RAI Diffida YouTube

Tempi Duri per YouTube, denuncia con richiesta di risarcimento miliardaria da parte di Viacom, nuovo gruppo di potenti e agguerriti concorrenti: MySpace, NBC, AOL, Yahoo, Microsoft a cui si aggiungano le partecipazioni proprietarie di General Electric, Time Warner e Vivendi, nonché le pubblicità Cisco, General Motors e Cadbury Schweppes, uniti per offrire servizi di videosharing nel pieno rispetto del reciproco copyright, a questo si aggiunge la diffida (takedown) Rai contro YouTube, Libero video e DailyMotion (Alice-Telecom). La RAI si muove per difendere le sue proprietà in rete, da questo punto di vista si può comprendere l’azione della Rai, non dobbiamo dimenticare che You Tube trae, attraverso gli annunci pubblicitari, profitto dall’attività di videosharing quindi va contro il principio Creative Commons. La mossa della Rai può essere compresa e maggiormente digerita da parte degli utenti in seguito all’apertura del portale Rai.tv, anche se ancora acerbo e poco coinvolgente per gli utenti, bisognerà lavorare in questa direzione per permettere agli utenti di inserire propri video ed esprimere commenti e gradimento sui vari filmati. Quello che va chiarito è la posizione della Rai in merito alla licenza Creative Commons (o simil Creative Commons) nel nuovo contratto di servizio Rai, che dovrebbe essere entro breve ratificato, la Commissione di Vigilanza Rai aveva dato ascolto alle associazione consumatori, introducendo concetti quali Neutralità Tecnologica e offrendo agli utenti, citando il testo approvato dalla commissione, “la possibilità di scaricare, modificare e ridistribuire via internet i contenuti radiotelevisivi prodotti dalla Rai mediante proventi dei canoni di abbonamento.” Anche le recenti news, che parlavano di integrazione con banda larga, DTT, P2P, IPTV, adsl, facevano sperare in bene, ora la situazione potrebbe complicarsi e la direzione indicata dalla commissione di vigilanza Rai, condivisa dagli utenti, non essere recepita completamente.

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