Gli internauti non vogliono la benda sugli occhi
Si respira un’aria pessima in questo periodo…
Dai fatti più eclatanti ed alla luce del giorno come la crisi economica e i drammi quotidiani divenuti oggetto di rinnovata campagna elettorale, ora siamo nuovamente a discorrere dell’ennesimo tentativo di censura sul web fatto passare per sicurezza nazionale.
E’ di questi giorni, infatti, la proposta dell’onorevole D’Alia per il controllo, nonché giudizio, da parte del Ministro degli Interni dei contenuti pubblicati su Internet. Insomma, già esistono delle regole e delle punizioni, ma a quanto pare sembra opportuno che la cosa divenga una questione da affari interni.
Classico esempio di come spesso si tenti di imporre la legalità con la paura e la repressione anziché l’organizzazione e l’educazione, nonché la fornitura dei mezzi necessari agli addetti ai lavori.
Ci ritroviamo per l’ennesima volta a discutere temi di libertà legati all’ignoranza del mezzo!
Onorevole, ogni qualvolta appare su qualsiasi mezzo di comunicazione una notizia “scomoda” si grida allo scandalo adducendo paradossi inconsistenti.
Nel caso di Internet la questione risulta sempre più “scomoda” perché le fonti sono molteplici e nella maggior parte dei casi “libere” o comunque spesso non assoggettate ai rigori dei mezzi di informazione tradizionali.
Il bavaglio in questi casi non deve esistere, ma neanche il paraocchi: ricordiamo che c’è già una normativa che tutela da calunnie e diffamazione ed è a disposizione di chiunque subisca danno! Basta segnalare il caso al gestore del sito, o l’isp ospitante e spesso in via molto bonaria e rapida il problema è risolto! E se così non fosse, ci sono già le leggi da applicare. Perchè ostinarsi a fare i finti padri premurosi credendo che basti oscurare un problema per farlo sparire?
Da persone del terzo millennio vorremo farLe, e farVi, notare che attualmente c’è un deficit di informazione e che il libero pensiero ormai si trova spesso “ghettizzato” in siti e blog.
Usiamo la parola “ghettizzato” in quanto gli organi “tradizionali” non perdono un colpo nell’indicare come negativa ogni cosa che appaia sulla rete e ciò dimostra una evidente paura della libertà nonché un pessimo tentativo di denigrazione e di disinformazione.
Inoltre non si può colpire così pesantemente gli addetti ai lavori sul web indicandoli come concorrenti nel reato se non intervengono entro 24h, decisamente spropositata la sanzione e in ogni caso non si parla di mezzi a disposizione per operare i controlli dei diversi contenuti web (testo, audio, video, immagini ecc). Sarebbe decisamente più coerente sfruttare la risorsa principale della rete, ossia la massa di naviganti, per concretizzare controlli e segnalazioni; ad esempio, mettendo a disposizione e pubblicizzando un sistema di ascolto allo scopo di velocizzare i controlli e di conseguenza l’intervento, sia da parte degli enti che degli addetti ai lavori, magari quando il contatto diretto con gli interessati non trovi terreno fertile. Probabilmente la collaborazione sarebbe più proficua e meno dannosa della politica repressiva che Vi apprestate a mettere in atto. Risparmiate la repressione per gli ubriachi che causano incidenti, morti e sofferenze e poi finiscono ai domiciliari al mare!
Negli ultimi 5 anni siamo stati più volte testimoni di episodi in cui ogni tentativo di attacco alla Rete non faceva altro che provocarne un’aumenta penetrazione.
D’altro canto però si ottiene che una parte della popolazione, tipicamente quella anziana, subisce ed assimila passivamente questi attacchi e, non avendo opportunità o volontà di approfondimento, si allontana sempre più dall’evoluzione delle telecomunicazioni aumentando quella divisione “digitale” che noi vogliamo combattere.
Ritornando alla questione, riteniamo che chiunque voti o abbia votato questa legge sia da indicare come “censore” e come “oscurantista” per pochi ma semplici motivi:
- è anticostituzionale ledere la libertà di espressione, viviamo in una democrazia che salvaguarda questo diritto;
- è ignobile cercare di tappare la bocca a chi la pensa diversamente;
- è vergognoso cercare di oscurare gruppi di protesta civili sfruttando l’opportunità di censura di quelli estremisti, volgari e irrispettosi delle Istituzioni (questa sì legittima, ma le norme GIA’ CI SONO!).
- è medievale pensare che mettere lo sporco sotto il tappeto contribuisca a tener la casa pulita. Bisogna essere in grado di perseguire chi delinque, non tentare di coprire gli occhi a chi naviga! I proxy stanno passando di moda, non torniamo indietro.
Ci teniamo a sottolineare che non è il mezzo che va colpito ma l’uso che ne si fa se si è stolti!!! In questo caso ovviamente anche del voto in Parlamento…
Invitiamo chi di dovere a bocciare e/o ritirare la suddetta norma e di documentarsi o consultare qualche esperto in materia prima di avanzare proposte potenzialmente contrarie al libero pensiero comunque rispettoso delle Istituzioni… proposte (ahi noi) frutto di un vero digital divide culturale.
E per concludere in bellezza, ecco qualcosa che il mezzo di informazione tradizionale non farà mai… linkare altri mezzi di informazione:
Gaia Bottà su Punto Informatico
Massimo Mantellini su Punto Informatico

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