’aria vi sia un clima di forte tensione, ma al contempo volerlo a tutti i costi reprimere, demoralizzare. La sfiducia ha una causa, curiamo la causa allora, non contestiamo gli effetti!!! Gli utenti, gli azionisti, gli imprenditori sono sfiduciati? Non credo che mezza Italia si sia “fatta un film” a furia di pippe mentali. Forse mezza Italia ha iniziato a farsi domande, tutto quì. Fornire le risposte è il miglior modo di contrastare la sfiducia. Voglio pensare che il discorso abbia poi preso questa piega, dal momento che purtroppo si trova solo questa piccola parte dell’intervento e non la versione integrale. Voglio confidare che vi sia senno tra le alte sfere della maggior industria del paese.

Io non contesto a questo signore che non merita il suo stipendio perchè ha fatto un piccolo errore storico. Io contesto che egli sproni i suoi come farebbe il leader di un partito perso che, come Napoleone, si prepara all’ultima battaglia. Stiamo parlando dell’azienda che ha in mano le TLC in Italia!!! Questa azienda deve cambiare rotta e potrebbe anche farlo, se gente giovane come lui si concentrasse nel proprio lavoro e non solo nel portafogli degli azionisti, se ascoltasse le grida del paese.. se gente giovane come lui avesse le palle per cambiare radicalmente le cose. Ma questa è utopia, non ci crederei nemmeno se lo vedessi coi miei occhi.

La cosa più importante che contesto però, sono i retroscena oscuri che hanno circondato questo evento. Il video è stato messo online, poi “magicamente” è sparito… Il video fu rimosso da YouTube. Perchè? Chi l’ha fatto? E soprattutto… chi ha commissionato la rimozione? Ovviamente la rete ha un cuore pulsante, infatti poco dopo il video è rispuntato un po’ ovunque, su innumerevoli blog la voce correva veloce, fino ad arrivare a Striscia la Notizia e frittata fu! Forse sarebbe stato saggio un immediato video ironico in cui si scherzava sullo svarione e si sdrammatizzava con intelligenza. No.. in Italia non funziona così. In Italia non siamo abituati a curare, ma a reprimere. E la punizione divina è proprio questo sputtanamento globale che impietoso ha colpito Luciani.

Facile giocare sulla storia stravolta, invito chiunque non abbia mai fatto una gaffe storica ad alzare la mano, fotografarsela e mandarmela. Poi le contiamo. Riflettiamo invece su COME i vertici di Telecom Italia risolvono i problemi. Con discorsi dissennati, con la censura, con le superiorità della classe degli intoccabili.

Di seguito, per i digital divisi che non possono vedere i video su youtube grazie a persone come Luciani (non lui direttamente che mi sembra abbia fatto parte della divisione mobile ed ora sia nella direzione del customer care), il testo così come lo si ascolta sulla “democratica” piattaforma di google:

Questo è il messaggio a cui tengo molto.
Perché ho la faccia incazzata ?
Ho la faccia incazzata perché respiro sfiducia, respiro aria da aspettativa, respiro quelle facce da senso critico, come quando uno vede una partita di pallone e non ce la fa e tutti sono professori.

Perché? Perché la gente legge i giornali, vede il titolo, si rimbalza, si crea dei grandi film, che sono tutte cazzate!
Oggi non parlo di Alessandro, parlo di Napoleone.

Napoleone a Waterloo, una pianura, in Belgio, fece il suo capolavoro. Tutti lo davano per fatto, per cotto, per la supremazia degli avversari, c’aveva cinque grandissime nazioni contro, delle forze in campo. Però strategia, chiarezza delle idee, determinazione, forza, Napoleone fece il suo capolavoro a Waterloo.
Allora, le facce scettiche , le facce ti … non servono a un cazzo.

Questa è una delle aziende più belle che esiste al mondo. E allora, forte di questa convinzione, noi dobbiamo dimostrare che questo è un fatto. Piangersi addosso non serve assolutamente a niente.
E come nel momento duro, dagli spalti la gente ti dice “ehhh la squadra non gira, non corrono.. ” , bene, correte di più, stringete i denti, prova di carattere.

E allora dagli spalti vi applaudiranno, perché voi andrete e segnerete. Come fece Napoletone a Waterloo.

Cari utenti, non prendete troppo seriamente questo tipo di news. Sono solo un modo per riflettere, con un piccolo sorriso sulle labbra, pensando ai grossi guai che abbiamo in Italia ed alle persone preposte alla loro risoluzione :)

Di seguito alcuni dei tanti post, sicuramente di quelli più apprezzati sull’argomento

http://www.wikio.it/news/Luca+Luciani?wfid=51775618

http://www.ipernity.com/blog/42894/55839

Stay Tuned

Sole24Ore e il malato di banda larga

Prendendo spunto da questo articolo:
Sole 24 Ore

Vediamo come associazioni come la nostra, come AIIP, Assoprovider e tante altre, nonché noti guru, continuino a sostenere ipotesi che giorno per giorno si dimostrano realtà.

Questo articolo ci da lo spunto per parlare di penetrazione del servizio e delle valutazioni dell’ex-monopolista per la copertura, le quali non hanno mai preso in considerazione la media di età delle zone di copertura.
Noi consideriamo infatti che le comunità considerate rurali o quasi, all’esterno delle metropoli, che ad oggi sono sprovviste di servizi a banda larga, siano il vero bacino di penetrazione del servizio.
Diciamo questo in quanto la realtà dei fatti oggi porta le giovano coppie, i singles che lasciano la case dei genitori (che qualche sprovveduto chiama “bamboccioni”) e le famiglie che si allargano spesso si spostano verso comunità più esterne alle metropoli per avere costi di affitto e/o delle stesse case inferiori, nonchè un clima più tollerabile.

Questo bacino di utenza giovane, è il più appetibile anche per i servizi a valore aggiunto che la connessione ad internet offre, ma senza l’aggiornamento delle centrali e senza la rimozione dei famigerati Multiplexer (MUX) questi utenti possono correre il rischio di restare a bocca asciutta!

Se una testata come “Il sole 24 ore”, di confindustria con all’interno l’ex proprietario di Telecom Italia, si accorge e si occupa delproblema, significa che il malato è già grave!

Non siamo noi a dire che la penetrazione della connessione ad internet in banda larga consente anche un innalzamento procapite del Pil della zona…
Non è sicuramente il fatturato della linea adsl venduta che cambia le cose, ma questa semplice modalità di accesso agevola e consente lo sviluppo di idee, la collaborazione tra aziende e la tanto sospirata Innovazione.

Ci teniamo a sottolineare che internet non è “l’innovazione” ma è solo uno degli strumenti base sul quale l’innovazione si può sviluppare!

Forse è il caso che la classe politica ascolti la voce di chi da anni cerca di farsi sentire!
Forse è anche il caso di aggiornare il servizio universale in maniera tale da fornire le basi per la penetrazione senza esser sempre e cmq un fanalino di coda!
Forse è il momento, visto l’ennesimo smacco e l’evidente assenza di risultati, di cambiare i volti dell’authority, magari anche con onorevoli dimissioni di persone che poco hanno fatto, a nostro parere, per mutare questa situazione.
Forse è anche il momento di rendersi conto che l’accesso via cavo, veloce ed ovunque che sia fibra o rame, in Italia è un miraggio mentre in altri paesi è una realtà.

Noi abbiamo da tempo idee in merito, non dogmatiche o utopistiche, che sono state più volte scritte e dichiarate.
Visto che evidentemente la rotta è stata persa, per noi è il caso di cambiare almeno il comandante ed avremmo anche suggerimenti su questo tema.

Una nostra doverosa provocazione al governo che lascia e quello che prenderà il comando del nostro paese: SVEGLIATEVI!

Restiamo a disposizione di chiunque abbia intenzione di cambiare e migliorare.

Open Camp Roma 2008

Organizzato dallo stimato Lug della Sapienza di Roma, l’Open Camp ha avuto luogo sabato 15 Marzo presso i locali messi a disposizione dalla Città dell’Altra Economia

Il buon Walter ci ha invitati e messi in condizione (obbligati? :D) di poter fare un intervento, di questo ringraziamo lui e tutta l’organizzazione.

Raccontiamo un po’ questa nuova esperienza, vista da chi si trova da anni ad indossare diversi “cappelli”, da semplici utenti a fondatori di ADD. Personalmente l’avventura è iniziata già alla stazione termini, dove una moltitudine di persone già pregustava gli eventi sportivi del giorno, ossia la partita di campionato di calcio Roma-Milan e l’incontro di Rugby Italia-Scozia. Quest’ultimo in particolare ci ha donato particolari soddisfazioni :p

Tornando a noi, semplice arrivare al luogo dell’evento ma magari descrivere meglio sul sito del barcamp non avrebbe fatto male. Io ero accompagnato da mio cugino Denis “tetractius” ed appena arrivati abbiamo subito conosciuto un gentile e anche troppo prodigo Paolo Del Bene che ci ha dato delucidazioni sul luogo dell’evento e gli interventi.

Il luogo visto dall’esterno lascia ampio spazio all’immaginazione, essendo una zona un po’ particolare dal punto di vista sociale e urbanistico. All’interno invece del cortile, l’ambiente era decisamente piacevole e consono all’evento.

Il primo intervento a cui abbiamo assistito vedeva Simone Onofri illustrare il cammino che sta portando il web verso il futuro. Nonostante io personalmente non sia ferrato in materia, grazie all’ottima spiegazione di Simone ed all’aiuto di Mauro e mio cugino Denis sono riuscito a star dietro a buona parte del discorso, carpendone l’essenzialità. Da segnalare che Simone è anche autore del logo dell’Open Camp :)

Decisamente interessante la spiegazione del web semantico ma resto tutt’ora affascinato dal “Mash dei dati” che sarà sempre più presente in quello che usiamo chiamare web2. Sostanzialmente si tratta di sviluppare applicazioni in grado di prelevare e rendere coerenti i dati provenienti da fonti diverse per produrre nuove informazioni. Tanto per fare un esempio pratico che renda l’idea, immaginate un portale che faccia mash-up dei dati provenienti da google maps e da un sito che tiene l’elenco e l’indirizzo dei migliori agriturismi. Viene da se che il web2, che per alcuni è una tecnologia che cambierà il futuro, in realtà è solo un nuovo modo di intendere il web e non una tecnologia :)

Di estremo interesse è stato il successivo intervento di Matteo Brunati. Dopo un preambolo di riflessione sul web e sulla direzione che il mondo informatico sta prendendo, passando per le concezioni di gratis, free e tantissimo ancora, ha portato lo spettatore a comprendere le infinite possibilità che si celano dietro ad un uso consapevole e collegiale di Internet. Il concetto di “Coscienza condivisa” è quello che mi ha lasciato particolarmente felice di far parte di questo mondo. Più vicino ai temi della nostra associazione invece, è stata l’illustrazione del progetto di rete radioamatoriale hiperlan che coinvolge 18 radioamatori che fanno capo ad altrettanti nodi, permettendo di interconnettere diverse zone tra Veneto ed Emilia Romagna. Sicuramente avremo modo di discutere meglio di progetti del genere, che vediamo fiorire sempre più spesso sul territorio italiano.

Comunque tante informazioni le trovate sul suo blog, un luogo che ho piacere di definire “utile”, per intraprendere profonde riflessioni sul web, seguendo percorsi che non partano necessariamente da un ambito prettamente informatico.

La fame dell’ora di pranzo è stata piacevolmente saziata da ottimi panini, pizzette e dolci. Abbiamo approfittato per parlare con i ragazzi di Ninux e conoscere il mitico Orolab. Il progetto di rete libera a cui stanno lavorando è ampiamente discusso anche sul nostro forum ed abbiamo avuto occasione di discutere anche di normative e problematiche “italiane” legate a queste tipologie di rete basate su hot spot completamente liberi.

Un intervento di estremo interesse è stato presentato dai ragazzi di Wikimedia che hanno illustrato il loro lavoro di amministratori e moderatori del sito italiano di wikipedia, non che degli innumerevoli attacchi che ogni giorno ricevono. Attacchi di tipo “editoriale”, perpetrati non solo dai soliti troll che si trovano ovunque e lo fanno al solo scopo di destabilizzare l’ambiente o per problemi personali, ma anche professionisti del settore dell’informazione! Hanno raccontato episodi di soggetti che vandalizzano le pagine di wikipedia inserendo voci o informazioni completamente false al solo scopo di screditarne l’immagine. Wikipedia è una risorsa mondiale, probabilmente quella che oggi ricopre l’importanza maggiore nella vita di ognuno di noi. Deve essere preservata, curata e fatta crescere, in nome della cultura, dell’informazione e della condivisione.

E finalmente arriviamo all’intervento di Anti Digital Divide!


Quei loschi figuri di mark_knopfler, citus e Inland_Empire si sono seduti al banco per parlare di digital divide, ovviamente, ma in una chiave diversa, o almeno quella era l’intenzione. L’intervento è stato improvvisato e non pianificato, quindi assolutamente spontaneo. Il super presidente Mauro “mark_knopfler” Guerrieri ha presentato il digital divide infrastrutturale, quello che conosciamo e combattiamo da anni. L’infrastruttura c’è ma è mal sfruttata, presenta dovunque apparati obsoleti e castranti che isolano gli utenti dai servizi a banda larga ma fanno felici i giacca e cravatta che si riempiono di cifre e statistiche. Noi non ci stiamo, le statistiche le fanno gli utenti e chi conosce la situazione, non i politici e gli industriali che vogliono farci credere che tutto vada bene. La seconda parte ha visto il vice presidente di ADD Alessio “citus” Susi presentare il digital divide culturale, quello che coinvolge chi, pur avendo il mezzo connettivo, non ha le capacità per sfruttarlo appieno. In questa categoria rientra una grandissima fetta della popolazione. Molti utenti oggi sono facili prede della mala informazione, un potente mezzo strumentalizzato dall’economia e la politica. Uno dei mali di oggi è che le persone che hanno dimenticato che l’uomo non è fatto per accettare passivamente gli stimoli dell’ambiente, ma è predisposto per assimilarli e analizzarli. La curiosità è da sempre il motore che ha spinto l’uomo a compiere i suoi numerosi balzi evolutivi, ma oggi siamo più propensi a crogiolarci nel mal comune, grazie al capro espiatorio che periodicamente viene proposto dai convenzionali mezzi d’informazione. Qualcuno le chiama “armi di distrazione di massa”, probabilmente non ha tutti i torti.

L’intervento era globalmente complesso e ci siamo resi conto che necessitava di una struttura più ordinata e magari qualche video/slides a corredo. Abbiamo impiegato svariati minuti prima di prendere il filo del discorso, ma tutto sommato possiamo ammettere che la partecipazione è stata ottima. Ciò che ci ha dato maggior soddisfazione è stata la differenza dai classici interventi, in cui solitamente la comunicazione è monodirezionale, dall’oratore agli interlocutori. In questo caso invece, forse per curiosità, forse per confusione (:D), c’è stata una grande partecipazione del pubblico che ha reso dinamica la discussione, trasformandola in un vero e proprio forum all’aperto.

Un tema delicato, trattato in conclusione d’intervento, è stata la partecipazione dei “non addetti ai lavori”. C’è purtroppo da rilevare che in questi incontri c’è sempre una scarsa partecipazione delle persone comuni, non informate. Sempre le stesse persone a parlare e interagire. Fa piacere incontrarsi dopo essersi conosciuti nel web, ma farebbe ancor più piacere conoscere persone che magari sono venute solo per curiosità, per capire, per crescere. Sicuramente un mea culpa generale non risolve il problema. Bisogna coinvolgere la gente, una missione dfficile che dovrebbe vederci impegnati tutti.

Ed a proposito di impegno, è stata trattata l’idea di creare community di community, che permettano a diversi gruppi di lavorare insieme per un bene comune, ma probabilmente ammetto che essendo molto vasto come argomento, andrebbe ridiscusso meglio dopo un’attenta riflessione, anzichè essere gettato lì nel mucchio di temi che è stato trattato.

Ultimo, ma non per importanza, l’intervento dei ragazzi di Ninux, che trovate riassunto meglio dai diretti interessati sul loro sito e sul forum di ADD. Purtroppo noi non abbiamo potuto partecipare a causa dell’orario dell’ultimo treno disponibile. Abbiamo approfittatto della pausa pranzo proprio sapendo che non avremmo potuto discuterne in aula.

Tirando le somme, un’esperienza interessante che speriamo di ripetere presto.
Il mondo è pieno di gente in gamba, persone che possono dare molto al prossimo. Internet permette a queste persone di comunicare al mondo intero, interagire e, quando possibile, incontrarsi. Come in questa bellissima occasione

Abbiamo appena creato un nuovo spazio per ADD!
Andate a vedere le foto dell’Open Camp sul nostro account su Flickr

http://www.flickr.com/photos/antidigitaldivide/sets/72157604152038533/

Riflessioni sulla caduta di governo… decisioni rimandate.

Nell’ultima news abbiamo cercato di fare una piccola riflessioni sulla recente crisi di governo che ha avuto come epilogo la caduta del governo Prodi.

Il nostro punto di vista, chiaro e limpido, è quello consentire a chiunque ne avesse necessità o voglia di connettersi in banda larga ad internet. Non ci interessa in nessuna maniera quale schieramento governi, ma solo chi ci sia qualcno intenzionato a fare crescere digitalmente la nazione e rendere il mercato delle TLC un vero mercato concorreziale con regole chiare e condivise.

Le ripercussioni, visto l’ormai ovvio cambio di guardia, dimostrano scientificamente che per l’ennesima volta dobbiamo attendere fiduciosi per capire se l’Italia vuole finalmente colmare il Digital Divide geografico in maniera definitiva.

Imperversano infatti pubblicità che decantano “internet è ovunque”, sfideremmo volentieri la stessa impresa a dimostrarne la veridicità (forse qualche authority può fare qualcosa) in posti da noi indicati, ma la realtà dei fatti è che il tanto atteso scorporo della rete probabilmente slitterà in avanti, che il termine indicato dall’ormai ex-ministro per l’annullamento del digital divide è ormai sorpassato e non si ha percezione di dove, come e quando finirà l’epopea dei digital divisi.

Sappiamo che l’Italia in questo momento ha tante altre necessità, ma crediamo che una pluralità di ministeri sia ovviamente preposta a svolgere una molteplicità di funzioni.

Abbiamo dunque posto alcuni quesiti al quale speriamo l’ex-Ministro Paolo Gentiloni abbia la cortesia, sul suo blog, di risponderci.

 ADD

Letterina a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
        Ti scriviamo questa lettera per vedere se almeno tu riesci a fare qualcosa…
Abbiamo chiesto alla Commissione Europea ed alle istituzioni Italiane, compreso il presidente della repubblica Ciampi, di risolvere l’annoso problema del digital divide.
In sostanza tutti hanno scritto e detto belle parole che però non si sono praticamente mai tramutate in fatti.
Quindi Babbo, ci proviamo con te.
Porta un bel po’ di banda larga a chi non c’è l’ha e fa si che le istituzioni preposte alla regolamentazione del mercato TLC si mettano una mano sul cuore e inizino a difendere gli interessi di una nazione intera!
I proclami che hanno fatto, già criticabili, sono sempre spostati in là nel tempo, hanno detto che la meta sarà nel 2012 che per chi soffre di divisione digitale è un’eternità!
Anche tu, caro Babbo, saprai benissimo che una mail è più veloce di una lettera perchè anche tu le usi dal Polo, che con il Voip ed i vari Istant messaging gli amici ed i propri cari che vivono lontano sono a portata di mano e più vicini al nostro cuore.
Sai anche, andando sul concreto, che la presenza della banda larga fa alzare il PIL in maniera eccellente e che noi abbiamo grandi problemi di PIL.
Come potrai vedere anche tu, molti dei nostri amici sono già partiti per altre nazioni, anche indotti dai mille motivi che una burocrazia non attenta alle esigenze dell’individuo porta con sé. Non farci pensare che hanno fatto la scelta più saggia…
Ricordati anche degli utenti che pagano in toto una linea superveloce con provider svizzeri, ma ne possono sfruttare un quinto perché il doppino è troppo lungo. Fagli avere uno sconto!
Ricordati di quelli che hanno il filo di rame attaccato ad un MUX.
Ricordati di accendere i Minicab, o come li chiamiamo noi ”Zainetti”, e che questi funzionino sempre.
Ricordati di far andare la tecnologia WIMAX a quelli che vogliono usarla.
Ricordati di far notare che il NewYork Times ha scritto che siamo una società lowtech, dimostriamo con i fatti (anche se adesso non ci sono) che si sono sbagliati.
Ricordati di dare una mano a quei giornalisti che guadano la pagliuzza senza notare la trave nel loro occhio.

Ti chiediamo un’altra cosa.
Insinuati nelle menti dei regolatori per fargli fare un cambio di rotta.
Fa capire che le licenze pubbliche servono al pubblico, ossia noi, e non il contrario!!!
Ad esempio, se c’è una nuova tecnologia o un nuovo taglio di banda, fallo applicare prima nei posti dove non c’è nulla o comunque c’è di meno, in modo tale da far arrivare una volta primi quelli che erano ultimi!!!
Bello sarebbe se potessimo essere anche noi, che non abbiamo paura dei poteri forti, avere voce in capitolo per impostare il mercato per renderlo un po’ più utile a chi lo usa!
(non ci tiriamo indietro se ci affidassero incarichi istituzionali.)
Lo sappiamo che è un’utopia, che noi facciamo paura perchè fotografiamo la realtà senza tanti fronzoli, che non ci interessano i giochi di potere … ma almeno qualche cenno verso l’obiettivo prova a farglielo fare.
Fai si che ci sia mercato nella banda larga…
La separazione della rete è importante… Che nei primi mesi del 2008, visto che è tanto richiesto da tutti i guru del settore, diventi realtà.

Se poi ti avanza tempo, qualche donazione all’associazione non farebbe male.
Per difendere i diritti, per diffondere le notizie e per unire i divisi c’è sempre bisogno di fondi…
Anche se il nostro staff è sempre generoso, sia economicamente sia in fatto di tempo, le finanze piangono.
Se qualche istituzione o qualche entità pia in maniera anonima ci porta un piccolo obolo ne saremmo veramente grati.
Fai lasciare una piccola offerta simbolica anche agli utenti che arrivano da noi, chiedono consigli e dopo spariscono.

I nostri propositi per l’anno nuovo sono sempre gli stessi, e li puoi leggere nello statuto della nostra associazione.
Avere il servizio ovunque, con costi decenti e con un mercato che funziona!
Sarà dura dici tu

Ci metteremo comunque la nostra tenacia, la nostra faccia nonché la nostra voglia di non arrenderci allo stato delle cose per migliorare un po’ ciò che ci sta attorno.

Babbo, ti auguriamo una buona notte di lavoro per questo Natale e che nel 2008 ti arrivino meno richieste di intervento, perché significa che tutto va a posto, e che torni a distribuire bambole, macchinine, biciclette, videogiochi o Carbone.

Visto che ci siamo, facciamo anche gli auguri a tutti gli iscritti di ADD ed anche ai tanti utenti del Forum

Lo Staff
Associazione AntiDigitalDivide


P.S.:
Porta un po’ di carbone a tutti quelli che hanno sempre usato i paraocchi e che hanno sempre negato l’evidenza dei fatti!
Magari così capiscono che hanno fatto i cattivi….

Voci fuori luogo

in nome della sicurezza invadono la nostra libertà...
     in nome del denaro ci privano della conoscenza...
           in nome del potere ci tolgono la democrazia...


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