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	<title>Divario Digitale</title>
	<link>http://blog.antidigitaldivide.org</link>
	<description>Il blog di Anti Digital Divide</description>
	<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 12:46:36 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Banda Larga nel Servizio Universale</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 12:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Divario Digitale</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Anti Digital Divide lancia una campagna per l&#8217;introduzione della banda larga nel Servizio Universale, affinché venga riconosciuta come un diritto per tutti gli utenti. L’introduzione della banda larga nel Servizio Universale è stato ed è uno dei punti fondamentali per cui Anti Digital Divide fin dalla sua nascita, nel 2004, si è battuta. In Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antidigitaldivide.org/">Anti Digital Divide</a> lancia una campagna per l&#8217;introduzione della <strong>banda larga</strong> nel <strong>Servizio Universale</strong>, affinché venga riconosciuta come un <strong>diritto</strong> per tutti gli utenti. L’introduzione della banda larga nel Servizio Universale è stato ed è uno dei punti fondamentali per cui Anti Digital Divide fin dalla sua nascita, nel 2004, si è <a href="http://www.antidigitaldivide.org/index.php?module=cmpro&amp;func=viewpage&amp;pageid=31">battuta</a>. In Italia siamo stati un po’ pionieri, forse lungimiranti, sicuramente visti come visionari, essendo dei semplici utenti.</p>
<p>Il Servizio Universale è “la fornitura di un insieme minimo definito di servizi a tutti gli utenti finali a prezzo abbordabile”. Le prestazioni inserite nel Servizio Universale devono essere fornite obbligatoriamente. Essenzialmente è previsto l’obbligo di fornire un servizio di telefonia fissa e un accesso efficace alla rete.</p>
<p><strong>ADD chiede al governo italiano e ad AGCOM di riconoscere, come avvenuto in Finlandia e Spagna, la banda larga come diritto fondamentale con la sua introduzione nel Servizio Universale.</strong><br />
Con la nostra proposta il rischio di distorsione viene fortemente limitato, se non superato, perché prima si lascerà spazio al mercato e solo in assenza di questo, ci sarà l’intervento pubblico atto a stimolare gli investimenti privati.<br />
La nostra proposta è di inserire nel Servizio Universale la velocità di 1280/256 Kbit/s. A questa va affiancata una velocità minima garantita (MCR), ma, vista la complessità del tema, ci pare più corretto discuterne con tutti gli attori del settore, prima di indicare una velocità specifica. La velocità 1280/256 Kbit/s è presa in ragione del fatto che già Finlandia e Spagna l&#8217;hanno adottata; naturalmente nulla vieta di stabilire una velocità superiore, ad esempio 2 Megabit o più, come indicato nel rapporto Caio o dal Ministro Brunetta. Per rendere meno traumatico questo passaggio agli operatori e limitare i costi, si può prevedere l’obbligo di ottemperare alla fornitura di banda larga solo se sussiste, nella zona da coprire, un determinato numero di utenti pronti a sottoscrivere un abbonamento:<br />
2010 almeno 30 utenti.<br />
2011 almeno 20 utenti.<br />
2012 almeno 10 utenti.<br />
Dal 2013 nessun numero minimo di sottoscrittori.</p>
<p>Oltre a questo si denuncia il fatto che anche gli attuali obblighi in molti casi non vengano rispettati e si chiede che il Servizio Universale sia aperto a tutti gli operatori e non solamente a Telecom Italia.</p>
<p>Il documento integrale con la proposta in dettaglio è reperibile sul <a href="http://forum.antidigitaldivide.org/showthread.php?t=8295">forum di Anti Digital Divide.</a></p>
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		<title>A.A.A. Fondi per Banda Larga Cercasi</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/digitaldivide/2009/11/10/aaa-fondi-per-banda-larga-cercasi/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 09:22:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Divario Digitale</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Anti Digital Divide apprende con sconcerto la decisione del governo di congelare i fondi per lo sviluppo della banda larga. Una decisione miope, che comporterà l’aumento, del già ampio, divario digitale italiano, rispetto ad altri paesi e che lascerà milioni di italiani senza una connessione a banda larga. Si parla di 7 milioni di italiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antidigitaldivide.org/">Anti Digital Divide</a> apprende con sconcerto la decisione del governo di congelare i fondi per lo sviluppo della banda larga. Una decisione miope, che comporterà l’aumento, del già ampio, divario digitale italiano, rispetto ad altri paesi e che lascerà milioni di italiani senza una connessione a banda larga. Si parla di 7 milioni di italiani digital divisi, ma se consideriamo la velocità di 2 mbit/s come soglia minima per definire una connessione effettivamente a banda larga il numero aumenta drasticamente, a causa delle pessime condizione della rete italiana.<br />
Le altre nazioni vedono nella banda larga una soluzione alla crisi economica ed investono ingenti risorse per il suo sviluppo, fissano come obiettivi a breve termine la diffusioni di connessioni a 50/100 mbit/s e rete di nuova generazione in fibra ottica. In Svizzera e Finlandia hanno inserito nel servizio universale l’adsl, riconoscendola come diritto fondamentale. L’Italia invece arranca agli ultimi posti in Europa e non è in grado neanche di garantire 2 mbit/s a milioni di cittadini.<br />
Che fine hanno fatto le 3 I, Internet, Impresa, Inglese, obiettivi strategici del governo? Le stesse imprese hanno chiesto maggiori investimenti nella banda larga, un servizio indispensabile per garantire la competitività.<br />
ADD ritiene pessima la decisione di congelare gli 800 milioni di euro, gli investimenti per la banda larga dovrebbero essere aumentati, non bloccati, i soldi investiti in questo settore garantiscono un rapido ritorno dal punto di vista economico e sociale, questo sarebbe da sfruttare per attivare un circolo virtuoso che potrebbe innescare e accelerare la ripresa economica.<br />
Dopo le vigorose critiche di associazioni,  imprese, sindacati,  utenti, il ministero dell’economia ha tentato di correre ai ripari, dicendo di aver già pronta una soluzione alternativa: “le risorse mancanti potrebbero arrivare dalla Cassa Depositi e Prestiti o da altri soggetti, sotto forma di anticipo in vista dello sblocco dei fondi, e l&#8217;investimento verrebbe remunerato attraverso un ritocco del canone che sarà deciso dall&#8217;Authority.”<br />
RITOCCO DEL CANONE? Ma siamo su scherzi a parte? Quale canone?</p>
<p>Ricordiamo che recentemente sia il canone telefonico sia adsl, unbundling, sono aumentati, nonostante il prezzo dell’adsl in Italia fosse già alto rispetto agli altri paesi e il rapporto prezzo qualità-prestazioni tra i peggiori d’Europa. I 4/5 miliardi di euro annui che Telecom Italia percepisce dal solo canone telefonico e che giustifica con la necessità di ammodernare e manutenere la rete, come sono stati spesi in questi anni? Forse in stock option  e stipendi ai manager, tra i più alti al mondo e per ripianare i vari acquisti di Telecom a debito?</p>
<p>News completa sul sito <a href="http://www.antidigitaldivide.org/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=655">Anti Digital Divide</a>.</p>
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		<item>
		<title>AGCOM: ancora una volta pro-Telecom</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/telecom-italia/2009/09/27/agcom-ancora-una-volta-pro-telecom/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 19:01:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Faus-74</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Telecom Italia]]></category>
<category>Anti Digital Divide</category><category>telecom</category><category>telecom italia</category>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta rimaniamo perplessi e stupefatti di fronte all&#8217;ennesima “concessione” di AGCOM che corre in aiuto del (sempre più) monopolista Telecom Italia.
 Partiamo da qualche mese fa quando, per motivi che ci sono ancora incomprensibili, il Garante per le Comunicazioni (di chi?) acconsentì all&#8217;aumento del canone Telecom. (http://www.antidigitaldivide.org/mod&#8230;rticle&#38;sid=642)
In questi giorni invece, tra multe e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta rimaniamo perplessi e stupefatti di fronte all&#8217;ennesima “concessione” di AGCOM che corre in aiuto del (sempre più) monopolista Telecom Italia.</p>
<p align="left"> Partiamo da qualche mese fa quando, per motivi che ci sono ancora incomprensibili, il Garante per le Comunicazioni (di chi?) acconsentì all&#8217;aumento del canone Telecom. (<a href="http://www.antidigitaldivide.org/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=642" target="_blank">http://www.antidigitaldivide.org/mod&#8230;rticle&amp;sid=642</a>)</p>
<p>In questi giorni invece, tra multe e multine, leggiamo:<br />
&#8220;L’Autorità ha tuttavia deciso di eliminare l’obbligo di price cap per il canone telefonico dovuto dalla clientela finale (consumatori ed aziende). Portata oggi a consultazione, questa misura – che comunque salvaguarda le cosiddette “fasce sociali” e rispetta gli obblighi di servizio universale – allinea l’Italia agli altri Paesi comunitari, e serve a stimolare<br />
più innovazione nelle offerte a vantaggio dei consumatori. Rimangono regolati i costi delle tariffe all’ingrosso.&#8221; (<a href="http://www.agcom.it/default.aspx?message=viewdocument&amp;DocID=3395" target="_blank">http://www.agcom.it/default.aspx?mes&#8230;ent&amp;DocID=3395</a>)</p>
<p align="left">Ah, quindi questo ci allinearà agli altri paesi!!!.. Ma la rete telecom è allineata a quelle degli altri paesi?<br />
Assolutamente poco convinti che altrove ci sia un incumbent con lo stesso strapotere.<br />
Una simile decisione sarebbe stata in parte giustificabile se i gli introiti indotti dall&#8217;aumento di 85 cent. al canone (moltiplicato ogni mese per oltre 25 milioni di linee, ricordiamocelo) fossero serviti per nuovi investimenti, ammodernamenti della rete, ampliamento della copertura a banda larga&#8230; ma di queste novità ancora nessuna traccia!</p>
<p>Anche in questo 2009 che, secondo favole narrate da giacca e cravatta di turno, avrebbe dovuto proiettarci con prepotenza nella competizione coi nostri cugini e cuginetti europei nel mondo delle tlc, il nostro Forum continua ad ospitare innumerevoli segnalazioni di utenti che hanno problemi anche solo a fare una telefonata o farsi allacciare la linea. Noi stessi dello Staff abbiamo vissuto e possiamo tranquillamente documentare vicende più o meno &#8220;fastidiose&#8221; nate a causa di tecnici che non sempre girano in panda o vestono i panni brandizzati Telecom, con incidenti causati da incuria o lavori in corso che durano mesi, aggravate e prolungate nel tempo a causa di cattiva o non soddisfacente comunicazione ed assistenza da parte di call center di precari in subappalto che poveretti a volte non sanno neanche dove pescare le informazioni.<br />
Per non parlare delle solite <strong>soluzioni di facciata quanto fallimentari per ridurre il digital divide, vedi progetto Anti Digital Divide che, fortunatamente, non ha nulla a che vedere con la nostra Associazione</strong>. Il successo di abbonamenti di queste linee non deriva dalla bontà dell&#8217;offerta, ma dalla filosofia che sta dietro la condizione del digital diviso, che è portato ad accettate passivamente solo perchè rassegnato al <em>meglio poco che niente</em>. Abbiamo assistito a situazione in cui utenti hanno abbandonato abbonamenti wireless per la linea cablata con la convinzione che il cavo sia meglio senza pensare che la bontà è dettata non solo dal mezzo usato per raggiungere l&#8217;utente finale, ma soprattutto da ciò che sta oltre e come viene gestito. E infine pentirsi della scelta, dettata da retaggi e preconcetti che sono tutti a favore degli ISP classici.</p>
<p>E l&#8217;Autority anzichè insistere sulla manutenzione e <strong>l&#8217;ammodernamento</strong> della rete, sulla trasparenza delle offerte, sull&#8217;informazione e sulla tutela dell&#8217;utente finale, cosa fà?<br />
Concede, concede, concede&#8230;<br />
Perchè? Perchè si vuole fare l&#8217;ennesimo lascivo favore? Il monopolista sta perdendo sui telefoni fissi e si pensa di arginare così le perdite?<br />
Sbagliato! Già molti utenti ritengono che il canone sia un &#8220;inutile balzello&#8221;, ed a conti fatti hanno ragione. Sarebbe onesto pagare un canone, giusto ed equo, ad un&#8217;azienda unica e responsabile nella gestione dell&#8217;infrastruttura, situazione che si avrebbe in caso di scorporo (reale <a href="http://punto-informatico.it/2189739/Telefonia/News/telecom-italia-vara-open-access-svolta.aspx" target="_blank"><u><strong>non fittizio</strong></u></a>) dell&#8217;attuale incumbent. Ma allo stato attuale, il canone è un tappavoragini e basta, un&#8217;entrata fissa per pagare costosi consulenti fallimentari che nessuno osa toccare. Se fossimo in un regime meritocratico, un imprenditore, un tecnico, un contabile che fallisce <a href="http://tlc.aduc.it/notizia/compensi+2008+dei+dirigenti+telecom+italia+fino_108236.php" target="_blank"><u><strong>non riceverebbe una buona uscita milionaria</strong></u></a> ma un sostanzioso calcio nel fondoschiena.</p>
<p>Basta! Basta pagare il canone a queste condizioni! PASSATE AD UN OPERATORE MOBILE <em><u>(* nota a piè di pagina)</u></em> o wireless se potete!<br />
Dal canto nostro, condanneremo sempre atteggiamenti così clientelari da parte di chi è invece istituzionalmente elevato a ente di controllo e tutela.<br />
Per quanto riguarda il canone, continueremo a pressare affinchè venga fermato ogni possibile aumento, ed insistemo sul dare un senso concreto o sulla completa sparizione dell&#8217;oramai vetusto balzello.</p>
<p>Adesso vogliamo citare uno stralcio proprio dal sito dell&#8217;AGCOM:<br />
&#8221;<br />
[&#8230;]<br />
L’Agcom è innanzitutto un’autorità di garanzia: la legge istitutiva affida all’Autorità il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare i consumi di libertà fondamentali dei cittadini.</p>
<p>In questo senso, le garanzie riguardano:</p>
<p>- gli operatori, attraverso:</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>- l’applicazione della normativa antitrust nelle comunicazioni e la verifica di eventuali posizioni dominanti;</p>
<p>[&#8230;]&#8221;</p>
<p>E&#8217; aumentando il canone sulla linea voce e sull&#8217;ULL che l&#8217;Autorità intende assicurare la competizione nel mercato delle TLC, tutelare gli utenti e applicare le normative antitrust?<br />
Sono decisioni che contrastano con le ragioni stesse per le quali l&#8217;Autorità è stata costituita! E&#8217; una barricata nei confronti degli OLO e della concorrenza, è una chiusura del mercato che invece dovrebbe essere aperto e concorrenziale!</p>
<p>Chi e cosa potrà spingere adesso un operatore alternativo ad investire in una zona digital-divisa dove l&#8217;incumbent non intende intervenire?<br />
Cosa intenderà fare l&#8217;incumbent con i maggiori introiti derivanti da queste decisioni?<br />
E quali altre sorprese dovremo aspettarci da un Garante che non garantisce nemmeno i diritti per i quali è stata fondata?</p>
<p><strong><font color="Red">Se Calabrò non riesce a garantire nè i consumatori nè gli OLO, allora meglio che si dimetta, anzi no, meglio che metta fine a tutto questo inutile carrozzone (spiace dirlo) che è diventata l&#8217;autority. Continuare così, sarebbe solo accanimento terapeutico!</font></strong></p>
<p>(*) Perchè no, anche TIM che è l&#8217;unica sezione attiva dell&#8217;allegra brigata, o almeno lo era&#8230; ricordiamoci la (ri)fusione Tra TIM e Telecom di qualche anno fa.</p>
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		<title>Calabrò&#8230; gli ultimi devono essere i primi!!!</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/brainstorming-dallo-staff/2009/07/07/calabro-gli-ultimi-devono-essere-i-primi/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 21:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Faus-74</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brainstorming dallo Staff]]></category>

		<category><![CDATA[Comunicato]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle parole, estratte da un articolo de Il sole 24ore, del Garante Corado Calabrò emerge che ormai la generazione di una socità che provveda alla realizzazione delle rete NGN non è rinviabile.
L&#8217;avvento della fibra ottica «non è rinviabile» e per raggiungere l&#8217;obiettivo la via più praticabile è quella di dare vita a «una società veicolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium"><span style="font-family: times new roman,times">Dalle parole, estratte da un articolo de Il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/07/calabro-agcom-fibra-ottica.shtml?uuid=4f821db8-6adb-11de-aff7-ab2bbde5471b&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank"><span style="color: #810081">sole 24ore</span></a>, del Garante Corado Calabrò emerge che ormai la generazione di una socità che provveda alla realizzazione delle rete NGN non è rinviabile.</span></span></p>
<blockquote><p><span style="font-size: medium"><span style="font-family: times new roman,times">L&#8217;avvento della <strong>fibra ottica </strong>«non è rinviabile» e per raggiungere l&#8217;obiettivo la via più praticabile è quella di dare vita a «una società veicolo formata da un nucleo forte di partner industriali con un mix di capacità imprenditoriali per sviluppare il progetto». La sollecitazione è del presidente dell&#8217;Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, <strong>Corrado Calabrò</strong>, ed è contenuta nella Relazione annuale al Parlamento. La società, prosegue Calabrò, «potrebbe anche ottenere finanziamenti dalla Cassa Depositi e Prestiti o nel capitale o sotto forma di prestito a tasso agevolato».<br />
</span></span></p></blockquote>
<p><span style="font-size: medium"><span style="font-family: times new roman,times">Ci chiediamo:<br />
- è per questo che si è consentito l&#8217;aumento del canone?<br />
- è per questo che &#8220;Open Access&#8221; è stata accettata senza però andare a vedere i contenuti (assenti)?<br />
- è per questo che non si è ancora messo mano al servizio universale?<br />
- è per questo che si è &#8220;venduto&#8221; il WiMax inceve di utilizzarlo per scopi più sociali?</span></span></p>
<p>U<span style="font-size: medium"><span style="font-family: times new roman,times">na risposta ci viene da <a href="http://www.asca.it/news-TLC__CALABRO__%28AGCOM%29___PROMUOVE___OPEN_ACCESS-843885-ORA-.html" target="_blank">questa </a>notizia riguardo &#8220;Open Access&#8221;</span></span></p>
<p style="margin: 5px 20px 20px">&nbsp;</p>
<table style="width: 100%" border="0" cellpadding="6" cellspacing="0">
<tr>
<td class="alt2" style="border: 1px inset "><span style="font-size: medium"><span style="font-family: times new roman,times"> &#8221;anche dal confronto con le Autorita&#8217; omologhe e con esperti nazionali e internazionali, emerge unanime il giudizio che questo passaggio rappresenta uno snodo fondamentale che, se compiutamente attuato, garantira&#8217; anche al settore della telefonia fissa un contesto durevolmente concorrenziale, con maggiore liberta&#8217; di scelta per i consumatori finali che beneficeranno di maggiori innovazioni tariffarie e di migliore qualita&#8217; del servizio&#8221;. </span></span></td>
</tr>
</table>
<p><span style="font-size: medium"><span style="font-family: times new roman,times">Di sicuro ADD crede, e chiede da anni, che la situazione si debba muovere&#8230;<br />
ma ovviamente, non possiamo aspettarci che un gruppo dirigente come l&#8217;attuale AGCOM possa gestire la situazione, visto che si è sempre dimostrato ed ancora si dimostra miope, poco lungimirante e, per noi, abbastanza fazioso.</span></span></p>
<p>Ci sembra che nelle dichiarazioni si prendano, a gratis, concetti che da anni si leggono nei vari blog o si sentono nelle conferenze ma li si utilizzi a caso, mischiandoli, e li si integri con i suggerimenti di una socità privata in particolare.</p>
<p><em>&#8220;potrebbe anche ottenere finanziamenti dalla Cassa Depositi e Prestiti o nel capitale o sotto forma di prestito a tasso agevolato&#8221;</em><br />
E la divisione tra rete e servizi da quasi tutti auspicata no??</p>
<p><span style="font-size: medium"><span style="font-family: times new roman,times">Si rilegga bene il &#8220;<a href="http://www.corrierecomunicazioni.it/img/upload/file/italia-caio-broadband-report-2009.pdf" target="_blank"><span style="color: #810081">rapporto Caio</span></a>&#8220;!</span></span></p>
<p>Copiando brutalmente dal live blogging di <a href="http://blog.quintarelli.it/blog/2009/07/liveblogging-dalla-relazione-annuale-al-parlamento-del---presidente-dellagcom-dott-calabro.html" target="_blank"><span style="color: #810081">Stefano Quintarelli</span></a> (che ringraziamo) riguardo alla fibra a casa (FTTH):<br />
<em>&#8220;Si parta anche con un nucleo ristretto di abitazioni, ma si parta subito&#8230;&#8221;</em></p>
<p>Secondo il nostro modesto parere la necessità esiste, ma ogni investimento pubblico va operato ove non c&#8217;è il mercato.<br />
In poche parole, <strong>gli ultimi</strong> (senza possibilità di collegamento) <strong>devono essere i primi</strong> (NGN)!<br />
Ma siamo quasi certi che il Sig. Calabrò si riferisca ad interventi di test del semi-monopolista in quel di Milano.<br />
Il che avvalora sempre più l&#8217;opinione sull&#8217;imparzialità dell&#8217;autorità espressa in precedenza!</p>
<p><em>&#8220;In Europa e nel mondo i modelli di sviluppo del progetto fibra ottica sono </em><br />
<em>essenzialmente 2: </em><br />
<em>1) l&#8217;operatore dominante finanzia in toto il progetto (Spagna, UK, Germania) </em><br />
<em>2) un gruppo di investitori forma una societa&#8217; veicolo (aperta anche alla partecipazione del capitale pubblico) che finanzia il progetto. </em><br />
<em>L&#8217;Italia ha abbracciato da tempo un modello aperto di sviluppo della rete, e quindi la via piu&#8217; praticabile sembra la seconda&#8230; </em><br />
<em>Questo dovrebbe puntare ad una rete aperta, sostituendo i doppini telefonici nelle aree dove esiste una ragionevole aspettativa di redditivita&#8217;, ed essere organizzato sul modello del Digitale Terrestre&#8221;.</em></p>
<p><strong>Il &#8220;pubblico&#8221; non può finanziare il privato, o i privati, dove c&#8217;è un margine di guadagno</strong>, perchè tradisce il compito del mercato in se e delle opportunità di businness.<br />
Si deve occupare di &#8220;regolarlo&#8221;!<br />
Lo stato deve intervenire ove il privato non funziona ed il mercato non è interessato ad intervenire!<br />
Per questo esiste il serivizio universale che spesso si dimentica!!!!<br />
Se il privato o il mercato hanno problemi si deve legiferare per creare l&#8217;opportunità, le sinergie tra le aziende, e&#8230; (compito principale dell&#8217;autorità) garantire che il &#8220;mercato&#8221; esista (non un solo mega operatore&#8230; vedi scorporo) in tutto il territorio nazionale!</p>
<p><em>&#8220;Ci vuole una cabina di regia: la politica industriale e&#8217; del Governo ma per l&#8217;implementazione tecnica l&#8217;Agcom e&#8217; il candidato naturale&#8221;.</em><br />
Si.. ma solo se è imparziale!!!! E a noi non sembra così neutrale!</p>
<p>Se si vuole intervenire con la fibra di stato tramite gli operatori, esistono una miriadi di paesi che in assenza di nulla sarebbero ben lieti di testare e riportare pareri sull&#8217;efficacia del sistema (anche in pianura e magari vicino a dorsali&#8230; così ci sono meno sforzi&#8230;) senza finanziare investimenti privati con soldi pubblici (in centro a Milano o Roma) o creare quelle infrastrutture sconosciute agli operatori, all&#8217;osservatorio banda larga, al Garante che mai sono utilizzate (vedi prov. di Milano con la stesura di fibre NGN nelle fogne della Metropoli e nulla nell&#8217;hinterland) !!!</p>
<p>inoltre ci farebbe piacere che si sottolieasse che:<br />
- Sky Italia è l&#8217;unico soggetto per la tv satellitare a pagamento e con decoder chiusi<br />
- le multe per pubblicità ingannevoli sono inezie confrontate al fatturato, meglio sarebbe un &#8220;obbligo di rettifica&#8221; mediante gli stessi mezzi utilizzati per ingannare (Tv, Giornali e via dicendo)<br />
- il Digital Divide geografico è anticostituzionale (art. 3)!!!<br />
- non ci sono reali e complete tariffe flat nel 3G (per non parlare della neutralità della rete stessa)</p>
<p><strong>Ci vuole coerenza tra decisioni e comunicazioni al parlamento, altrimenti i nostri legislatori non sono opportunamente informati sulla realtà!</strong></p>
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		<item>
		<title>Lotta al digital divide?</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/digitaldivide/2009/06/12/lotta-al-digital-divide/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 12:37:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Digital Divide]]></category>

		<category><![CDATA[Telecom Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Che si voglia mettere fine al digital divide italiano è un obiettivo auspicabile e da sostenere con forza e che evidentemente ha l&#8217;appoggio di chiunque, non solo i soggetti direttamente interessati al tema, perchè porta nuovi strumenti per generare ricchezza, e per rendere più efficienti processi già esistenti.
Che si voglia mettere fine al digital divide [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che si voglia mettere fine al digital divide italiano è un obiettivo auspicabile e da sostenere con forza e che evidentemente ha l&#8217;appoggio di chiunque, non solo i soggetti direttamente interessati al tema, perchè porta nuovi strumenti per generare ricchezza, e per rendere più efficienti processi già esistenti.</p>
<p>Che si voglia mettere fine al digital divide italiano è un obiettivo auspicabile e da sostenere con forza e che evidentemente ha l&#8217;appoggio di chiunque, non solo i soggetti direttamente interessati al tema, perchè porta nuovi strumenti per generare ricchezza, e per rendere più efficienti processi già esistenti. Il fatto che lo Stato finanzi pesantemente questi obiettivi è una cosa di fondamentale importanza, ma è assolutamente necessario ottimizzare in ogni modo possibile la spesa; una serie di finanziamenti a pioggia non garantiscono l&#8217;ottenimento del risultato.</p>
<p>Il piano di Romani sul digital divide, sembra che di fatto avvantaggi un solo operatore, cioè l&#8217;operatore dominante, Telecom italia, che ottiene lauti finanziamenti contro il digital divide, dopo aver installato migliaia di MiniDslam (che ancora oggi si ostina ad installare); facendoli passare per la soluzione a tutti i mali dei digital divisi, cosa che evidentemente non sono, visto che il problema è ancora più vivo che mai. Questi finanziamenti, che sono caldamente attesi da tutti gli utenti (circa il 40% delle centrali ne sarebbero interessate), potrebbero però aiutare l&#8217;incumbent a rafforzare la sua posizione dominante a discapito degli operatori WIFI e WIMAX che con fatica coprono i &#8220;buchi&#8221; (o voragini) che telecom lascia nella banda larga italiana.</p>
<p>Non a caso ci sono state oggi <a href="http://www.asca.it/news-BANDA_LARGA__BERNABE___PIANO_ROMANI_STRATEGICO_PER_L_INTERA_ECONOMIA-837671-ora-.html" target="_blank"><strong>dichiarazioni favorevoli</strong></a> di Bernabè ad di Telecom Italia , mentre molto meno di <a href="http://www.asca.it/news-BANDA_LARGA__VODAFONE_INVESTIMENTI_STATO_NON_FAVORISCANO_SINGOLE_IMPRESE-837724-ORA-.html" target="_blank"><strong>Vodafone</strong></a>  e <a href="http://www.primaonline.it/2009/06/11/71837/tlc-fastweb-piano-su-digital-divide-e-piccolissimo-passo/" target="_blank"><strong>Fastweb</strong></a>.</p>
<p>E&#8217; assolutamente necessario conoscere realmente il problema, dove si presenta, di cosa si sta parlando; capire bene quale è la situazione che abbiamo davanti. Chiedere quali sono le aree non coperte da ADSL è solo conoscere una parte; è assolutamente necessario prendere la lista di tutti gli operatori abilitati dal ministero, con qualunque tecnologia, e chiedere direttamente a loro l&#8217;indicazione delle zone coperte; la tecnologia utilizzata è indifferente, per quanto è importante saperla.</p>
<p>Riteniamo, inoltre, indispensabile una partecipazione degli utenti nella segnalazione delle zone non coperte o degli operatori in zona che offrono servizi in banda larga scadenti. Il feedback degli utenti dovrebbe essere la cosa più importante per gli operatori ma in realtà molti la considerano come una &#8220;scocciatura&#8221;, prendendo esempio dall&#8217;operatore dominante che oramai da anni non risolve problemi agli utenti ma semmai li crea (attivazioni di servizi indesiderati, guasti che si ripresentano frequentemente etc..).</p>
<p>La nostra associazione chiede da anni l&#8217;inserimento della banda larga nel Servizio Universale poichè questo garantirebbe i cittadini dai continui soprusi che sono costretti a subire sulle loro connessioni (adsl che viaggiano a 56k, rete satura, etc.) e ritiene che nella lotta al Digital Divide sia venuto il momento di dare una data e una roadmap precisa per arrivare ad inserire la velocità di almeno 640kb/s nell&#8217;art 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 318/97, entro pochi mesi, non anni o &#8216;legislature&#8217;, come purtroppo ormai siamo stati abituati a conteggiare i cambiamenti; mettendoci, finalmente, al passo di Svizzera, Svezia ed altri paesi dove questo è già avvenuto.</p>
<p>Se vogliamo lottare contro il digital divide sul serio, è necessario puntare a risolvere il problema NON dove non c&#8217;è l&#8217;ADSL, ma dove non esiste nessuna possibilità di usufruire di un servizio a larga banda, qualunque esso sia; facendo ben attenzione a non farsi prendere in giro, qui si parla di connessioni a banda larga; la possibilità di avere una connessione di tipo FLAT, non le offerte che gli operatori mobili di telefonia cercano di far passare per internet veloce, ma nemmeno si avvicinano al &#8220;minimo indispensabile&#8221; di 2Mb/s individuato nel rapporto Caio.</p>
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		<title>Ciao Paolo</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/buonibrutticattivi/2009/06/05/ciao-paolo/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 22:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mark_knopfler</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[I buoni, i Brutti e i Cattivi]]></category>

		<category><![CDATA[ministero]]></category>

		<category><![CDATA[paolo]]></category>

		<category><![CDATA[paolo zocchi]]></category>

		<category><![CDATA[unarete]]></category>

		<category><![CDATA[zocchi]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ decisamente il genere di notizie che non fa mai piacere leggere..sapere che l’hobby di una persona..un hobby sano,
come passeggiare tranquillamente per i monti, respirando la salubre aria montana, l’ha portata alla morte, lascia sempre un profondo senso di tristezza e di buio nei cuori delle persone.
Venire a  sapere poi che quella persona, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ decisamente il genere di notizie che non fa mai piacere leggere..sapere che l’hobby di una persona..un hobby sano,<br />
come passeggiare tranquillamente per i monti, respirando la salubre aria montana, l’ha portata alla morte, lascia sempre un profondo senso di tristezza e di buio nei cuori delle persone.</p>
<p>Venire a  sapere poi che quella persona, in qualche modo la conosci, è un colpo ancora più duro.<br />
Leggere un trafiletto sul giornale che racconta della morte di Paolo Zocchi è una di quelle cose che di certo non ti aspetti la mattina.<br />
Paolo io, e noi tutti di Anti Digital Divide l’avevamo conosciuto circa 3 anni fa, quando come fondatore di Una Rete aveva iniziato a collaborare con noi, scambi di idee, opinioni, spunti sul futuro tecnologico del nostro paese.</p>
<p>L’ho spesso incontrato al Broad Band Forum, uno dei pochi francamente che parlava di qualcosa di concreto, la persona grazie alla quale il sottoscritto, molto più ragazzino e all’epoca segretario dell’associazione potè parlare al ministero, presentando le nostre posizioni sul wimax prima che fossero indetti i termini di gara.</p>
<p>Non servì a molto è vero..ma lui li ci aveva portati..poi purtroppo, non dipese da lui il resto.</p>
<p>Però mi piace ricordarlo come un caro amico di ADD, per lo spazio che ci ha dato, per la fiducia che ha riposto i noi e per quello che ci ha permesso di fare.</p>
<p>E’ una grave perdita, per la famiglia in primo luogo, per le persone che lo conoscevano..e anche per noi tutti.</p>
<p>Ciao Paolo</p>
<p><img src="http://www.key4biz.it/files/000023/00002350.png" alt="Paolo Zocchi" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ADD ed il Rapporto Caio</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/digitaldivide/2009/05/23/add-ed-il-rapporto-caio/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 21:15:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brainstorming dallo Staff]]></category>

		<category><![CDATA[Digital Divide]]></category>
<category>adsl</category><category>Anti Digital Divide</category><category>rapporto caio</category><category>rete</category><category>telecom italia</category>
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		<description><![CDATA[La nostra associazione, come avrete potuto notare, sta vivendo un momento &#8220;oscuro&#8221; della sua vita, proprio per il fatto che la nostra lotta di civiltà rimane sempre lasciata in un angolo dalle stanze dei &#8220;bottoni&#8221;.
Negli ultimi tempi sulle varie testate sono apparsi articoli sul &#8220;rapporto Caio&#8221; che ha almeno riportato in luce il problema del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium"><span style="font-family: times new roman,times">La nostra associazione, come avrete potuto notare, sta vivendo un momento &#8220;oscuro&#8221; della sua vita, proprio per il fatto che la nostra lotta di civiltà rimane sempre lasciata in un angolo dalle stanze dei &#8220;bottoni&#8221;.<br />
Negli ultimi tempi sulle varie testate sono apparsi articoli sul &#8220;rapporto Caio&#8221; che ha almeno riportato in luce il problema del Digital Divide Geografico.</span></span></p>
<p>Sinceramente non avremmo puntato 1 Euro sul fatto che il superconsulente facesse realmente luce sulla situazione Italiana, perché in questi anni abbiamo visto più volte insabbiare le informazioni &#8220;scomode&#8221;.<br />
Fortunatamente ci siamo ricreduti!</p>
<p>Abbiamo sempre detto che i dati non ci quadravano&#8230; ed ora abbiamo prove incontestabili!<br />
Non è più un gruppo agguerrito ed arrabbiato ad indicare che il sistema non funziona.<br />
Il Sig. Caio, che non conosciamo ma ci piacerebbe molto incontrare di persona, ha indicato alcune delle proposte che avevamo avanzato da tempo.<br />
Ad esempio una mappatura reale di tutte le metodologie di connessione (Wired o Wireless) onde evitare duplicazioni&#8230;<br />
Sinceramente noi ci siamo limitati al Wireless perché ipotizzavamo che dopo la battaglia sui MUX e sulla distanza dalla centrale l&#8217;osservatorio banda larga avesse inserito queste questioni nel rapporto consegnato al governo, con la logica conseguenza che i dati fossero reperibili.<br />
A posteriori ci sbagliavamo&#8230; dovevamo osare di più e presumere che i nostri sospetti fossero fondati.<br />
Abbiamo quindi atteso i commenti dei giornali/dei giornali e dei guru del settore per dire la nostra…</p>
<p>&#8220;ve l&#8217;avevamo detto!!!!!&#8221; (Nota bambinesca ma esprime pienamente il concetto!)</p>
<p>&#8220;Rompiscatole&#8221;, è stato l&#8217;aggettivo più usato (non osiamo usare quello che è stato usato realmente).<br />
Ma ne siamo fieri se senza mezzi, senza tempo e senza consulenze iper-remunerate abbiamo da sempre sostenuto tesi che, a conti fatti, si sono dimostrate reali.</p>
<p>Da quel rapporto emergono questioni abbastanza inquietanti, e in molti, pur in maniera<br />
differente, abbiamo indicato la falla anni orsono.</p>
<p>Inascoltati, ci si è accontentati delle &#8220;mini&#8221; ADSL (progetto anti digital divide che ribadiamo non c&#8217;entra nulla con la nostra associazine) che consentivano di fare numero e degli investimenti in Infratel.</p>
<p>(<a href="http://wikileaks.eu/leak/italia-caio-broadband-report-2009.pdf" target="_blank">Documento a pagina 40</a>)</p>
<p>Già Infratel… una macchina mangiasoldi che da quanto è nata ha coperto la ben &#8220;considerevole&#8221; cifra di 194 centrali in fibra e ne vorrebbe coprire circa 726 entro il 2010… un obiettivo definito da Caio &#8220;sfidante&#8221;.</p>
<p>Finalmente qualcuno che afferma che le &#8220;mini&#8221; adsl non servono a risolvere il digital divide ed addirittura li mette già fra gli &#8220;sfigati&#8221; della banda larga, poiché una 2Mb sarebbe il minimo indispensabile.</p>
<p>Ma Bernabè oggi ad un convegno sulla rete dichiara che non c&#8217;è nessun problema infrastrutturale e che il problema è ancora una volta culturale, ovvero ci sta dicendo che gli italiani sono troppo ignoranti in merito e/o non sanno usare al meglio questo servizio.<br />
<a href="http://www.key4biz.it/News/2009/05/21/Tecnologie/Telecom_Italia_Franco_Bernabe'_Vodafone_Paolo_Bertoluzzo_Open_Access_Agcom.html" target="_blank"><strong>NGN: per Bernabè, &#8216;l’arretratezza dell’Italia non riguarda la rete ma la scarsa alfabetizzazione di cittadini, imprese e PA&#8217;</strong></a></p>
<p>Caio presente allo stesso convegno ha ribadito che il mercato molto difficilmente risolverà il digital divide e per questo ci devono essere degli interventi di tipo economico e sulla NGN ha ricordato che questo servirà molta banda.<br />
7.5 Milioni di utenti tagliati fuori, che vedranno aumentare sempre più il GAP con il resto della nazione&#8230;</p>
<p>Utenze pagate a pieno per avere di meno&#8230;<br />
Fibra statale ad uso privato&#8230;<br />
Centrali &#8220;sovvenzionate&#8221;&#8230;</p>
<p>Scandali annunciati da tempo e mai presi seriamente in considerazione!!!</p>
<p>Alla luce dei fatti però dovremmo vedere anche alcune sedie vacillare&#8230; principalmente nell&#8217;autorità garante (di chi?!?!?).</p>
<p>Non sappiamo cosa succederà in futuro, ma di sicuro la pulce che abbiamo sempre messo nelle orecchie dei nostri interlocutori riguardo il servizio universale è quanto mai all&#8217;ordine del giorno!!!</p>
<p>- Innalzare immediatamente la soglia minima, aggiornandola continuamente e progressivamente, per la connessione dati.<br />
- Non confrontare pere con mele (Wimax con 3G).<br />
- Multare gli abusi in proporzione al fatturato (pubblicità ingannevoli, nomi di prodotti che indicano velocità di navigazione raggiungibili sono in teoria e via dicendo)<br />
- Fare in maniera istituzionale una discussione aperta su One-network e <a href="http://blog.quintarelli.it/blog/2007/05/la-fibra-che-ri.html" target="_blank">Fibra che ride </a>del buon Stefano Quintarelli (senza dimenticare però il Bit che Piange!!).</p>
<p>Questo dovrebbe essere l&#8217;ordine del giorno!<br />
Abbiamo perso già troppo tempo!</p>
<p>Ricordiamo che anche se un po&#8217; in letargo, ci siamo ancora&#8230;<br />
Speriamo che questa sia la volta buona!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La crisi e i Compensi Telecom</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/news/2009/03/25/add-e-i-compensi-telecom/</link>
		<comments>http://blog.antidigitaldivide.org/news/2009/03/25/add-e-i-compensi-telecom/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 09:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Faus-74</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[I buoni, i Brutti e i Cattivi]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Telecom Italia]]></category>
<category>adsl</category><category>Anti Digital Divide</category><category>apparati</category><category>beppe grillo</category><category>compensi</category><category>crisi</category><category>digital divide</category><category>licenziamenti</category><category>manutenzione</category><category>obama</category><category>rete</category><category>telecom</category>
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		<description><![CDATA[ 			 			Telecom Italia: i problemi li risolviamo così!
 Mentre in questi giorni si fa un gran parlare di Obama che vuole mettere un tetto ai compensi dei manager, ci giungono notizie sui compensi 2008 dei dirigenti Telecom che a quanto sembra non risentono troppo della crisi,anzi.
Riportiamo per intero la news apparsa sul sito dell’Aduc:
&#160;
I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="post_message_105248"> 			 			<strong><font size="4">Telecom Italia: i problemi li risolviamo così!</font></strong></p>
<p id="post_message_105248"> Mentre in questi giorni si fa un gran parlare di Obama che vuole mettere un tetto ai compensi dei manager, ci giungono notizie sui compensi 2008 dei dirigenti Telecom che a quanto sembra non risentono troppo della crisi,anzi.<br />
Riportiamo per intero la news apparsa sul sito dell’Aduc:</p>
<p id="post_message_105248">&nbsp;</p>
<p id="post_message_105248"><strong>I compensi 2008 dei dirigenti di Telecom Italia: fino a sette milioni di euro</strong></p>
<p id="post_message_105248">Nel 2008 i compensi totali percepiti da Gabriele Galateri di Genola, presidente di Telecom, sono stati di 1,767 milioni di euro mentre all&#8217;amministratore delegato Franco Bernabé sono andati 1,951 milioni. Lo si legge nel progetto di bilancio depositato dalla società.<br />
Il compenso più alto del 2008 (7,177 milioni di euro) e&#8217; però stato percepito da Enrico Parazzini, ex direttore finanziario, uscito da Telecom lo scorso agosto. L&#8217;ex direttore generale Massimo Castelli, che ha lasciato nel marzo 2008, ha percepito 4,493 milioni. Si tratta di somme che beneficiano anche, si legge nelle note del bilancio, di compensi erogati a titolo di &#8216;transazione generale novativa&#8217; e di &#8216;incentivo all&#8217;esodo&#8217;.<br />
Stefano Pileri, responsabile technology di Telecom, ha incassato 1,1 milioni di euro in qualità di direttore generale mentre a Luca Luciani, il manager incappato nella gaffe sulla battaglia di Waterloo e attualmente presidente di Tim Brasil, sono andati 990 mila euro.<br />
<a href="http://www.aduc.it/dyn/tlc/noti.php?id=254131" target="_blank">Fonte</a></p>
<p id="post_message_105248"> Riassumendo in ordine di “guadagno”:<br />
Enrico Parazzini = 7,177 milioni di euro<br />
Massimo Castelli = 4,493 milioni di euro<br />
Franco Bernabé = 1,951 milioni di euro<br />
Gabriele Galateri di Genola = 1,767 milioni di euro<br />
Stefano Pileri = 1,1 milioni di euro<br />
Luca Luciani = 990 mila euro<br />
<strong>Per un totale di 17,478 milioni di euro!!!</strong></p>
<p>Come vedete son cifre da far impallidire persino Obama stesso!<br />
Ma cosa hanno fatto o stanno facendo per meritare questo?<br />
Nulla! Hanno avuto ed hanno il privilegio di sedere su poltrone prestigiose.<br />
La rete Telecom cade letteralmente a pezzi (nel 2009 ci sono persone che devono sopportare guasti che durano settimane se non addirittura mesi,per non parlare di chi non riesce ad avere ancora il telefono, avete letto bene, il telefono!!!)<br />
E la dirigenza che fa? Investe?<br />
Potenzia la fatiscente rete in rame?<br />
Cerca perlomeno di mantenere un adeguato livello di manutenzione della rete?<br />
A tutte queste domande la risposta è semplice quanto disarmante: NO.<br />
Sulla rete telefonica Telecom, dal 1999 ad oggi, non si fanno più investimenti di manutenzione o di allargamento.<br />
Cosa significa questo?<br />
Chiunque abbia lavorato nel settore delle telecomunicazioni sa che, mediamente, c&#8217;è un 10% di apparati sulla rete che si guastano ogni anno.<br />
Il budget di questa azienda, da quando è stata privatizzata,prevede degli investimenti massimi di manutenzione del 2%.<br />
Questo significa che ogni hanno si guastano delle apparecchiature o altre parti degli impianti che non verranno mai più sostituite, ma solo riparate alla meglio.<br />
Alcuni esempi?</p>
<p><strong><a href="http://www.ilgiornalediragusa.it/attualita/2016-telecom.html" target="_blank">Ragusa, nelle contrade rurali le linee telefoniche non funzionano</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.newsfood.com/q/b31353d8/taranto_frequenti_guasti_alle_linee_telefoniche_telecom_nelle_zone_rurali/" target="_blank">Taranto: Frequenti guasti alle linee telefoniche Telecom nelle zone rurali</a></strong></p>
<p>Telecom Italia, in molte occasioni non garantisce nemmeno il servizio universale,ossia la telefonia fissa.<br />
Non ci credete?<br />
<strong><a href="http://forum.antidigitaldivide.org/showpost.php?p=104654&amp;postcount=35" target="_blank">SVILUPPO ITALIA BASILICATA ATTENDE DA UN ANNO LA LINEA TELEFONICA IN VAL D’AGRI</a></strong></p>
<p>La dirigenza si preoccupa solo di assecondare il partner Telefonica.<br />
Infatti negli ultimi tempi le dichiarazioni di Telecom sono state tutte del tipo &#8220;nessuno tocchi la rete&#8221;, come se ci fossero i fili dell&#8217;alta tensione collegati ad essa,oppure &#8220;non permetteremo che il governo ci scorpori la rete&#8221;.<br />
La rete non è stata fatta da Telecom ma dai governi precedenti usando soldi dei contribuenti e la Sip era una delle poche aziende pubbliche in utile.<br />
Subito dopo la privatizzazione l’utile è evaporato come neve al sole, e i debiti si sono accumulati negli anni a seguire.<br />
La rete quindi è dei cittadini!<br />
Già,cittadini da rispettare,cittadini che fanno lievitare le casse e le tasche di chi è ai piani alti della Telecom.<br />
Invece il monopolista italiano considera i propri clienti solo come grasse mucche da mungere all’infinito.<br />
E il digital divide? Vogliamo parlare del divario digitale contro il quale la nostra associazione si batte ogni giorno sin dal 2004?<br />
Secondo le ultime statiche in Italia la copertura dell&#8217;adsl è aumentata, ma se così fosse nessuno o quasi si è accorto di questo aumento,nemmeno noi che conosciamo bene il “settore”..<br />
Negli ultimi anni sono stati conclusi degli accordi con alcune regioni nei quali, a fronte di non si capisce bene quale meccanismo, le regioni hanno dato soldi pubblici a Telecom Italia per allargare la copertura adsl.<br />
Telecom Italia ha ringraziato e ha portato delle connessioni, le cosiddette miniadsl, che sono delle connessioni con le quali non è nemmeno possibile vedere, ad esempio, un video su YouTube perché, anziché transitare sulla fibra ottica come transitano nelle grandi città, transitano invece sul doppino di rame tradizionale.<br />
Tanto per capirci, siccome queste centrali non saranno mai ammodernate, hanno utilizzato una tecnologia vecchia per cercare di fornire un servizio nuovo con risultati che non sono quelli sperati.<br />
Abbiamo quindi un problema infrastrutturale.<br />
La maggior parte delle coperture è avvenuta coi minidslam.<br />
I minidslam (creano solo problemi) che di fatto aumentano nominalmente la banda a coloro che sono costretti a viaggiare a 56k ma ora invece di avere un normale modem hanno un fiammante modem adsl che viaggia ad un velocità di&#8230;56k!!!<br />
Di fatto,se non una truffa, è una chiara presa in giro per i digital divisi.<br />
E ci chiediamo: questa è banda larga?<br />
E&#8217; progresso?<br />
Sono ottime motivazioni per cui i manager meritano questi compensi?<br />
La vetta della Telecom resta fuori dalla crisi economica che è in atto nel nostro paese, ma chi regge le fondamenta dell’azienda (leggi impiegati ed operai), è consapevole di essere in mani poco sicure?<br />
Eccome:</p>
<p><strong><a href="http://forum.antidigitaldivide.org/showpost.php?p=102855&amp;postcount=17" target="_blank">Telecom Italia chiude quindici sedi</a></strong><br />
<strong><a href="http://forum.antidigitaldivide.org/showpost.php?p=103917&amp;postcount=27" target="_blank">Telecom Italia taglia posti di lavoro anche in Emilia Romagna</a></strong><br />
<strong><a href="http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o14523" target="_blank">Alla Telecom dopo miliardi di profitti,migliaia di licenziamenti</a></strong></p>
<p>Questi sono solo gli ultimi esempi di una catastrofica quanto scellerata speculazione perpetrata negli anni da chi ha preso in mano le redini della Telecom,riducendola prima in fin di vita e poi osservandone il cadavere che si decompone lentamente.<br />
Anti Digital Divide si sente in dovere di protestare con sdegno affinchè si finisca di premiare con compensi stratosferici (a nostro parere immeritati) la dirigenza Telecom, e perché in questo periodo di crisi s&#8217;investa sempre di più sulla rete che crea posti di lavoro e non licenziamenti atti a risolvere una crisi che,di fatto, è arrivata dappertutto tranne che nelle tasche dei ricchi possidenti della Telecom.</p>
<p><a href="http://forum.antidigitaldivide.org/showthread.php?t=7709" title="ADD e i Compensi Telecom" target="_blank">Discutiamone sul nostro forum </a></p>
<p><strong>Associazione Anti Digital Divide</strong></p>
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			<wfw:commentRss>http://blog.antidigitaldivide.org/news/2009/03/25/add-e-i-compensi-telecom/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Il superconsulente ha consegnato al Governo il rapporto &#8216;Opzioni di politica industriale per la banda larga&#8217;</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/news/2009/03/12/il-superconsulente-ha-consegnato-al-governo-il-rapporto-opzioni-di-politica-industriale-per-la-banda-larga/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 13:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Digital Divide]]></category>

		<category><![CDATA[Diritto e Rete]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Telecom Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Francesco Caio ha finalmente terminato il suo lavoro e oggi il piano sulla banda larga commissionato dal governo, è stato consegnato al sottosegretario Paolo Romani. Il documento alla fine, secondo quanto risulta a MilanoFinanza.it, non contiene nessuna ipotesi di scorporo della rete.
Dopo un lungo tira e molla (che ha obbligato Caio a rinviare più volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco Caio ha finalmente terminato il suo lavoro e oggi il piano sulla banda larga commissionato dal governo, è stato consegnato al sottosegretario Paolo Romani. Il documento alla fine, secondo quanto risulta a MilanoFinanza.it, non contiene nessuna ipotesi di scorporo della rete.<br />
Dopo un lungo tira e molla (che ha obbligato Caio a rinviare più volte la consegna del piano) tra una parte della maggioranza di governo, alcuni fornitori di infrastrutture, Telecom e i suoi soci, <strong>l’ipotesi dello scorporo è definitivamente caduta.</strong><br />
L’idea di conferire il rame e la fibra in una newco il cui capitale avrebbe dovuto essere aperto a soci pubblici (Cdp) e privati (i concorrenti di Telecom) si sarebbe arenata sulla valutazione dell’asset. Il progetto in discussione avrebbe considerato una valorizzazione di 15-17 mld più il trasferimento alla società della rete di 20 mila dipendenti Telecom.<br />
Fatto così, tuttavia, lo scorporo avrebbe lasciato buona parte dell’attuale debito (circa 20 mld) in pancia alla società di Franco Bernabé che, senza l’asset rete e i relativi canoni (residenziale e unbundling), avrebbe avuto difficoltà a ripagarlo. I soci dell’ex monopolista non avrebbero mancato di farlo notare al governo.<br />
Il consulente si è quindi concentrato sulla disamina dello stato dell’arte (<strong>la penetrazione di banda larga in Italia è al 18%</strong>), rilevando anche le differenti reti in fibra che oggi esistono (Telecom, Fastweb, Infratel, e alcune società regionali). Non solo. È stata valutata anche la copertura con altre tecnologie (mobile e wireless).<br />
Una lente sarebbe stata puntata anche sullo stato dell’attuale rete in rame (<strong>non dei migliori</strong>). Dal lato della domanda, poi, Caio ha rilevato che questa è ancora insufficiente (sia della Pa che privata) e, dunque, sarebbe inutile programmare per l’immediato futuro una copertura a 20 mega per tutti.<br />
Insomma, meglio arrivare con 2 mega ovunque (per questo bastano rame e Adsl, ma anche le tecnologie mobili). Per il cablaggio c’è l’ipotesi di una società stile Metroweb, ossia che faccia scavi e posi fibra che però, poi sarà illuminata dagli operatori. Per partire questa newco potrebbe contare sugli 1,5 mld stanziati dal bilancio pubblico per la banda larga.</p>
<p><a href="http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200903121258288187&amp;chkAgenzie=TMFI" target="_blank"><strong>Fonte </strong></a></p>
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		<title>Maurizio Gotta - Intervento I° Incontro Nazionale delle Liste Civiche</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 21:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>

		<category><![CDATA[Digital Divide]]></category>

		<category><![CDATA[Telecom Italia]]></category>
<category>Anti Digital Divide</category><category>beppe grillo</category><category>digital divide</category><category>telecom italia</category>
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		<description><![CDATA[ Domenica 8 marzo 2009,a Firenze, c&#8217;è stato il I° Incontro Nazionale delle Liste Civiche a Cinque Stelle,la &#8220;creatura&#8221; di Beppe Grillo.
A questo evento ha partecipato anche il nostro Maurizio Gotta, che ha parlato di connettività.
***************
Programma
Firenze I° Incontro Nazionale delle Liste Civiche a Cinque Stelle.
Gli interventi:
Introduzione - Beppe Grillo
Politica - Marco Travaglio
Ambiente - Maurizio Pallante
Salute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Domenica 8 marzo 2009,a Firenze, c&#8217;è stato il <strong>I° Incontro Nazionale delle Liste Civiche a Cinque Stelle</strong>,la &#8220;creatura&#8221; di Beppe Grillo.<br />
A questo evento ha partecipato anche il nostro <strong>Maurizio Gotta, che ha parlato di connettività.</strong></p>
<p>***************<br />
<strong>Programma</strong><br />
Firenze I° Incontro Nazionale delle Liste Civiche a Cinque Stelle.<br />
Gli interventi:<br />
Introduzione - Beppe Grillo<br />
Politica - Marco Travaglio<br />
Ambiente - Maurizio Pallante<br />
Salute - P. Gentilini, G. Miserotti, M. Bolognini<br />
Energia - Marco Boschini<br />
Riciclo - Matteo Incerti<br />
<strong>Connettività - Maurizio Gotta (Anti Digital Divide)</strong><br />
Diritti dei cittadini - Sonia Alfano<br />
Acqua - Riccardo Petrella<br />
Interventi delle Liste Civiche e dei Meetup<br />
***************</p>
<p>Per chi ha la banda larga, qui trovate il video.<br />
<strong>Maurizio Gotta parla di Digital Divide</strong><br />
<a href="http://video.google.it/videoplay?docid=6095653530246721895&amp;hl=it" target="_blank">http://video.google.it/videoplay?doc&#8230;46721895&amp;hl=it</a></p>
<p>Qui <strong>potete scaricare gli slide</strong> che scorrevano alle spalle di Maurizio durante il suo intervento<br />
<a href="http://www.esnips.com/doc/b7201546-0942-430a-96ff-935cfb280039/Anti_Digital_Divide_-_Firenze" target="_blank"><strong>Download File zippato - Dimensioni 787 KB</strong></a></p>
<p>Il testo dell&#8217;intervento di Maurizio</p>
<p>Buongiorno a tutti.<br />
Da quando ha parlato Marco Travaglio questo posto scotta, e io vorrei parlare di cose un pochino più leggere ma comunque importanti.<br />
Voglio parlarvi della situazione della connettività in Italia.<br />
Io,per motivi di lavoro,sono stato sei anni all&#8217;estero,la fuga del cervello ma il cuore era rimasto qua e, per tornare dov&#8217;era il mio cuore, sono tornato e ho fatto forse la più grossa stupidagine della mia vita.<br />
Nei paesi del nord europa è assolutamente impensabile quello che succede nel nostro paese.<br />
Io ho lavorato in Belgio,in Olanda e in Francia.<br />
Non è neanche previsto,ad esempio,in un colloquio di lavoro che ti venga chiesto se sai usare il computer.<br />
Sarebbe come chiedere &#8220;Sai leggere?&#8221; &#8220;Sai scrivere?&#8221;<br />
Questo non viene neanche chiesto altrimenti,se qualcuno si scopre che non sa utilizzare gli strumenti informatici gli si chiede &#8220;Scusi,perchè si è presentato al colloquio?&#8221;<br />
Da noi purtroppo non è ancora così e ci sono tante ragioni, culturali, tecnologiche,infrastrutturali.<br />
Abbiamo creato un&#8217;associazione per far vedere che non tutto quello che veniva reclamizzato nelle pubblicità di Telecom Italia e dei suoi concorrenti corrisponde alla realtà.<br />
<strong>Nel nostro paese il 25% circa dei Comuni, quasi tutti piccoli ma non tutti piccoli, sono senza connettività che non sia una connettività parziale a 56k.</strong><br />
Com&#8217;è possibile questo?<br />
E&#8217; possibile perchè noi abbiamo una delle reti telefoniche forse più antiche del mondo,che è stata costruita con la ex Sip poi diventata Telecom Italia,la quale è stata privatizzata nel 1999.<br />
Ma come è stata privatizzata questa azienda d&#8217;importanza nazionale?<br />
E&#8217; stata privatizzata praticamente svendendo l&#8217;azienda e i contenuti, tra cui la rete telefonica nazionale.<br />
Su questa rete telefonica, <strong>dal 1999 ad oggi</strong>, non si fanno più investimenti di manutenzione o di allargamento.<br />
Cosa significa questo?<br />
Chiunque abbia lavorato nel settore delle telecomunicazioni sa che, mediamente, c&#8217;è un 10% di apparati sulla rete che si guastano ogni anno.<br />
Il budget di questa azienda, da quando è stata privatizzata,prevede degli investimenti massimi di manutenzione del 2%.<br />
<strong>Questo significa che ogni hanno si guastano delle cose che non vengono mai più sostituite.</strong><br />
Il problema della connettività,a maggior ragione in un paese come il nostro che è schiavo dell&#8217;informazione televisiva totalmente di parte,è ancora più sentito.<br />
Personalmente sono uno che guarda pochissima televisione e si informa moltissimo su Internet; non tutti possono fare altrettanto perchè non tutti sono raggiunti dalla connettività a banda larga.<br />
Questo perchè,come dicevamo, la nostra infrastruttura è abbastanza vecchia,e perchè non è stato ritenuto conveniente investire per ammodernarla.<br />
Perchè non è stato ritenuto conveniente l&#8217;ammodernamento?<br />
Perchè, siccome Telecom Italia è stata privatizzata alle condizioni che tutti conosciamo, ha assorbito il debito che è stato necessario per finanziare l&#8217;acquisto, per cui l&#8217;azienda non è in condizione di fare nuove coperture,di estendere la banda larga,di migliorare il servizio.<br />
Neglu ultimi anni sono stati conclusi degli accordi con alcune regioni,nei quali accordi, a fronte di non si capisce bene quale meccanismo, <strong>le regioni hanno dato soldi pubblici a Telecom Italia per allargare la copertura adsl.</strong><br />
Telecom Italia ha ringraziato e ha portato delle connessioni, le cosiddette <strong>miniadsl</strong>, che sono delle connessioni con le quali non è nemmeno possibile vedere, ad esempio, un video su YouTube perchè, anzichè transitare sulla fibra ottica come transitano nelle grandi città, transitano invece sul doppino di rame tradizionale.<br />
Tanto per capirci, siccome queste centrali non saranno mai ammodernate, hanno utilizzato una tecnologia vecchia per cercare di fornire un servizio nuovo con risultati che non sono quelli sperati.<br />
Abbiamo quindi un problema infrastrutturale.<br />
In alcuni casi si è cercato di superare questo problema utilizzando delle tecnologie alternative come quelle legate al wireless.<br />
Quindi, a partire dal 2005, è stato possibile cominciare a realizzare delle reti di connessione ad Internet in modalità wireless; e mentre nel <strong>2005</strong> si autorizzava questo tipo di servizio,nel <strong>2006</strong> (se non vado errato) la legge Pisanu citata prima da Beppe, impediva ai cittadini la libera connessione ai servizi wireless.<br />
Per cui tutti dovevano essere identificati con il documento di identità.<br />
Avevamo pensato che potesse venirci in soccorso il wimax.<br />
Si sono accorti che questo presentava un problema di libertà di scelta e hanno fatto una cosa molto semplice: una tecnologia che poteva essere in assoluto la più utile per superare questo tipo di problemi, è stata inglobata nel concetto di aste di frequenze che era già stato usato per la telefonia mobile,in modo tale da tagliar fuori dalle gare l&#8217;<strong>80-90%</strong> delle aziende che operavano sul territorio già in modalità wireless.<br />
Tutto questo per andare ad assegnare le frequenze tramite gare a,tanto per dirne una, <strong>TELECOM ITALIA</strong>.<br />
E ad un altro paio di operatori che in realtà sono dei soggetti abbastanza strani perchè ricordano,per molti versi,le multi nazionali dell&#8217;acqua, perchè sono delle società che sono state create allo scopo di partecipare a queste gare e che hanno conoscenze tecniche praticamente pari a zero ma capitali di rischio che hanno investito per avere queste connessioni.<br />
Che cosa potete fare voi che andrete ad occupare dei posti di responsabilità nei Comuni?<br />
Come io mi auguro,anche perchè non vorrei essere costretto di nuovo ad emigrare,per cui,nonostante Beppe non voglia accendere troppe speranze,io ripongo molte speranze in voi.<br />
Potete fare una cosa molto semplice.<br />
Potete usare la tecnologia a vostro vantaggio e a vantaggio dei cittadini di cui sarete gli amministratori,parlavamo prima del caso del consigliere comunale di Treviso che ha magnificamente implementato il sistema di comunicazione per il Comune.<br />
Voi sappiate che se,in un qualsiasi modo,anche incatenandovi ai ripetitori di telefonia mobile,insomma qualsiasi cosa vi venga in mente,riuscite a far passare che il concetto che la connettività è uno dei beni fondamentali nella società moderna,in questo modo potreste, per esempio, avere delle reti comunali dove appunto il Comune distribuisce la connettività gratuitamente ai residenti,ma anche agli eventuali turisti.<br />
Io abito nel sud del Piemonte,nelle Langhe,facciamo del buon vino,non abbiamo tanta connettività ma abbiamo tanti turisti.<br />
Vedo delle facce di turisti stralunati,arrivano nella nostra zona e dicono:<br />
<em>&#8220;Ma come! Non avete il wi fi, non avete l&#8217;adsl,cosa avete? I segnali di fumo? Come facciamo a mandare un&#8217;email?&#8221;</em><br />
&#8220;Mandi un fax&#8221;<br />
<em>&#8220;Un fax??? Siete matti??? Io vado in giro col fax in vacanza!!! No,io vado in giro col portatile perchè voglio trovare la connettività wi fi&#8221;</em><br />
Insomma,voi potete fare molto,potete aiutare a predisporre queste reti civiche e sulle reti civiche vi accorgerete che possono passare un&#8217;infinità di servizi.<br />
Può passare la telefonia a costo zero,con un semplicissimo software,che sia esso Skype o qualsiasi altro software di telefonia,potete fare in modo che i cittadini del comune che accedono gratuitamente alla vostra rete si parlino gratuitamente fra di loro.<br />
Io capisco,magari mia nonna,90 anni,avrà delle difficoltà a capire come si usa Skype; però se gli mettete in mano un telefono (alla parte tecnologica ci pensa appunto la tecnologia,non c&#8217;è bisogno di sapere che sta usando Skype), mia nonna e le sue sorelle parleranno per un&#8217;ora.<br />
Mia nonna si sentirà meno sola,le vostre mamme,le vostre nonne, i vostri amici si sentiranno meno soli,e ci sarà modo di ammortizzare completamente questa spesa.<br />
Inoltre potete fare un uso rivoluzionario di queste reti se penserete,per esempio, a tramettere,a <strong>diffondere gratuitamente</strong> in modo che tutti possano captarle,<strong>le sedute del consiglio comunale</strong>,tanto per dirne una.<br />
Se esiste una rete wi fi comunale,sia essa gratuita o meno (in realtà sarebbe meglio che fosse gratuita,se non lo è,se ci sono dei costi si cercherà di assumerli in qualche modo), a cui tutti possono accedere,ovviamente andate con la vostra bella webcam,con la telecamera,vi connettete al vostro telefono wi fi e mandate in onda quello che sta succedendo nel consiglio.<br />
Insomma le applicazioni sono tantissime.<br />
Pensate ad esempio al telesoccorso.<br />
E&#8217; possibile con le reti wireless (che tanto comunque hanno dei costi di installazione e manutenzione estremamente bassi e possono essere sistemate quasi ovunque), avere un sistema che gestisce il telesoccorso.<br />
La famosa nonna non si sente bene, schiaccia un bottone e anzichè partire la telefonata classica magari in posti dove non arriva neanche il telefono o non prende neanche il telefonino, con la vostra antenna wi fi della rete comunale potete anche assistere questa persona in difficoltà.<br />
L&#8217;unica cosa che dovete sapere è questa,e lo sa bene Beppe: quando voi andate a toccare il settore delle telecomunicazioni,è come se andaste in un certo senso a toccare il settore dell&#8217;acqua e dei rifiuti.<br />
Voi andate a mettervi contro degli interessi veramente forti,perchè <strong>chi comanda le telecomunicazioni in un paese ha in mano tutto il paese.</strong><br />
Quindi tenetevi stretti,siate saldi,cercate di pensare con la vostra testa, di informarvi.<br />
Sappiate che,tanto per capirci, <strong>un ripetitore wi fi emette circa 20 volte meno onde elettromagnetiche rispetto ad un telefonino che quasi tutti portiamo in tasca vicino ai gioielli di famiglia!!!</strong><br />
Per la loro natura,questo tipo di onde,le onde del wi fi,del wimax, dell&#8217;hyperlan,sono onde che se non sono ricevute direttamente a 30 centimetri di distanza,sono già attenuate in natura,per cui vi prego,<strong>non dormite con gli access point sopra la testa</strong> ma per il resto non ci sono grossi rischi per la salute,fino ad ora,se poi ci saranno ce lo dirnno gli specialisti.<br />
Io vi ringrazio e vi auguro di cuore di riuscire a riportare un po&#8217; di legalità in questo paese.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Regione Lombardia, indagine pubblica sulla banda larga</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/digitaldivide/2009/03/01/regione-lombardia-indagine-pubblica-sulla-banda-larga/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 17:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citus</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Digital Divide]]></category>

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		<description><![CDATA[La Regione Lombardia propone una consultazione pubblica per conoscere le condizioni reali del territorio.
Da tempo oramai non sentivamo parlare della regione &#8220;motore&#8221; d&#8217;Italia (Zainetti sui MUX e Protocollo d&#8217;intesa), ma in questi giorni ha dato il via ad una iniziativa sul tema del digital divide che, a nostro avviso, ha due diversi aspetti :
1- l&#8217;interessamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="file:///J:/DCIM/100_FUJI/DSCF6310.AVI"></a><strong>La Regione Lombardia propone una consultazione pubblica per conoscere le condizioni reali del territorio.</strong></p>
<p>Da tempo oramai non sentivamo parlare della regione &#8220;motore&#8221; d&#8217;Italia (<a href="http://www.antidigitaldivide.org/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=594" target="_blank">Zainetti sui MUX</a> e <a href="http://www.ors.regione.lombardia.it/OSIEG/AreaServiziRete/contenuti_informativi/contenuto_informativo_Rete.shtml?1496" target="_blank">Protocollo d&#8217;intesa</a>), ma in questi giorni ha dato il via ad una <a href="http://www.ors.regione.lombardia.it/OSIEG/Osservatorio/Eventi/evento_379.shtml" target="_blank">iniziativa</a> sul tema del digital divide che, a nostro avviso, ha due diversi aspetti :</p>
<p>1- l&#8217;interessamento di un&#8217;istituzione al territorio<br />
2- le precedenti inziative ed il controllo del territorio sono fallite</p>
<p>Se da un lato ci fa piacere pubblicizzare tale iniziativa e spronare altre istituzioni ad imitarla, dall&#8217;altro non possiamo che rilevare di essere stati profetici, e non ascoltati, quando abbiamo chiesto una verifica puntale di ciò che prima era stato concordato (<a href="http://www.ors.regione.lombardia.it/OSIEG/AreaServiziRete/contenuti_informativi/contenuto_informativo_Rete.shtml?1496" target="_blank">protocollo d&#8217;intesa</a>).</p>
<p>Chiamiamo a rapporto i muxati, i distanti dalla centrale (che pagano uguale per avere di meno), i contenti del wireless, gli scontenti del wireless, i navigatori nomadici, i tartassati dell&#8217;Umts ed i finti coperti (Mini ADSL) affinchè segnalino la propria condizione alla Regione, nella speranza che ancora una volta gli utenti colmino le mancanza dei providers e delle istituzioni (tali dati dovevano essere forniti già <a href="http://www.ors.regione.lombardia.it/publish_bin/C_2_ContenutoInformativo_1496_ListaAllegati_Allegato_0_All_Allegato.pdf" target="_blank">90 giorni dopo il 29 marzo 2005</a>).</p>
<p>Sproniamo tutti gli utenti, digital divisi e non, a compilare il questionario, che ci pare molto completo&#8230;.</p>
<p>Nel contempo invitiamo la Regione a coinvolgere, nei protocolli d&#8217;intesa, anche le associazioni consumatori (non per forza ADD che notoriamente è composta da &#8220;duri, puri e rompiballe&#8221;&#8230; ma qualcuno che abbia a cuore il futuro del sistema Italia e la tutela dei consumatori) che sicuramente forniscono quell&#8217;apporto critico, etico e sociale agli accordi presi!</p>
<p>La speranza è comunque che anche altre regioni trovino valida l&#8217;iniziativa e seguano l&#8217;esempio, ne abbiamo molto bisogno.</p>
<p>Anti Digital Divide</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.antidigitaldivide.org/digitaldivide/2009/03/01/regione-lombardia-indagine-pubblica-sulla-banda-larga/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Gli internauti non vogliono la benda sugli occhi</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/diritto-e-rete/2009/02/11/gli-internauti-non-vogliono-la-benda-sugli-occhi/</link>
		<comments>http://blog.antidigitaldivide.org/diritto-e-rete/2009/02/11/gli-internauti-non-vogliono-la-benda-sugli-occhi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 23:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citus</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Censura]]></category>

		<category><![CDATA[Diritto e Rete]]></category>

		<category><![CDATA[Neutralità della rete]]></category>
<category>Anti Digital Divide</category><category>censura</category><category>d'alia</category><category>digital divide</category><category>filtrare la rete</category><category>Italia</category><category>legge</category><category>senato</category>
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		<description><![CDATA[Si respira un’aria pessima in questo periodo&#8230;
Dai fatti più eclatanti ed alla luce del giorno come la crisi economica e i drammi quotidiani divenuti oggetto di rinnovata campagna elettorale, ora siamo nuovamente a discorrere dell&#8217;ennesimo tentativo di censura sul web fatto passare per sicurezza nazionale.
E&#8217; di questi giorni, infatti, la proposta dell&#8217;onorevole D&#8217;Alia per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si respira un’aria pessima in questo periodo&#8230;<br />
Dai fatti più eclatanti ed alla luce del giorno come la crisi economica e i drammi quotidiani divenuti oggetto di rinnovata campagna elettorale, ora siamo nuovamente a discorrere dell&#8217;ennesimo tentativo di censura sul web fatto passare per sicurezza nazionale.</p>
<p>E&#8217; di questi giorni, infatti, la proposta dell&#8217;onorevole D&#8217;Alia per il controllo, nonché giudizio, da parte del Ministro degli Interni dei contenuti pubblicati su Internet. Insomma, già esistono delle regole e delle punizioni, ma a quanto pare sembra opportuno che la cosa divenga una questione da affari interni.</p>
<p>Classico esempio di come spesso si tenti di imporre la legalità con la paura e la repressione anziché l&#8217;organizzazione e l&#8217;educazione, nonché la fornitura dei mezzi necessari agli addetti ai lavori.</p>
<p><strong>Ci ritroviamo per l&#8217;ennesima volta a discutere temi di libertà legati all&#8217;ignoranza del mezzo! </strong></p>
<p>Onorevole, ogni qualvolta appare su qualsiasi mezzo di comunicazione una notizia &#8220;scomoda&#8221; si grida allo scandalo adducendo paradossi inconsistenti.<br />
Nel caso di Internet la questione risulta sempre più &#8220;scomoda&#8221; perché le fonti sono molteplici e nella maggior parte dei casi <strong>&#8220;libere&#8221;</strong> o comunque spesso non assoggettate ai rigori dei mezzi di informazione tradizionali.</p>
<p>Il bavaglio in questi casi <u>non deve esistere</u>, ma neanche il paraocchi: ricordiamo che c&#8217;è già una normativa che tutela da calunnie e diffamazione ed è a disposizione di chiunque subisca danno! Basta segnalare il caso al gestore del sito, o l&#8217;isp ospitante e spesso in via molto bonaria e rapida il problema è risolto! E se così non fosse, ci sono già le leggi da applicare. Perchè ostinarsi a fare i finti padri premurosi credendo che basti oscurare un problema per farlo sparire?</p>
<p>Da persone del terzo millennio vorremo farLe, e farVi, notare che attualmente c&#8217;è un <strong>deficit di informazione</strong> e che il libero pensiero ormai si trova spesso &#8220;ghettizzato&#8221; in siti e blog.</p>
<p>Usiamo la parola &#8220;ghettizzato&#8221; in quanto gli organi &#8220;tradizionali&#8221; non perdono un colpo nell&#8217;indicare come negativa ogni cosa che appaia sulla rete e ciò dimostra una evidente paura della libertà nonché un pessimo tentativo di denigrazione e di disinformazione.</p>
<p>Inoltre non si può colpire così pesantemente gli addetti ai lavori sul web indicandoli come concorrenti nel reato se non intervengono entro 24h, decisamente spropositata la sanzione e in ogni caso non si parla di mezzi a disposizione per operare i controlli dei diversi contenuti web (testo, audio, video, immagini ecc). Sarebbe decisamente più coerente sfruttare la risorsa principale della rete, ossia la massa di naviganti, per concretizzare controlli e segnalazioni; ad esempio, mettendo a disposizione e pubblicizzando un sistema di ascolto allo scopo di velocizzare i controlli e di conseguenza l&#8217;intervento, sia da parte degli enti che degli addetti ai lavori, magari quando il contatto diretto con gli interessati non trovi terreno fertile. Probabilmente la collaborazione sarebbe più proficua e meno dannosa della politica repressiva che Vi apprestate a mettere in atto. Risparmiate la repressione per gli ubriachi che causano incidenti, morti e sofferenze e poi finiscono ai domiciliari al mare!</p>
<p>Negli ultimi 5 anni siamo stati più volte testimoni di episodi in cui ogni tentativo di attacco alla Rete non faceva altro che provocarne un&#8217;aumenta penetrazione.<br />
D&#8217;altro canto però si ottiene che una parte della popolazione, tipicamente quella anziana, subisce ed assimila passivamente questi attacchi e, non avendo opportunità o volontà di approfondimento, si allontana sempre più dall&#8217;evoluzione delle telecomunicazioni aumentando quella divisione &#8220;digitale&#8221; che noi vogliamo combattere.</p>
<p>Ritornando alla questione, riteniamo che chiunque voti o abbia votato questa legge sia da indicare come <strong>&#8220;censore&#8221;</strong> e come <strong>&#8220;oscurantista&#8221;</strong> per pochi ma semplici motivi:<br />
- è anticostituzionale ledere la libertà di espressione, viviamo in una democrazia che salvaguarda questo diritto;<br />
- è ignobile cercare di tappare la bocca a chi la pensa diversamente;<br />
- è vergognoso cercare di oscurare gruppi di protesta civili sfruttando l&#8217;opportunità di censura di quelli estremisti, volgari e irrispettosi delle Istituzioni (questa sì legittima, ma le norme GIA&#8217; CI SONO!).<br />
- è medievale  pensare che mettere lo sporco sotto il tappeto contribuisca a tener la casa pulita. Bisogna essere in grado di perseguire chi delinque, non tentare di coprire gli occhi a chi naviga! I proxy stanno passando di moda, non torniamo indietro.</p>
<p>Ci teniamo a sottolineare che <strong><u>non è il mezzo che va colpito ma l&#8217;uso che ne si fa se si è stolti</u></strong>!!! In questo caso ovviamente anche del voto in Parlamento&#8230;</p>
<p>Invitiamo chi di dovere a bocciare e/o ritirare la suddetta norma e di documentarsi o consultare qualche esperto in materia prima di avanzare proposte potenzialmente contrarie al libero pensiero comunque rispettoso delle Istituzioni&#8230; proposte (ahi noi) frutto di un vero digital divide culturale.</p>
<p>E per concludere in bellezza, ecco qualcosa che il mezzo di informazione tradizionale non farà mai&#8230; linkare altri mezzi di informazione:</p>
<p><a href="http://blog.quintarelli.it/blog/2009/02/aboliamo-per-legge-inondazioni-e-ignoranza-tecnologica-aka-ci-risiamo-con-i-filtraggi.html" title="ci risiamo coi filtraggi" target="_blank">Dal blog di Quintarelli</a></p>
<p><a href="http://punto-informatico.it/2543670/PI/News/italia-liberta-filtrate.aspx" title="Italia, libertà filtrate" target="_blank">Gaia Bottà su Punto Informatico</a></p>
<p><a href="http://punto-informatico.it/2546089/PI/Commenti/contrappunti-sono-quattro.aspx" title="E sono quattro..." target="_blank">Massimo Mantellini su Punto Informatico</a></p>
<p><a href="http://googleitalia.blogspot.com/2009/02/filtrare-la-rete-no-grazie.html" title="Filtrare la rete? No grazie" target="_blank">Google Italia Blog</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Poste click, problema di logout che non interessa a nessuno?</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/diritto-e-rete/2009/01/22/problema-logout-posteclick/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 14:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citus</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Diritto e Rete]]></category>

		<category><![CDATA[ICT]]></category>

		<category><![CDATA[la voce degli utenti]]></category>

		<category><![CDATA[antidigitaldivide]]></category>

		<category><![CDATA[bancopostaclick]]></category>

		<category><![CDATA[denis]]></category>

		<category><![CDATA[denis susi]]></category>

		<category><![CDATA[logout]]></category>

		<category><![CDATA[postaclick]]></category>

		<category><![CDATA[poste click]]></category>

		<category><![CDATA[poste italiane]]></category>

		<category><![CDATA[problema]]></category>

		<category><![CDATA[segnalazione]]></category>

		<category><![CDATA[susi]]></category>

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		<description><![CDATA[ Riceviamo e pubblichiamo, dopo opportuna verifica, la segnalazione di un nostro utente che ha riscontrato un problema nella procedura di logout del sito del servizio bancario PosteClick delle Poste Italiane.


Salve,
vorrei segnalare un’anomalia che ho riscontrato nella gestione del LOGOUT da parte del sito BANCOPOSTECLICK e che ritengo meriti l’attenzione di tutti i titolari del suddetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="Ih2E3d"> Riceviamo e pubblichiamo, dopo opportuna verifica, la segnalazione di un nostro utente che ha riscontrato un problema nella procedura di logout del sito del servizio bancario PosteClick delle Poste Italiane.</p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Salve<span style="color: #1f497d">,</span></em></p>
<p><em><span style="color: #1f497d"></span>vorrei segnalare un’anomalia che ho riscontrato nella gestione del <strong>LOGOUT</strong> da parte del sito <strong>BANCOPOSTECLICK</strong> e che ritengo meriti l’attenzione di tutti i titolari del suddetto conto.</em></p>
<p><em>Ho infatti constatato come in seguito alla fase di “logout” sia possibile riaccedere al conto semplicemente <u>cliccando sul tasto “indietro” del browser</u> oppure <u>reinserendo delle credenziali a caso</u> (es. user: a / password: a ).</em></p>
<p><em>In quest’ultimo caso si apre una finestra che chiede il reinserimento dei dati d’accesso, ma nella quale è presente ed utilizzabile la barra di navigazione superiore che permette l’accesso a tutte le sezioni del conto.</em></p>
<p><em>Tutto questo accade solo se teniamo aperto il browser. Chiudendolo e riaprendolo il login avviene correttamente.</em></p>
<p><em>Ho effettuato diverse prove usando vari browser (<strong>Internet Explorer 7</strong> (7.0.6001.18000), <strong>Internet Explorer 8 (8.0.7000.0), </strong><strong>Firefox 3.0.5/3.1b2</strong>, <strong>Google Chrome</strong> (1.0.154.43 / 2.0.157.2)), Sistemi Operativi (<strong>Windows XP SP2/SP3</strong>, <strong>VISTA 32/64bit</strong>, <strong>Windows7</strong>, <strong>Ubuntu 8.10</strong>) e gestori (<strong>Fastweb</strong> e <strong>Telecom</strong>) ed ho sempre riscontrato la stessa anomalia (questo accadeva sabato 10/01/2009).<span style="color: #1f497d"></span></em></p>
<p><em>Ho ottenuto dei riscontri anche da altri titolari del conto BANCOPOSTACLICK come potete verificare nei link seguenti (utili anche in caso desideriate tenervi aggiornati sull’evolversi della vicenda):</em></p>
<p style="text-indent: -18pt"><em><span style="font-family: Symbol; color: #1f497d"><span>·<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal">         </span></span></span><span style="color: #1f497d"><a href="http://forum.antidigitaldivide.org/showthread.php?t=7536" title="Bancopostaclick, problemi nel logout?" target="_blank">http://forum.antidigitaldivide.org/showthread.php?t=7536</a><wbr></wbr> </span></em></p>
<p style="text-indent: -18pt"><em><span style="font-family: Symbol; color: #1f497d"><span>·<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal">         </span></span></span><span style="color: #1f497d"><a href="http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1908616" title="Bancopostaclick... attenti al logout" target="_blank">http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1908616</a><a href="http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?p=25963440&amp;posted=1#post25963440" target="_blank"><wbr></wbr></a> </span></em></p>
<p><em>Per ben due volte ho notificato il problema al call center delle poste (il 13/01/2009 ed il 21/01/2009) ma in entrambe le occasioni le operatrici hanno accolto con stupore la mia segnalazione ed hanno aperto una richiesta di intervento all&#8217;assistenza tecnica.<br />
</em></p>
<p><em>Tuttavia ad oggi non sono ancora riuscito a comunicare con nessun tecnico a causa dei lunghissimi tempi d’attesa e non sono mai stato ricontattato. </em></p>
<p><em> Nella speranza di riuscire a conoscere<span style="color: #1f497d"> </span>in tempi brevi quale sia la versione ufficiale delle poste<span style="color: #1f497d">,</span> ritengo sia utile avvisare i titolari del conto BANCOPOSTACLICK che, <u>qualora lasciassero il loro browser aperto dopo aver disconnesso il proprio account, permetterebbero a chiunque abbia accesso al pc di accedere al loro conto</u>.</em></p>
<p><em> Vi prego pertanto di accertare la sussistenza del problema da me riscontrato e di provare a porlo all’attenzione dei diretti interessati.</em></p>
<p><em>Nella speranza di aver fatto cosa utile con questa mia segnalazione<span style="color: #1f497d">,</span> vi porgo cordiali saluti.</em></p>
<p><em>Denis Susi.</em></p>
<p>Ne abbiamo discusso in seno allo Staff di ADD, potrebbero esserci diverse spiegazioni ma non ha senso tirare al bersaglio. Sicuramente per un conto bancario online la scelta dei criteri da adottare deve garantire protezione e serenità all&#8217;utenza. L&#8217;utente che fa click sul tasto di uscita/logout deve essere messo in condizione di sicurezza e tranquillità, ma questo sembra non succedere, anzi infonde dubbi e timori.</p>
<p>Dal momento che sembra difficile per un utente chiarire i propri dubbi, chiediamo noi alle Poste Italiane di fornire una spiegazione sulla segnalazione, confidando in un cortese riscontro.</p>
<p>Abbiamo quindi inviato una richiesta alle poste sia tramite il modulo di contatto online, che all&#8217;indirizzo info.</p>
<p>Saluti a tutti, aspettiamo fiduciosi</p>
<p>Staff ADD</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Auguri speciali a tutti!</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/sociale/2008/12/24/auguri-speciali-a-tutti/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 21:36:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citus</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brainstorming dallo Staff]]></category>

		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Penso che il Natale 2008 non meriti dei semplici auguri, ma una lettera decisamente meno sintetica.
Sembrerà scontato, ma dietro moderatori, amministratori e ruoli associativi ci sono persone.
Normali e comunissime persone, alcune molto giovani, altre più mature, chi ha famiglia e chi è single, chi lavora, chi studia, chi è precario e chi un brillante libero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che il Natale 2008 non meriti dei semplici auguri, ma una lettera decisamente meno sintetica.</p>
<p>Sembrerà scontato, ma dietro moderatori, amministratori e ruoli associativi ci sono persone.</p>
<p>Normali e comunissime persone, alcune molto giovani, altre più mature, chi ha famiglia e chi è single, chi lavora, chi studia, chi è precario e chi un brillante libero professionista, di ogni zona d&#8217;Italia isole comprese, di diverse ideologie politiche e religiose, chi è digital diviso, chi non lo è più e chi non lo è mai stato. Anche noi abbiamo gioia di vivere il Natale con i nostri cari, anche noi abbiamo fatto dei regali e pure noi facciamo i nostri conti in tasca e percepiamo le preoccupazioni per questo 2009 tanto temuto sotto il punto di vista economico e finanziario. Ci stanno letteralmente terrorizzando prevedendo migliaia di posti di lavoro che salteranno, centinaia di piccole e medie imprese che chiuderanno, spese familiari alle stelle e precariato a tutta birra. Siamo letteralmente assaltati, ogni giorno, da notizie sconfortanti sul nostro futuro, tanto che il problema della banda larga appare ci appare piccolo ed insignificante. Cosa è una connessione rispetto al problema di non arrivare a fine mese, di temere per la propria casa o di cadere nelle mani di debitori poco legittimi?</p>
<p>Nel nostro vivere comune possiamo affrontare, schivare o abbattere migliaia di problemi e difficoltà. Nella nostra community abbiamo fatto gruppo per tentare di abbatterne uno, non il più importante ma neanche il meno necessario. La società del consumismo si evolve e gli strumenti tecnologici a disposizione la seguono pari passo e tutti dovrebbero essere messi in condizione di usufruire di tali strumenti. Al contempo, tutti hanno diritto ad una vita privata serena, ad un lavoro onesto, ad una famiglia, ad una casa, alla sicurezza, alla previdenza ed all&#8217;istruzione. Purtroppo, questo Natale ad ogni tavola, oltre ai consueti auguri e doni, ci scambieremo opinioni e perplessità su tutti questi diritti che non sono certezze.</p>
<p>L&#8217;augurio quindi sarà che ognuno di voi e dei vostri cari, abbia la forza di amare, proteggere e coltivare quella magica sfera privata chiamata famiglia, sorridendo ai più piccini e stringendo forte le spalle dei più anziani, donando sicurezza e infondendo fiducia, anche se solo per un giorno. Ci sono realtà difficili e crude che scoraggiano, ma non cambieranno in una sola notte, nessuno ha questo potere. L&#8217;unico potere che abbiamo è di allontanare per un po&#8217; le preoccupazioni, lasciando spazio all&#8217;amore, alla cordialità, alla speranza ed all&#8217;altruismo.</p>
<p>Augurandovi di ripetere la magia ogni successivo giorno, perché non sia solo un falso e temporaneo sentimentalismo natalizio.<br />
Tutto lo Staff è felice di avere una community così speciale, augura un felice Natale ed un OTTIMO anno nuovo, alla faccia delle previsioni</p>
<p> <img src='http://blog.antidigitaldivide.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tour itinerante sul DIGITAL DIVIDE organizzato da &#8220;Il Sole 24 ORE&#8221; ed &#8220;Aria&#8221;: un breve resoconto della tappa di Bari</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/digitaldivide/2008/11/27/tour-itinerante-sul-digital-divide-organizzato-da-il-sole-24-ore-ed-aria-un-breve-resoconto-della-tappa-di-bari/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 19:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LukeLuc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Digital Divide]]></category>

		<category><![CDATA[ICT]]></category>

		<category><![CDATA[Wimax]]></category>

		<category><![CDATA[anti digital divide]]></category>

		<category><![CDATA[aria]]></category>

		<category><![CDATA[bari]]></category>

		<category><![CDATA[il sole 24 ore]]></category>

		<category><![CDATA[Mario Citelli]]></category>

		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

		<category><![CDATA[road show]]></category>

		<category><![CDATA[tour itinerante]]></category>

		<category><![CDATA[Villa Romanazzi Carducci]]></category>
<category>Anti Digital Divide</category><category>aria</category><category>bari</category><category>digital divide</category><category>il sole 24 ore</category><category>Mario Citelli</category><category>Puglia</category><category>road show</category><category>tour itinerante</category><category>Villa Romanazzi Carducci</category>
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		<description><![CDATA[Questa mattina, nell’accogliente scenario di Villa Romanazzi Carducci a Bari ha avuto luogo la tappa pugliese del road show “Crescita e innovazione: le sfide per le imprese italiane - Nuove competenze, percorsi e tecnologie per superare il digital divide” organizzato daIl Sole 24 ORE e Aria.
Tra i numerosi ospiti presenti in sala c’era anche il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, nell’accogliente scenario di <em>Villa Romanazzi Carducci</em> a Bari ha avuto luogo la tappa pugliese del road show “<em>Crescita e innovazione: le sfide per le imprese italiane - Nuove competenze, percorsi e tecnologie per superare il digital divide</em>” organizzato da<em>Il Sole 24 ORE</em> e <em>Aria</em>.<br />
Tra i numerosi ospiti presenti in sala c’era anche il sottoscritto, il vostro <em>“LukeLuc”</em> in rappresentanza dell’<em>Associazione “Anti Digital Divide”</em>.</p>
<p>L’elenco dei relatori che hanno animato la discussione era composto da noti rappresentanti istituzionali, amministratori aziendali e giornalisti: Sandro Frisullo (Vice Presidente della Regione Puglia), Alessandro Laterza (Presidente di Confindustria Bari), Vito Albino (Direttore del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Gestionale del Politecnico di Bari), Domenico Di Paola (Amministratore Unico degli Aeroporti di Puglia), Vincenzo Divella (Presidente della Provincia di Bari - Amministratore Delegato della Divella), Domenico Favuzzi (Presidente Gruppo Exprivia), Bepi Martellotta (Giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno), Giuliano Balestreri (Giornalista de Il Sole 24 ORE che ha moderato la discussione).</p>
<p>Lasciando da parte i molti spunti interessanti – spesso permeati da discorsi sulla delicatissima congiuntura economica – che hanno riempito le pagine del mio taccuino grazie agli interventi dei suddetti relatori, ho il piacere di riportare qui di seguito, in ordine sparso, i principali contributi di <em>Mario Citelli</em>, <em>Amministratore Delegato di Aria</em>, unico operatore ad aver acquisito licenze WiMAX su tutto il territorio nazionale.</p>
<p>All’assemblea generale dell’Associazione degli operatori di telecomunicazioni europei (ETNO) riunitasi lo scorso ottobre a Venezia si è parlato delle difficoltà economiche in cui versano le varie società del settore.<br />
In quell&#8217;occasione si è discusso anche del rapporto tra tecnologia e sviluppo: un deciso investimento nel campo della banda larga porterebbe ad un incremento del 2% del PIL delle varie nazioni europee.<br />
Per innescare questo circolo virtuoso occorrerebbe un mix di flussi di capitale pubblico e privato, dato che attualmente un eventuale intervento da parte dei soli soggetti privati non riuscirebbe a sopportare lo sforzo economico necessario.<br />
In Italia cosa c’è all’orizzonte? Un miliardo di Euro proveniente dalle casse dello Stato potrebbe essere stanziato nel prossimo futuro a favore del settore delle TLC, ma al momento non c’è ancora nulla di concreto.</p>
<p>Le ultime rilevazioni indicano la Puglia come la regione più avanzata d’Italia in fatto di copertura della banda larga, arrivando a toccare il 99% della popolazione.<br />
Citelli ha giustamente contestato questo dato, in quanto nell&#8217;indagine effettuata un territorio comunale viene considerato totalmente coperto anche quando in realtà non lo è del tutto (a supporto di questa tesi si pensi ad esempio agli apparati multiplexer limitanti, alle distanze eccessive di alcune utenze dalle centrali, al degrado di alcune tratte di rete).</p>
<p>Le licenze WiMAX sono state assegnate alla fine di febbraio 2008; Aria ha iniziato ad allestire le proprie attività sin da marzo 2008.<br />
<strong>Le offerte commerciali di Aria partiranno nei primi mesi del 2009.<br />
Le prime regioni italiane che verranno coperte saranno Umbria, Puglia, Lombardia, Veneto e Toscana.<br />
La Puglia verrà coperta interamente entro la fine del 2009, anche grazie ad accordi presi con l’ente Regione.</strong></p>
<p>Anche per tener fede ai vincoli previsti dal bando di assegnazione delle frequenze WiMAX, Aria si impegnerà ad estendere la copertura del servizio dando la <strong>precedenza alle zone digital divise</strong>.<br />
In questo senso l’operatore adotterà una politica di <strong>coordinamento informativo</strong>: per individuare le aree maggiormente bisognose di connettività a banda larga verranno aperti tavoli di consultazione con le varie istituzioni e verranno prese in considerazione anche dichiarazioni spontanee da parte di cittadini ed aziende interessate.<br />
Per quanto concerne il territorio pugliese, Citelli ha nominato esplicitamente la Valle d’Itria, il Salento ed il Gargano: quindi dovrebbero essere queste le aree regionali che per prime verranno interessate dalla copertura.</p>
<p>Le infrastrutture di Aria saranno <strong>open network</strong>: esse verranno messe a disposizione anche di operatori che ne richiedessero l’utilizzo per veicolare la propria offerta.<br />
Questa dichiarazione di apertura a servizi gestiti da terze parti è stata fatta davanti alla Commissione Trasporti, Poste e TLC della Camera.</p>
<p>Tra gli aggiudicatari delle licenze WiMAX, solamente Aria, Linkem ed in misura minore Retelit stanno dando il via alle proprie offerte commerciali.<br />
Gli altri operatori sono ancora in stand-by per difficoltà economiche o per scelte strategiche.<strong><br />
Aria sarebbe disposta a rilevare gli spettri di frequenze degli operatori concorrenti nel caso in cui non venissero utilizzati.</strong></p>
<p>Aria ha rilevato la società Ariadsl, attualmente operante in Umbria e regioni limitrofe tramite tecnologia Hiperlan.<br />
Così come in passato Ariadsl non ha speculato sulla necessità di banda larga in zone digita divise di quel territorio, Aria con il suo servizio WiMAX si impegna a fornire connettività a <strong>costi</strong> comparabili con quelli delle classiche ADSL via doppino telefonico.<br />
Altra dichiarazione degna di nota riguarda l’adozione di standard che garantiranno agli utenti una valida <strong>qualità di servizio</strong>.</p>
<p>I capitali raccolti da Aria sono esclusivamente stranieri, ma l’azienda è gestita da italiani.<br />
A tal proposito, dato il luogo in cui si è tenuto il convegno, Citelli ha evidenziato i suoi trascorsi baresi.<br />
Ascoltando le sue parole avevo già riconosciuto l&#8217;inconfondibile dialetto locale ed i miei pensieri sono andati al quartier generale ed alla prima installazione sul territorio italiano di Linkem nel capoluogo pugliese: tra Bari ed il WiMAX c’è un certo feeling, e da barese non posso non esserne fiero.</p>
<p>Il convegno si è chiuso con un pranzo a buffet in cui primeggiavano succulente mozzarelle pugliesi, fragranti focacce alla barese ed il piatto tipico locale a base di orecchiette e cime di rapa, tutte delizie a beneficio del palato dei presenti. Palato fine come quello della nostra Associazione <em>“Anti Digital Divide”</em>: monitoreremo l’attività di Aria, sperando che i buoni propositi dell’azienda possano realizzarsi nel concreto nei modi e nei tempi dichiarati.<br />
Auguri ad Aria. E buon appetito a tutti voi lettori affamati di banda larga, con l’augurio che anche le vostre tavole vengano al più presto imbandite a festa.</p>
<p><!--[if gte mso 9]&amp;gt;     Normal   0         14         false   false   false      IT   X-NONE   X-NONE                                                     MicrosoftInternetExplorer4                                                   &amp;lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&amp;gt;                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                &amp;lt;![endif]--> <!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:"Cambria Math"; 	panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-1610611985 1107304683 0 0 159 0;} @font-face 	{font-family:Calibri; 	panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-1610611985 1073750139 0 0 159 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-unhide:no; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	margin-top:0cm; 	margin-right:0cm; 	margin-bottom:10.0pt; 	margin-left:0cm; 	line-height:115%; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman","serif"; 	mso-fareast-font-family:Calibri; 	mso-fareast-language:EN-US;} .MsoChpDefault 	{mso-style-type:export-only; 	mso-default-props:yes; 	font-size:10.0pt; 	mso-ansi-font-size:10.0pt; 	mso-bidi-font-size:10.0pt; 	mso-fareast-font-family:Calibri;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --> <!--[if gte mso 10]&amp;gt;   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;}  &amp;lt;![endif]--></p>
<p><em><strong>Luca Pierri<br />
Associazione &#8220;Anti Digital Divide&#8221;</strong></em></p>
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		<item>
		<title>Il marketing del Digital Divide</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/digitaldivide/2008/09/25/il-marketing-del-digital-divide/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 22:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fra1027</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brainstorming dallo Staff]]></category>

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		<category><![CDATA[marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[La guerra tra i vari operatori TLC non risparmia più niente e nessuno.
In un mercato in cui sono presenti più telefonini che abitanti e che vive di SMS, raccogliere qualche manciata di nuovi clienti rende felici intere divisioni di marketing pronte a nuovi capolavori e a nuove vittorie sul campo di Waterloo grazie a quell&#8217;aumento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La guerra tra i vari operatori TLC non risparmia più niente e nessuno.</strong><br />
In un mercato in cui sono presenti più telefonini che abitanti e che vive di SMS, raccogliere qualche manciata di nuovi clienti rende felici intere divisioni di marketing pronte a nuovi capolavori e a nuove vittorie sul campo di Waterloo grazie a quell&#8217;aumento di decimo di punto percentuale del proprio market share.<br />
Sono quei decimi di punto su cui vengono misurate le perfomance di manager, le capacità produttive, economiche e finanziare delle imprese che operano nel mondo delle TLC.<br />
L&#8217;ultimo comunicato di<strong> H3G</strong> va esattamente in questa direzione: un&#8217;azienda che paga oggi i propri investimenti, ma che sembra mostrare solidità nel valore generato dal proprio apparato produttivo.<br />
Passata la stagione degli investimenti, occorre raccogliere il seminato. La costante ricerca della &#8220;creazione di valore&#8221; crea paradossalmente nuovi cluster di mercato, tra cui emerge il &#8220;digital diviso&#8221;.<br />
<strong>L&#8217;essere &#8220;Digital Diviso&#8221;</strong> è stato elevato a vero e proprio status sociale e di mercato: una vasta nicchia da catturare attraverso la pervasività garantita dalle reti mobili.<br />
Come Associazione non possiamo che essere favorevoli all&#8217;introduzione di nuovi vettori che permettano di sfruttare appieno le potenzialità della rete, ma <strong>crediamo anche che la soluzione del digital divide non possa e non debba essere bonariamente semplificata attraverso poche righe di un comunicato stampa &#8220;marketing oriented&#8221;.</strong><br />
<strong>L&#8217;assenza di tariffe flat per le connessioni mobili rappresenta il limite di tutte le offerte commerciali dei principali operatori, dovute a limiti tecnologici che puntano ancora troppo alla velocità piuttosto che alla capacità delle infrastrutture con prezzi e/o vincoli sulle connessioni non sempre &#8220;digeribili&#8221; ( vedi &#8220;economicamente sostenibili&#8221;)</strong>.<br />
Tutto ciò si scontra, ad esempio, con le forme di convergenza in atto tra tv, radio e comunicazione in genere, verso la banda larga che richiedono sempre più connessioni &#8220;always on&#8221;.<br />
Appare singolare ed ambigua la &#8220;riduzione del digital divide&#8221; offerta da certi operatori di telefonia mobile.<br />
I quali, tra l&#8217;altro, hanno <strong>particolari &#8220;bug&#8221;</strong> che sono quantomeno discutibili. Ad es. i sistemi che gestiscono la famigerata <strong>&#8220;naviga 3&#8243;</strong> con un plafond da 100Mb al giorno (la &#8220;versione&#8221; settimanale) sono tarati in modo che se un cliente si collega in rete prima della mezzanotte e si scollega dopo, diciamo &#8220;a cavallo&#8221; fra due giorni, i Mb vengono sommati a quelli del giorno precedente con conseguenti sforamenti del plafond ed addebiti se il cliente era ai limiti dei 100Mb. Insomma <strong>una vera e propria truffa a danno dei digital divisi!</strong><br />
Contestiamo quindi la <strong>grave mancanza di trasparenza da parte dell&#8217;operatore h3g</strong>: in presenza di una particolareggiata descrizione degli effettivi meccanismi che regolano il servizio offerto, l&#8217;utente prenderebbe le adeguate contromisure prima di cadere nella trappola.<br />
Saremmo più propensi a credere che si tratti di &#8220;connessioni di supporto&#8221; per alcuni (utenze aziendali ad esempio) o di <strong>poche gocce d&#8217;acqua per chi vive nel deserto della banda larga: in sintesi un surrogato alla soluzione del &#8220;Digital Divide&#8221;.</strong></p>
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		<title>La burocrazia ed il tempo libero</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 17:25:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brainstorming dallo Staff]]></category>

		<category><![CDATA[ICT]]></category>

		<category><![CDATA[Neutralità della rete]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[la voce degli utenti]]></category>

		<category><![CDATA[]]></category>

		<category><![CDATA[anti digital divide]]></category>

		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>

		<category><![CDATA[Italia]]></category>

		<category><![CDATA[tempo libero]]></category>

		<category><![CDATA[vita quotidiana]]></category>
<category>Anti Digital Divide</category><category>Innovazione</category><category>Italia</category><category>tempo libero</category><category>vita quotidiana</category>
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		<description><![CDATA[La mente di un informatico si perde sempre nei meandri delle possibili automatizzazioni della sua vita.
Fatta questa piccola premessa, vorrei parlarvi, in prima persona, di una possibile innovazione (non innovativa) che permetterebbe, a chi la volesse utilizzare, di risparmiare qualche ora di vita.
Vi snocciolo qui ciò che mi ha portato all&#8217;elaborazione di questa nuova procedura.
Pochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mente di un informatico si perde sempre nei meandri delle possibili automatizzazioni della sua vita.</p>
<p>Fatta questa piccola premessa, vorrei parlarvi, in prima persona, di una possibile innovazione (non innovativa) che permetterebbe, a chi la volesse utilizzare, di risparmiare qualche ora di vita.</p>
<p>Vi snocciolo qui ciò che mi ha portato all&#8217;elaborazione di questa nuova procedura.</p>
<p>Pochi giorni fa arrivo a casa e controllo la casella della posta, quella tradizionale…, e vedo una busta che da subito mi fa capire &#8220;TASSE&#8221;.<br />
Dall&#8217;intuizione si passa alla certezza, era la T.R.S.U.  (Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani).<br />
Leggo e noto che è già scaduta!!!!</p>
<p>Sabato dunque mi reco in comune per avere lumi su questo increscioso episodio.<br />
Nessuno della giunta di governo di San Zenone al Lambro, ove vivo, mi poteva dare retta ma la ragazza allo sportello mi segnala che è un fatto noto e diffuso.</p>
<p>Mi reco dunque al vicino ufficio Postale per pagare questo bollettino.<br />
CODA! Perché ovviamente gli altri cittadini hanno il medesimo problema!</p>
<p>Da buon Italiano Medio vado nell&#8217;ufficio postale del paese vicino, Cerro al Lambro, chiedendo se era possibile pagare con bancomat.<br />
Risposta positiva!<br />
Proseguiamo.<br />
Arrivato al momento del pagamento….. Linea occupata… Servizio non attivo… Servizio non disponibile …</p>
<p>Discuto con la signora allo sportello e mi reco velocemente, visto mi hanno intimato che entro 15 minuti chiudono, verso la prima banca disponibile. Prelievo e torno.  ( anche se il problema non è mio ma ne pago ovviamente le conseguenze)</p>
<p>Con la mia nota faccia tosta chiedo &#8220;seriamente&#8221;:<br />
&#8220;A questo punto, visto che ho usato la mia benzina il mio tempo per un vostro problema mi scontate l&#8217;euro di commissione?&#8221;</p>
<p>Risposta:<br />
&#8220;Non è nelle procedure! Non è immaginabile! Se va in un negozio e tutto ad un tratto non funziona più il bancomat che fa?&#8221;<br />
(il negoziante visto il disservizio per tenersi il cliente uno sconto lo fa!!!) </p>
<p>Nel tragitto tra ufficio postale e casa mi sovvengono alcune considerazioni (alcune populiste altre meno):<br />
    * i danni degli altri li paghiamo sempre noi!!! (evidentemente populista anche se al contempo realista)<br />
    * potrebbe esserci una sorta di &#8220;aiuti di stato&#8221; ad una società privata, Poste Italiane, visto che il servizio è praticamente in esclusiva e l&#8217;eventuale convenzione non porta un risparmio al contribuente.<br />
    * Ho perso mezza giornata!</p>
<p>Indago se la situazione è la medesima in altri comuni..</p>
<p>Un mio collega di Lodi mi dice però che nel suo Comune è possibile pagare detta tassa anche via carta di credito sul sito internet del comune!!!<br />
Geniale!</p>
<p>Da qui però mi viene in mente una modalità che è ormai assodata nell&#8217;italia del &#8220;lavoro&#8221;, il <strong>RID</strong>!<br />
Il comune richiede direttamente alla mia banca il pagamento della tassa, la banca ha la mia autorizzazione per l&#8217;operazione ed il gioco è fatto!</p>
<p>Non più ritardi, non più code e niente aiuti di stato (quell&#8217;euro in più per avere anche un disservizio da fastidio!).<br />
Non pago, indago… pare che il mio comune non sia attrezzato per questa procedura per problema di PRIVACY!</p>
<p>Come, in comune c&#8217;è l&#8217;anagrafe, i dati tributari, il catasto etc. etc. e se io li autorizzo non posso fare ciò!</p>
<p>Approfondisco e scopro, beh lo sapevo da prima, che esiste una società che è stata espressamente creata per lo sviluppo informatico delle P.A. il CNIPA.</p>
<p>A questo punto è il mio comune che non accede ai servizi di detta società, il CNIPA non ha mai elaborato questa idea, le informazioni ci sono ma non sono facilmente reperibili oppure altro.</p>
<p>A prescindere dalle eventuali colpe, a mio modesto parere, lo stato non deve far ricadere la propria burocrazia sul cittadino ma lavarsi i panni in casa e rendere il più possibile semplice la vita a noi poveri mortali.</p>
<p>Questa che vi ho lungamente esposto è un caso di innovazione possibile che nulla ha a che fare con la vera innovazione.</p>
<p>D&#8217;altronde siamo in Italia e tutte queste pratiche hanno fatto nascere in noi quello spirito d&#8217;adattamento che ormai ci contraddistingue all&#8217;estero.</p>
<p>Questa piccola, ma lunga, nota spero possa essere utile all&#8217;attuale ministro per l&#8217;innovazione ed ai futuri per fare ora ciò che doveva essere fatto l&#8217;altro ieri.</p>
<p><em>Con questo post vorremmo iniziare una serie di discussioni sulle innovazioni possibili e a costo praticamente &#8220;zero&#8221; che toccano immediatamente la nostra vita quotidiana.<br />
</em><em>Ci aspettiamo segnalazioni, discussioni e chiarimenti … e che il ministero aggiunga nel proprio aggregatore il nostro Feed.<br />
(Inoltre queste stesse indicazioni le abbiamo date direttamente ad un rappresentante del CNIPA nella pausa pranzo del forum di Urbino, <a href="http://blog.neutralaccess.net/neutralaccess-08-il-convegno/">NeutralAccess08</a>, con alcuni Guru delle TLC Italiane che hanno rincarato la dose!)</em></p>
<p><em>Anche questo è lotta al digital divide! </em></p>
<p><em>Innovazione poco innovativa, ma utile e funzionante!</em></p>
<p>Fabio Spagnuolo<br />
Anti Digital Divide</p>
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		<item>
		<title>La salute prima di tutto, ma niente allarmismo gratuito!</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 21:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citus</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[I buoni, i Brutti e i Cattivi]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[salute]]></category>

		<category><![CDATA[wifi]]></category>
<category>ADD</category><category>anti digital divide</category><category>banda larga</category><category>informazioni</category><category>onde elettromagnetiche</category><category>radiazioni</category><category>rai</category><category>Report</category><category>rete</category><category>salute</category><category>scuole inglesi</category><category>wifi</category>
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		<description><![CDATA[La trasmissione di Rai3 Report sembra essere tra le poche ancora apprezzate universalmente, ma domenica 11 maggio gli autori sono riusciti a scatenare un&#8217;insidiosa fobia sui rischi legati all&#8217;esposizione alle microonde degli apparati WiFi.
Durante la puntata venne proposto il video di tale Paul Kenyon della BBC, che a voler essere educati e politically correct, spara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La trasmissione di Rai3 Report sembra essere tra le poche ancora apprezzate universalmente, ma domenica 11 maggio gli autori sono riusciti a scatenare un&#8217;insidiosa fobia sui rischi legati all&#8217;esposizione alle microonde degli apparati WiFi.<br />
Durante la puntata venne proposto il video di tale Paul Kenyon della BBC, che a voler essere educati e politically correct, spara minchiate a tutta birra sul wifi, arrivando a paragonare gli hot spot ai ripetitori di telefonia cellulare quanto a dannosità ed a lasciar intendere che verremo seppelliti a breve con il terzo occhio sulla fronte ed un braccio in più che spunta dalla schiena.<br />
C&#8217;è da premettere che tale servizio della BBC, mandato in onda circa un anno e mezzo fa, fu oggetto di massive critiche e ci furono dei successivi &#8220;aggiornamenti&#8221; che, a quanto pare, quelli di Report hanno totalmente ignorato.</p>
<p>La puntata non sembra essere più online, ma in coda all&#8217;articolo metteremo tutti i link necessari ad approfondire l&#8217;argomento. La reazione del popolo della rete è stata, come sempre, puntuale e forte, ma spulciando tra i vari forum notiamo che sia tra i sostenitori che tra i detrattori, spuntano inesattezze e tanta confusione. Questo ci ha convinti a iniziare un percorso in cui, nei limiti delle nostre conoscenze e senza entrare troppo nei tecnicismi, vogliamo fornire agli utenti delle conoscenze utili almeno a riflettere su ciò che ci circonda e valutare con un minimo di fondamenta il rapporto rischi/benefici dell&#8217;approccio alle nuove tecnologie.</p>
<p>Il solito ritardo con cui questa comunicazione arriva, è dettato anche da un&#8217;attenta riflessione sugli innumerevoli forum e blog che hanno trattato l&#8217;argomento, a partire dallo stesso forum di Report. La nostra prima reazione si è manifestata <em><a href="http://forum.antidigitaldivide.org/showthread.php?p=89380" target="_blank">sul nostro forum</a></em>, dove chiaramente abbiamo per lo più contestato la linea di condotta della puntata e le inesattezze espresse.</p>
<p>Questo primo post della serie che battezzeremo &#8220;Salute senza isterismi&#8221; tratterà i motivi di fondo che ci portano ad esprimere un triste disaccordo con gli autori di Report. Al di la delle inesattezze tecniche di cui potrete leggere abbondantemente nei link che metteremo in coda, non riusciamo a non notare che la puntata ha avuto un andamento insolito per la trasmissione. Sempre dalla parte degli utenti e pronti a fare &#8220;informazione&#8221; e non gossip o cronaca, questa volta la puntata si chiude con l&#8217;amaro in bocca per alcuni e panico indiscriminato per altri. Il tema trattato era estremamente delicato in un mondo dove le onde elettromagnetiche sono un quotidiano ed andava gestito con estrema attenzione e tanta semplicità per evitare psicosi di massa che avrebbero fatto bene solamente al consumo globale di energia elettrica. Il telespettatore ha incrementato i suoi dubbi ed ora ha anche la scusa per giustificare la paranoia: &#8220;L&#8217;hanno detto a Report&#8221;.</p>
<p>L&#8217;informazione importante che DOVEVA passare era che bisogna imparare a conoscere ciò che si usa, qualsiasi cosa sia. Non ha senso entrare in circoli viziosi in cui c&#8217;è chi preferirebbe essere seppellito presto ma con banda larga e chi invece pretende di campare cent&#8217;anni semplicemente evitando di comprare un access point.</p>
<p>Il nostro mondo è pieno di elettrodomestici (tanto per rimanere nell&#8217;ambito tecnologico), molti dei quali ci hanno portato ad una tale dipendenza da non essere più in grado di immaginare di stare senza. Eppure, se pensiamo al microonde, al tv lcd, al cellulare, al navigatore ecc ecc, basterebbe rinfrescare la memoria tornando indietro di pochissimi anni.</p>
<p>L&#8217;informazione che doveva assolutamente passare era di imparare ad usare gli elettrodomestici. Finchè non ci saranno prove certe non ha senso remare indiscriminatamente contro una nuova ed utile tecnologia, soprattutto se consideriamo che in Italia i limiti sono molto rigidi rispetto ad altri paesi e le caratteristiche intrinseche rendono questa lunghezza d&#8217;onda piuttosto&#8230; scarsa sotto il punto di vista delle prestazioni sulla distanza. Ma non ha senso nemmeno sostenere a gran voce che non faccia male, dal momento che servono studi ed anni di esperienza prima di poterlo asserire con certezza, così come fare paragoni con le potenze e le frequenze cellulari. Ma questo argomento lo approfondiremo in un post interamente dedicato alle onde, perchè non si DEVE generalizzare se prima non si considerano fattori come potenza, distanza, esposizione e soprattutto il tipo di antenna emittente, quindi non è giusto dire che il wifi non faccia male se prima non si riflette sui fattori di cui sopra. Adesso possiamo solo dire che sicuramente non fa bene, perchè ovviamente il corpo umano non trae benefici dall&#8217;esposizione. Aggiungiamo che il corpo umano è una macchina estremamente complessa, quindi non è possibile escludere che tra anni scopriremo l&#8217;esistenza di una particolare categoria di onda EM (frequenza o forma d&#8217;onda o altro) che si riveli particolarmente nociva, speriamo solo che fra tutte non risulti essere quella che usiamo più spesso e più vicino al corpo.</p>
<p>Ci poniamo da ora l&#8217;obiettivo di indicare agli utenti il modo corretto di usare la tecnologia wifi e non solo. Così come non vi sognereste di fare una scampagnata dietro la vosta auto accesa, così dobbiamo imparare che non possiamo installare gli access point nella culla del bimbo. Ogni cosa al suo posto.<br />
Chiediamo la collaborazione e l&#8217;aiuto di tecnici, medici e chiunque abbia qualcosa di utile da dire sulle onde EM e sul corpo umano. Potrete commentare i post sul blog o scrivere sul nostro forum nel thread apposito, così emergeranno non solo i dubbi più comuni, ma anche le relative risposte.</p>
<p>Nel nostro girovagare nella rete, non possiamo omettere di essere venuti a consocenza del fatto che sembra esistano persone cosiddette &#8220;elettrosensibili&#8221;. Confidiamo di poter scambiare delle opinioni con chi soffre questo disagio per capire meglio cosa sia. Mentiremmo se dicessimo che non siamo molto stupiti ed un po&#8217; perplessi su questa scoperta, ma essendo ignoranti in merito forse non siamo nemmeno in grado di immaginare di avere problemi con qualcosa in cui siamo costantemente immersi. Del resto esistono persone meteopatiche, o particolarmente sensibili allo smog, o allergiche, quindi è possibilissimo che vi siano persone sensibili ad alcuni tipi di radiazione elettromagnetica. Crediamo sia giusto, in questo caso, che gli studi sulle onde si orientino non solo allo sviluppo del loro uso ma anche al loro completo isolamento in casi estremi. Delle informazioni si trovano sul loro sito internet, che abbiamo il piacere di linkare <a href="http://www.elettrosensibili.it/" target="_blank">http://www.elettrosensibili.it/</a></p>
<p>Ora un riepilogo di siti e blog che hanno trattato l&#8217;argomento e di forum in cui sono nate discussioni interessanti:<br />
il forum di report:</p>
<p><a href="http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=208322&amp;f=141" target="_blank">http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=208322&amp;f=141</a><br />
<a href="http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=208423&amp;f=141" target="_blank"> http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=208423&amp;f=141</a><br />
<a href="http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=208510&amp;f=141" target="_blank"> http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=208510&amp;f=141</a><br />
<a href="http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=208185&amp;f=141&amp;st=10" target="_blank"> http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=208185&amp;f=141&amp;st=10</a></p>
<p>Paolo Attivissimo:<br />
<a href="http://attivissimo.blogspot.com/2008/05/wifi-paura-mi-fai.html" target="_blank"> http://attivissimo.blogspot.com/2008/05/wifi-paura-mi-fai.html</a></p>
<p>Emiliano Bruni:<br />
<a href="http://blog.ebruni.it/blog/2008/05/programma-report-contro-il-wif.html" target="_blank"> http://blog.ebruni.it/blog/2008/05/programma-report-contro-il-wif.html</a></p>
<p>Aggiungiamo due vecchi link al nostro forum dove ci sono ottimi spunti per riflessioni che approfondiremo nella &#8220;prossima puntata&#8221; <img src='http://blog.antidigitaldivide.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://forum.antidigitaldivide.org/showthread.php?t=3875" target="_blank">forum.antidigitaldivide.org - WiFi allarme salute nelle scuole inglesi<br />
</a></p>
<p>Cordialmente</p>
<p>Associazione Anti Digital Divide</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Tutta la vita davanti? No, non è un film&#8230;</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/buonibrutticattivi/2008/04/04/tutta-la-vita-davanti-no-non-e-un-film/</link>
		<comments>http://blog.antidigitaldivide.org/buonibrutticattivi/2008/04/04/tutta-la-vita-davanti-no-non-e-un-film/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 19:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citus</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>

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		<category><![CDATA[Diritto e Rete]]></category>

		<category><![CDATA[I buoni, i Brutti e i Cattivi]]></category>

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		<description><![CDATA[Italia, anno domini 2008.
Oggi se non hai un sito internet, un indirizzo di posta elettronica e google non ti riconosce la prima pagina, potresti non essere preso in seria considerazione. Come si scalano le classifiche di google? Semplice&#8230; basta un microfono, una telecamera e qualcuno disposto a diffondere magari ciò che non si vuole sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Italia, anno domini 2008.</p>
<p>Oggi se non hai un sito internet, un indirizzo di posta elettronica e google non ti riconosce la prima pagina, potresti non essere preso in seria considerazione. Come si scalano le classifiche di google? Semplice&#8230; basta un microfono, una telecamera e qualcuno disposto a diffondere magari ciò che non si vuole sia diffuso. Luca Luciani è un nome probabilmente importante nell&#8217;ambiente industriale, ma molto meno noto, almeno fino a poco fa, alla stragrande maggioranza degli utenti, che ora si merita sicuramente di primeggiare nelle classifiche dei motori di ricerca. Questa persona, che non insegna storia, italiano e nemmeno galateo, è un pezzo grosso del grande colosso dell&#8217;industria nostrana per antonomasia, Telecom Italia. Certo, nemmeno io insegno italiano, galateo e per quanto riguarda la storia sono sempre stato in difficoltà a causa della mia famosa scarsa memoria. Essendo quindi &#8220;alla pari&#8221;, potrò permettermi un giudizio distaccato sull&#8217;intervento che nelle ultime 24 h ha messo sotto sopra blog, forum e anche carta stampata e tv, anche se come al solito non tutti hanno colto il senso della contestazione e si sono soffermati superficialmente.</p>
<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=275r1RX2AyE">http://it.youtube.com/watch?v=275r1RX2AyE</a></p>
<p>(linko questo, ma ce ne sono a iosa!)</p>
<p>Da subito si nota come questo 41 enne porti ottimamente i suoi anni, come del resto faccio io.</p>
<p>Gesticola e cammina dietro il banco, come è capitato a me infinite volte, per emozione, imbarazzo o semplicemente quando mi rendevo conto che stavo per spararla grossa.</p>
<p>Invoca la storia travisandola, ma dal momento che non sono mai stato bravo in storia, mi faccio i fatti miei e sorvolo su uno svarione apocalittico più volte richiamato nel discorso e probabilmente, dal momento che parte affermando quanto vi tenesse a questo intervento, mi permetto di supporre che l&#8217;avesse anche preparato e scritto da qualche parte. Comunque ok, può succedere.</p>
<p>Mi permetterò invece, dal momento che lo stipendio di queste persone viene anche dalle mie tasche, di esprimere alcune piccole ed innocenti considerazioni.</p>
<p>Ascoltando il discorso del sig. Luciani, appare subito chiaro che non la pensiamo allo stesso modo, sia in termini dialettici che di contenuti. Posso immaginare che la sua colorita dialettica richiamante conosciuti totem dell&#8217;interno coscia, sia probabilmente scatenata dalla volontà di competere con il massimo contestatore di Telecom, ossia il nostro caro Beppe nazionale. Devo però dire che se un comico può riuscire ad impartire lezioni di economia e finanza dicendo cose serie e facendo sorridere con amarezza, non è invece vero il contrario&#8230; assolutamente no. Confido in elementi migliori nello staff a disposizione di Telecom, per competere con Grillo, almeno per poter assistere ad un confronto serio, seppur a distanza.</p>
<p>Parliamo dei contenuti&#8230;</p>
<p>Il punto in cui dice: &#8221; <em>&#8230;respiro aria da aspettativa, respiro quelle facce da senso critico&#8230;</em>&#8221; lo percepisco come un voler ammettere che nell&#8217;aria vi sia un clima di forte tensione, ma al contempo volerlo a tutti i costi reprimere, demoralizzare. La sfiducia ha una causa, curiamo la causa allora, non contestiamo gli effetti!!! Gli utenti, gli azionisti, gli imprenditori sono sfiduciati? Non credo che mezza Italia si sia &#8220;fatta un film&#8221; a furia di pippe mentali. Forse mezza Italia ha iniziato a farsi domande, tutto quì. Fornire le risposte è il miglior modo di contrastare la sfiducia. Voglio pensare che il discorso abbia poi preso questa piega, dal momento che purtroppo si trova solo questa piccola parte dell&#8217;intervento e non la versione integrale. Voglio confidare che vi sia senno tra le alte sfere della maggior industria del paese.</p>
<p>Io non contesto a questo signore che non merita il suo stipendio perchè ha fatto un piccolo errore storico. Io contesto che egli sproni i suoi come farebbe il leader di un partito perso che, come Napoleone, si prepara all&#8217;ultima battaglia. Stiamo parlando dell&#8217;azienda che ha in mano le TLC in Italia!!! Questa azienda deve cambiare rotta e potrebbe anche farlo, se gente giovane come lui si concentrasse nel proprio lavoro e non solo nel portafogli degli azionisti, se ascoltasse le grida del paese.. se gente giovane come lui avesse le palle per cambiare radicalmente le cose. Ma questa è utopia, non ci crederei nemmeno se lo vedessi coi miei occhi.</p>
<p>La cosa più importante che contesto però, sono i retroscena oscuri che hanno circondato questo evento. Il video è stato messo online, poi &#8220;magicamente&#8221; è sparito&#8230; Il video fu rimosso da YouTube. Perchè? Chi l&#8217;ha fatto? E soprattutto&#8230; chi ha commissionato la rimozione? Ovviamente la rete ha un cuore pulsante, infatti poco dopo il video è rispuntato un po&#8217; ovunque, su innumerevoli blog  la voce correva veloce, fino ad arrivare a Striscia la Notizia e frittata fu! Forse sarebbe stato saggio un immediato video ironico in cui si scherzava sullo svarione e si sdrammatizzava con intelligenza. No.. in Italia non funziona così. In Italia non siamo abituati a curare, ma a reprimere. E la punizione divina è proprio questo sputtanamento globale che impietoso ha colpito Luciani.</p>
<p>Facile giocare sulla storia stravolta, invito chiunque non abbia mai fatto una gaffe storica ad alzare la mano, fotografarsela e mandarmela. Poi le contiamo. Riflettiamo invece su COME i vertici di Telecom Italia risolvono i problemi. Con discorsi dissennati, con la censura, con le superiorità della classe degli intoccabili.</p>
<p>Di seguito, per i digital divisi che non possono vedere i video su youtube grazie a persone come Luciani (non lui direttamente che mi sembra abbia fatto parte della divisione mobile ed ora sia nella direzione del customer care), il testo così come lo si ascolta sulla &#8220;democratica&#8221; piattaforma di google:</p>
<p><em><font size="2">Questo è il messaggio a cui tengo molto.<br />
Perché ho la faccia incazzata ?<br />
Ho la faccia incazzata perché respiro sfiducia, respiro aria da aspettativa, respiro quelle facce da senso critico, come quando uno vede una partita di pallone e non ce la fa e tutti sono professori. </p>
<p>Perché? Perché la gente legge i giornali, vede il titolo, si rimbalza, si crea dei grandi film, che sono tutte cazzate!<br />
Oggi non parlo di Alessandro, parlo di Napoleone.</p>
<p>Napoleone a Waterloo, una pianura, in Belgio, fece il suo capolavoro. Tutti lo davano per fatto, per cotto, per la supremazia degli avversari, c’aveva cinque grandissime nazioni contro, delle forze in campo. Però strategia, chiarezza delle idee, determinazione, forza, Napoleone fece il suo capolavoro a Waterloo.<br />
Allora, le facce scettiche , le facce ti … non servono a un cazzo. </p>
<p>Questa è una delle aziende più belle che esiste al mondo. E allora, forte di questa convinzione, noi dobbiamo dimostrare che questo è un fatto. Piangersi addosso non serve assolutamente a niente.<br />
E come nel momento duro, dagli spalti la gente ti dice &#8220;ehhh la squadra non gira, non corrono.. ” , bene, correte di più, stringete i denti, prova di carattere. </p>
<p>E allora dagli spalti vi applaudiranno, perché voi andrete e segnerete. Come fece Napoletone a Waterloo.</font></em></p>
<p>Cari utenti, non prendete troppo seriamente questo tipo di news. Sono solo un modo per riflettere, con un piccolo sorriso sulle labbra, pensando ai grossi guai che abbiamo in Italia ed alle persone preposte alla loro risoluzione <img src='http://blog.antidigitaldivide.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Di seguito alcuni dei tanti post, sicuramente di quelli più apprezzati sull&#8217;argomento</p>
<p><a href="http://www.wikio.it/news/Luca+Luciani?wfid=51775618" target="_blank">http://www.wikio.it/news/Luca+Luciani?wfid=51775618</a></p>
<p><a href="http://www.ipernity.com/blog/42894/55839" target="_blank">http://www.ipernity.com/blog/42894/55839</a></p>
<p><em>Stay Tuned</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Sole24Ore e il malato di banda larga</title>
		<link>http://blog.antidigitaldivide.org/news/2008/03/26/67/</link>
		<comments>http://blog.antidigitaldivide.org/news/2008/03/26/67/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 13:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mark_knopfler</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendendo spunto da questo articolo:
  Sole 24 Ore
Vediamo come associazioni come la nostra, come AIIP, Assoprovider e tante altre, nonché noti guru, continuino a sostenere ipotesi che giorno per giorno si dimostrano realtà.
Questo articolo ci da lo spunto per parlare di penetrazione del servizio e delle valutazioni dell&#8217;ex-monopolista per la copertura, le quali non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendendo spunto da questo articolo:<br />
  <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2008/03/banda-larga-linee-fisse-italia.shtml?uuid=5b49573e-fa56-11dc-9fda-00000e251029&#038;type=Libero">Sole 24 Ore</a></p>
<p>Vediamo come associazioni come la nostra, come AIIP, Assoprovider e tante altre, nonché noti guru, continuino a sostenere ipotesi che giorno per giorno si dimostrano realtà.</p>
<p>Questo articolo ci da lo spunto per parlare di penetrazione del servizio e delle valutazioni dell&#8217;ex-monopolista per la copertura, le quali non hanno mai preso in considerazione la media di età delle zone di copertura.<br />
Noi consideriamo infatti che le comunità considerate rurali o quasi, all&#8217;esterno delle metropoli,  che ad oggi sono sprovviste di servizi a banda larga, siano il vero bacino di penetrazione del servizio.<br />
Diciamo questo in quanto la realtà dei fatti oggi porta le giovano coppie, i singles che lasciano la case dei genitori (che qualche sprovveduto chiama &#8220;bamboccioni&#8221;) e le famiglie che si allargano spesso si spostano verso comunità più esterne alle metropoli per avere costi di affitto e/o delle stesse case inferiori, nonchè un clima più tollerabile.</p>
<p>Questo bacino di utenza giovane, è il più appetibile anche per i servizi a valore aggiunto che la connessione ad internet offre, ma senza l&#8217;aggiornamento delle centrali e senza la rimozione dei famigerati Multiplexer (MUX) questi utenti possono correre il rischio di restare a bocca asciutta!</p>
<p>Se una testata come &#8220;Il sole 24 ore&#8221;, di confindustria con all&#8217;interno l&#8217;ex proprietario di Telecom Italia, si accorge e si occupa delproblema, significa che il malato è già grave!</p>
<p>Non siamo noi a dire che la penetrazione della connessione ad internet in banda larga consente anche un innalzamento procapite del Pil della zona&#8230;<br />
Non è sicuramente il fatturato della linea adsl venduta che cambia le cose, ma questa semplice modalità di accesso agevola e consente lo sviluppo di idee, la collaborazione tra aziende e la tanto sospirata Innovazione.</p>
<p>Ci teniamo a sottolineare che internet non è &#8220;l&#8217;innovazione&#8221; ma è solo uno degli strumenti base sul quale l&#8217;innovazione si può sviluppare!</p>
<p>Forse è il caso che la classe politica ascolti la voce di chi da anni cerca di farsi sentire!<br />
Forse è anche il caso di aggiornare il servizio universale in maniera tale da fornire le basi per la penetrazione senza esser sempre e cmq un fanalino di coda!<br />
Forse è il momento, visto l&#8217;ennesimo smacco e l&#8217;evidente assenza di risultati, di cambiare i volti dell&#8217;authority, magari anche con onorevoli dimissioni di persone che poco hanno fatto, a nostro parere, per mutare questa situazione.<br />
Forse è anche il momento di rendersi conto che l&#8217;accesso via cavo, veloce ed ovunque che sia fibra o rame, in Italia è un miraggio mentre in altri paesi è una realtà.</p>
<p>Noi abbiamo da tempo idee in merito, non dogmatiche o utopistiche, che sono state più volte scritte e dichiarate.<br />
Visto che evidentemente la rotta è stata persa, per noi è il caso di cambiare almeno il comandante ed avremmo anche suggerimenti su questo tema. </p>
<p>Una nostra doverosa provocazione al governo che lascia e quello che prenderà il comando del nostro paese: SVEGLIATEVI!</p>
<p>Restiamo a disposizione di chiunque abbia intenzione di cambiare e migliorare.</p>
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