I piccoli comuni ed i loro proclami sul Divario Digitale
Quando ho pensato a questa riflessione stavo leggendo la news
forum antidigitaldivide
postata poco più di una settimana fa sul sito della nostra associazione Anti Digital Divide.
Immediatamente,anche per merito dei commenti seguiti alla notizia riportata sul forum,mi sono venute in mente anche queste altre notizie
News Anpci 1
News Anpci 2
nelle quali si evince il tono trionfalistico dei rappresentati di categoria dei Piccoli Comuni Italiani per Convenzioni o Accordi in grado,secondo chi li stipula o promuove ( vedi anche i fondi delle Regioni che capitano nelle mani dei soliti noti – Piemonte docet ) ,di essere la panacea contro il Divario Digitale in cui versano molti cittadini italiani( non solo dei Piccoli Comuni – vedi zone scoperte delle grandi città oppure sotto apparati Mux come più volte scritto sulle pagine di Antidigitaldivide.org ).
Sopra sono riportati due esempi diversi “ Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni “ e “ Associazione Nazionale Piccoli Comuni Italiani “ , due modi differenti , a mio avviso di trattare un argomento talmente importante e di difficile comprensione,per chi fa il politico di “ professione “ nell’Italia contemporanea,che spesso porta a fare scelte completamente distanti dal bene pubblico .
Putroppo,nei comunicati e negli accordi portati ad esempio,traspare la voglia sia di dichiarazioni a scopo promozionale politico( vedi il Portavoce dei Piccoli Comuni ) sia di dimostrare la propria incompetenza nella scelta delle strade in grado di portare ad una diminuzione del Digital Divide ( vedi convenzione ANPCI-SOCIETA’ Privata e Commerciale ) .
L’incompetenza degli amministratori in materia , per mia esperienza personale registrata nel comune in cui sono residente,rasenta spesso dei livelli comici e al tempo stesso preoccupanti in quanto i Responsabili arrivano addirittura a promuovere tecnologie sperimentali e non ancora commercializzate ( WiMax ) pur di far presa sul cittadino che gli ha dato il voto.Senza sapere cosa significhi il tal acronimo ( WiMax ) piuttosto dell’altro ( WiFi ).
Antidigitaldivide,quando si è trovata coinvolta da richieste di spiegazione provenienti dagli amministratori o dai semplici cittadini,ha cercato nel tempo di spiegare , da associazione volontaria qual’è , le varie problematiche intrinseche nelle tecnologie a disposizione,esponendo quali siano le vie migliori per poter risolvere il divario digitale . Addirittura era stata ad un passo da un accordo rilevante con l’associazione Ancpi sopra citata,per volontà della controparte non se ne fece alcunchè in quanto si preferì ascoltare chi voleva abbattare il divario digitale proponendo backbone( la dorsale che porta la banda larga a monte ovvero “ l’autostrada dei dati “ ) satellitari…
Partendo da questi presupposti risulta davvero difficile accettare di leggere certi comunicati,certe posizioni superficiali,gridate ad alta voce come svolte storiche ( le convenzioni e le proteste sopra menzionate ) ed al tempo stesso sentire il silenzio totale dei rappresentanti dei piccoli comuni quando c’è da protestare contro l’utilizzo del metodo delle Aste per l’assegnazione del primo lotto di frequenze messe a disposizione per la tecnologia WiMax ( 802.16 ).
Perchè solo pochi ,tra i quali la nostra Associazione Antidigitaldivide , protestano mentre i politici che potrebbero essere interessati a risolvere il Divario Digitale, no , perchè ?
La Polis ( matrice della politica vera ) e la Res Publicae dove sono andate a finire ?

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