Il superconsulente ha consegnato al Governo il rapporto ‘Opzioni di politica industriale per la banda larga’

Francesco Caio ha finalmente terminato il suo lavoro e oggi il piano sulla banda larga commissionato dal governo, è stato consegnato al sottosegretario Paolo Romani. Il documento alla fine, secondo quanto risulta a MilanoFinanza.it, non contiene nessuna ipotesi di scorporo della rete.
Dopo un lungo tira e molla (che ha obbligato Caio a rinviare più volte la consegna del piano) tra una parte della maggioranza di governo, alcuni fornitori di infrastrutture, Telecom e i suoi soci, l’ipotesi dello scorporo è definitivamente caduta.
L’idea di conferire il rame e la fibra in una newco il cui capitale avrebbe dovuto essere aperto a soci pubblici (Cdp) e privati (i concorrenti di Telecom) si sarebbe arenata sulla valutazione dell’asset. Il progetto in discussione avrebbe considerato una valorizzazione di 15-17 mld più il trasferimento alla società della rete di 20 mila dipendenti Telecom.
Fatto così, tuttavia, lo scorporo avrebbe lasciato buona parte dell’attuale debito (circa 20 mld) in pancia alla società di Franco Bernabé che, senza l’asset rete e i relativi canoni (residenziale e unbundling), avrebbe avuto difficoltà a ripagarlo. I soci dell’ex monopolista non avrebbero mancato di farlo notare al governo.
Il consulente si è quindi concentrato sulla disamina dello stato dell’arte (la penetrazione di banda larga in Italia è al 18%), rilevando anche le differenti reti in fibra che oggi esistono (Telecom, Fastweb, Infratel, e alcune società regionali). Non solo. È stata valutata anche la copertura con altre tecnologie (mobile e wireless).
Una lente sarebbe stata puntata anche sullo stato dell’attuale rete in rame (non dei migliori). Dal lato della domanda, poi, Caio ha rilevato che questa è ancora insufficiente (sia della Pa che privata) e, dunque, sarebbe inutile programmare per l’immediato futuro una copertura a 20 mega per tutti.
Insomma, meglio arrivare con 2 mega ovunque (per questo bastano rame e Adsl, ma anche le tecnologie mobili). Per il cablaggio c’è l’ipotesi di una società stile Metroweb, ossia che faccia scavi e posi fibra che però, poi sarà illuminata dagli operatori. Per partire questa newco potrebbe contare sugli 1,5 mld stanziati dal bilancio pubblico per la banda larga.

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