Ciao Paolo

E’ decisamente il genere di notizie che non fa mai piacere leggere..sapere che l’hobby di una persona..un hobby sano,
come passeggiare tranquillamente per i monti, respirando la salubre aria montana, l’ha portata alla morte, lascia sempre un profondo senso di tristezza e di buio nei cuori delle persone.

Venire a sapere poi che quella persona, in qualche modo la conosci, è un colpo ancora più duro.
Leggere un trafiletto sul giornale che racconta della morte di Paolo Zocchi è una di quelle cose che di certo non ti aspetti la mattina.
Paolo io, e noi tutti di Anti Digital Divide l’avevamo conosciuto circa 3 anni fa, quando come fondatore di Una Rete aveva iniziato a collaborare con noi, scambi di idee, opinioni, spunti sul futuro tecnologico del nostro paese.

L’ho spesso incontrato al Broad Band Forum, uno dei pochi francamente che parlava di qualcosa di concreto, la persona grazie alla quale il sottoscritto, molto più ragazzino e all’epoca segretario dell’associazione potè parlare al ministero, presentando le nostre posizioni sul wimax prima che fossero indetti i termini di gara.

Non servì a molto è vero..ma lui li ci aveva portati..poi purtroppo, non dipese da lui il resto.

Però mi piace ricordarlo come un caro amico di ADD, per lo spazio che ci ha dato, per la fiducia che ha riposto i noi e per quello che ci ha permesso di fare.

E’ una grave perdita, per la famiglia in primo luogo, per le persone che lo conoscevano..e anche per noi tutti.

Ciao Paolo

Paolo Zocchi

ADD ed il Rapporto Caio

La nostra associazione, come avrete potuto notare, sta vivendo un momento “oscuro” della sua vita, proprio per il fatto che la nostra lotta di civiltà rimane sempre lasciata in un angolo dalle stanze dei “bottoni”.
Negli ultimi tempi sulle varie testate sono apparsi articoli sul “rapporto Caio” che ha almeno riportato in luce il problema del Digital Divide Geografico.

Sinceramente non avremmo puntato 1 Euro sul fatto che il superconsulente facesse realmente luce sulla situazione Italiana, perché in questi anni abbiamo visto più volte insabbiare le informazioni “scomode”.
Fortunatamente ci siamo ricreduti!

Abbiamo sempre detto che i dati non ci quadravano… ed ora abbiamo prove incontestabili!
Non è più un gruppo agguerrito ed arrabbiato ad indicare che il sistema non funziona.
Il Sig. Caio, che non conosciamo ma ci piacerebbe molto incontrare di persona, ha indicato alcune delle proposte che avevamo avanzato da tempo.
Ad esempio una mappatura reale di tutte le metodologie di connessione (Wired o Wireless) onde evitare duplicazioni…
Sinceramente noi ci siamo limitati al Wireless perché ipotizzavamo che dopo la battaglia sui MUX e sulla distanza dalla centrale l’osservatorio banda larga avesse inserito queste questioni nel rapporto consegnato al governo, con la logica conseguenza che i dati fossero reperibili.
A posteriori ci sbagliavamo… dovevamo osare di più e presumere che i nostri sospetti fossero fondati.
Abbiamo quindi atteso i commenti dei giornali/dei giornali e dei guru del settore per dire la nostra…

“ve l’avevamo detto!!!!!” (Nota bambinesca ma esprime pienamente il concetto!)

“Rompiscatole”, è stato l’aggettivo più usato (non osiamo usare quello che è stato usato realmente).
Ma ne siamo fieri se senza mezzi, senza tempo e senza consulenze iper-remunerate abbiamo da sempre sostenuto tesi che, a conti fatti, si sono dimostrate reali.

Da quel rapporto emergono questioni abbastanza inquietanti, e in molti, pur in maniera
differente, abbiamo indicato la falla anni orsono.

Inascoltati, ci si è accontentati delle “mini” ADSL (progetto anti digital divide che ribadiamo non c’entra nulla con la nostra associazine) che consentivano di fare numero e degli investimenti in Infratel.

(Documento a pagina 40)

Già Infratel… una macchina mangiasoldi che da quanto è nata ha coperto la ben “considerevole” cifra di 194 centrali in fibra e ne vorrebbe coprire circa 726 entro il 2010… un obiettivo definito da Caio “sfidante”.

Finalmente qualcuno che afferma che le “mini” adsl non servono a risolvere il digital divide ed addirittura li mette già fra gli “sfigati” della banda larga, poiché una 2Mb sarebbe il minimo indispensabile.

Ma Bernabè oggi ad un convegno sulla rete dichiara che non c’è nessun problema infrastrutturale e che il problema è ancora una volta culturale, ovvero ci sta dicendo che gli italiani sono troppo ignoranti in merito e/o non sanno usare al meglio questo servizio.
NGN: per Bernabè, ‘l’arretratezza dell’Italia non riguarda la rete ma la scarsa alfabetizzazione di cittadini, imprese e PA’

Caio presente allo stesso convegno ha ribadito che il mercato molto difficilmente risolverà il digital divide e per questo ci devono essere degli interventi di tipo economico e sulla NGN ha ricordato che questo servirà molta banda.
7.5 Milioni di utenti tagliati fuori, che vedranno aumentare sempre più il GAP con il resto della nazione…

Utenze pagate a pieno per avere di meno…
Fibra statale ad uso privato…
Centrali “sovvenzionate”…

Scandali annunciati da tempo e mai presi seriamente in considerazione!!!

Alla luce dei fatti però dovremmo vedere anche alcune sedie vacillare… principalmente nell’autorità garante (di chi?!?!?).

Non sappiamo cosa succederà in futuro, ma di sicuro la pulce che abbiamo sempre messo nelle orecchie dei nostri interlocutori riguardo il servizio universale è quanto mai all’ordine del giorno!!!

- Innalzare immediatamente la soglia minima, aggiornandola continuamente e progressivamente, per la connessione dati.
- Non confrontare pere con mele (Wimax con 3G).
- Multare gli abusi in proporzione al fatturato (pubblicità ingannevoli, nomi di prodotti che indicano velocità di navigazione raggiungibili sono in teoria e via dicendo)
- Fare in maniera istituzionale una discussione aperta su One-network e Fibra che ride del buon Stefano Quintarelli (senza dimenticare però il Bit che Piange!!).

Questo dovrebbe essere l’ordine del giorno!
Abbiamo perso già troppo tempo!

Ricordiamo che anche se un po’ in letargo, ci siamo ancora…
Speriamo che questa sia la volta buona!

La crisi e i Compensi Telecom

Telecom Italia: i problemi li risolviamo così!

Mentre in questi giorni si fa un gran parlare di Obama che vuole mettere un tetto ai compensi dei manager, ci giungono notizie sui compensi 2008 dei dirigenti Telecom che a quanto sembra non risentono troppo della crisi,anzi.
Riportiamo per intero la news apparsa sul sito dell’Aduc:

 

I compensi 2008 dei dirigenti di Telecom Italia: fino a sette milioni di euro

Nel 2008 i compensi totali percepiti da Gabriele Galateri di Genola, presidente di Telecom, sono stati di 1,767 milioni di euro mentre all’amministratore delegato Franco Bernabé sono andati 1,951 milioni. Lo si legge nel progetto di bilancio depositato dalla società.
Il compenso più alto del 2008 (7,177 milioni di euro) e’ però stato percepito da Enrico Parazzini, ex direttore finanziario, uscito da Telecom lo scorso agosto. L’ex direttore generale Massimo Castelli, che ha lasciato nel marzo 2008, ha percepito 4,493 milioni. Si tratta di somme che beneficiano anche, si legge nelle note del bilancio, di compensi erogati a titolo di ‘transazione generale novativa’ e di ‘incentivo all’esodo’.
Stefano Pileri, responsabile technology di Telecom, ha incassato 1,1 milioni di euro in qualità di direttore generale mentre a Luca Luciani, il manager incappato nella gaffe sulla battaglia di Waterloo e attualmente presidente di Tim Brasil, sono andati 990 mila euro.
Fonte

Riassumendo in ordine di “guadagno”:
Enrico Parazzini = 7,177 milioni di euro
Massimo Castelli = 4,493 milioni di euro
Franco Bernabé = 1,951 milioni di euro
Gabriele Galateri di Genola = 1,767 milioni di euro
Stefano Pileri = 1,1 milioni di euro
Luca Luciani = 990 mila euro
Per un totale di 17,478 milioni di euro!!!

Come vedete son cifre da far impallidire persino Obama stesso!
Ma cosa hanno fatto o stanno facendo per meritare questo?
Nulla! Hanno avuto ed hanno il privilegio di sedere su poltrone prestigiose.
La rete Telecom cade letteralmente a pezzi (nel 2009 ci sono persone che devono sopportare guasti che durano settimane se non addirittura mesi,per non parlare di chi non riesce ad avere ancora il telefono, avete letto bene, il telefono!!!)
E la dirigenza che fa? Investe?
Potenzia la fatiscente rete in rame?
Cerca perlomeno di mantenere un adeguato livello di manutenzione della rete?
A tutte queste domande la risposta è semplice quanto disarmante: NO.
Sulla rete telefonica Telecom, dal 1999 ad oggi, non si fanno più investimenti di manutenzione o di allargamento.
Cosa significa questo?
Chiunque abbia lavorato nel settore delle telecomunicazioni sa che, mediamente, c’è un 10% di apparati sulla rete che si guastano ogni anno.
Il budget di questa azienda, da quando è stata privatizzata,prevede degli investimenti massimi di manutenzione del 2%.
Questo significa che ogni hanno si guastano delle apparecchiature o altre parti degli impianti che non verranno mai più sostituite, ma solo riparate alla meglio.
Alcuni esempi?

Ragusa, nelle contrade rurali le linee telefoniche non funzionano

Taranto: Frequenti guasti alle linee telefoniche Telecom nelle zone rurali

Telecom Italia, in molte occasioni non garantisce nemmeno il servizio universale,ossia la telefonia fissa.
Non ci credete?
SVILUPPO ITALIA BASILICATA ATTENDE DA UN ANNO LA LINEA TELEFONICA IN VAL D’AGRI

La dirigenza si preoccupa solo di assecondare il partner Telefonica.
Infatti negli ultimi tempi le dichiarazioni di Telecom sono state tutte del tipo “nessuno tocchi la rete”, come se ci fossero i fili dell’alta tensione collegati ad essa,oppure “non permetteremo che il governo ci scorpori la rete”.
La rete non è stata fatta da Telecom ma dai governi precedenti usando soldi dei contribuenti e la Sip era una delle poche aziende pubbliche in utile.
Subito dopo la privatizzazione l’utile è evaporato come neve al sole, e i debiti si sono accumulati negli anni a seguire.
La rete quindi è dei cittadini!
Già,cittadini da rispettare,cittadini che fanno lievitare le casse e le tasche di chi è ai piani alti della Telecom.
Invece il monopolista italiano considera i propri clienti solo come grasse mucche da mungere all’infinito.
E il digital divide? Vogliamo parlare del divario digitale contro il quale la nostra associazione si batte ogni giorno sin dal 2004?
Secondo le ultime statiche in Italia la copertura dell’adsl è aumentata, ma se così fosse nessuno o quasi si è accorto di questo aumento,nemmeno noi che conosciamo bene il “settore”..
Negli ultimi anni sono stati conclusi degli accordi con alcune regioni nei quali, a fronte di non si capisce bene quale meccanismo, le regioni hanno dato soldi pubblici a Telecom Italia per allargare la copertura adsl.
Telecom Italia ha ringraziato e ha portato delle connessioni, le cosiddette miniadsl, che sono delle connessioni con le quali non è nemmeno possibile vedere, ad esempio, un video su YouTube perché, anziché transitare sulla fibra ottica come transitano nelle grandi città, transitano invece sul doppino di rame tradizionale.
Tanto per capirci, siccome queste centrali non saranno mai ammodernate, hanno utilizzato una tecnologia vecchia per cercare di fornire un servizio nuovo con risultati che non sono quelli sperati.
Abbiamo quindi un problema infrastrutturale.
La maggior parte delle coperture è avvenuta coi minidslam.
I minidslam (creano solo problemi) che di fatto aumentano nominalmente la banda a coloro che sono costretti a viaggiare a 56k ma ora invece di avere un normale modem hanno un fiammante modem adsl che viaggia ad un velocità di…56k!!!
Di fatto,se non una truffa, è una chiara presa in giro per i digital divisi.
E ci chiediamo: questa è banda larga?
E’ progresso?
Sono ottime motivazioni per cui i manager meritano questi compensi?
La vetta della Telecom resta fuori dalla crisi economica che è in atto nel nostro paese, ma chi regge le fondamenta dell’azienda (leggi impiegati ed operai), è consapevole di essere in mani poco sicure?
Eccome:

Telecom Italia chiude quindici sedi
Telecom Italia taglia posti di lavoro anche in Emilia Romagna
Alla Telecom dopo miliardi di profitti,migliaia di licenziamenti

Questi sono solo gli ultimi esempi di una catastrofica quanto scellerata speculazione perpetrata negli anni da chi ha preso in mano le redini della Telecom,riducendola prima in fin di vita e poi osservandone il cadavere che si decompone lentamente.
Anti Digital Divide si sente in dovere di protestare con sdegno affinchè si finisca di premiare con compensi stratosferici (a nostro parere immeritati) la dirigenza Telecom, e perché in questo periodo di crisi s’investa sempre di più sulla rete che crea posti di lavoro e non licenziamenti atti a risolvere una crisi che,di fatto, è arrivata dappertutto tranne che nelle tasche dei ricchi possidenti della Telecom.

Discutiamone sul nostro forum

Associazione Anti Digital Divide

Il superconsulente ha consegnato al Governo il rapporto ‘Opzioni di politica industriale per la banda larga’

Francesco Caio ha finalmente terminato il suo lavoro e oggi il piano sulla banda larga commissionato dal governo, è stato consegnato al sottosegretario Paolo Romani. Il documento alla fine, secondo quanto risulta a MilanoFinanza.it, non contiene nessuna ipotesi di scorporo della rete.
Dopo un lungo tira e molla (che ha obbligato Caio a rinviare più volte la consegna del piano) tra una parte della maggioranza di governo, alcuni fornitori di infrastrutture, Telecom e i suoi soci, l’ipotesi dello scorporo è definitivamente caduta.
L’idea di conferire il rame e la fibra in una newco il cui capitale avrebbe dovuto essere aperto a soci pubblici (Cdp) e privati (i concorrenti di Telecom) si sarebbe arenata sulla valutazione dell’asset. Il progetto in discussione avrebbe considerato una valorizzazione di 15-17 mld più il trasferimento alla società della rete di 20 mila dipendenti Telecom.
Fatto così, tuttavia, lo scorporo avrebbe lasciato buona parte dell’attuale debito (circa 20 mld) in pancia alla società di Franco Bernabé che, senza l’asset rete e i relativi canoni (residenziale e unbundling), avrebbe avuto difficoltà a ripagarlo. I soci dell’ex monopolista non avrebbero mancato di farlo notare al governo.
Il consulente si è quindi concentrato sulla disamina dello stato dell’arte (la penetrazione di banda larga in Italia è al 18%), rilevando anche le differenti reti in fibra che oggi esistono (Telecom, Fastweb, Infratel, e alcune società regionali). Non solo. È stata valutata anche la copertura con altre tecnologie (mobile e wireless).
Una lente sarebbe stata puntata anche sullo stato dell’attuale rete in rame (non dei migliori). Dal lato della domanda, poi, Caio ha rilevato che questa è ancora insufficiente (sia della Pa che privata) e, dunque, sarebbe inutile programmare per l’immediato futuro una copertura a 20 mega per tutti.
Insomma, meglio arrivare con 2 mega ovunque (per questo bastano rame e Adsl, ma anche le tecnologie mobili). Per il cablaggio c’è l’ipotesi di una società stile Metroweb, ossia che faccia scavi e posi fibra che però, poi sarà illuminata dagli operatori. Per partire questa newco potrebbe contare sugli 1,5 mld stanziati dal bilancio pubblico per la banda larga.

Fonte 

Maurizio Gotta - Intervento I° Incontro Nazionale delle Liste Civiche

Domenica 8 marzo 2009,a Firenze, c’è stato il I° Incontro Nazionale delle Liste Civiche a Cinque Stelle,la “creatura” di Beppe Grillo.
A questo evento ha partecipato anche il nostro Maurizio Gotta, che ha parlato di connettività.

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Programma
Firenze I° Incontro Nazionale delle Liste Civiche a Cinque Stelle.
Gli interventi:
Introduzione - Beppe Grillo
Politica - Marco Travaglio
Ambiente - Maurizio Pallante
Salute - P. Gentilini, G. Miserotti, M. Bolognini
Energia - Marco Boschini
Riciclo - Matteo Incerti
Connettività - Maurizio Gotta (Anti Digital Divide)
Diritti dei cittadini - Sonia Alfano
Acqua - Riccardo Petrella
Interventi delle Liste Civiche e dei Meetup
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Per chi ha la banda larga, qui trovate il video.
Maurizio Gotta parla di Digital Divide
http://video.google.it/videoplay?doc…46721895&hl=it

Qui potete scaricare gli slide che scorrevano alle spalle di Maurizio durante il suo intervento
Download File zippato - Dimensioni 787 KB

Il testo dell’intervento di Maurizio

Buongiorno a tutti.
Da quando ha parlato Marco Travaglio questo posto scotta, e io vorrei parlare di cose un pochino più leggere ma comunque importanti.
Voglio parlarvi della situazione della connettività in Italia.
Io,per motivi di lavoro,sono stato sei anni all’estero,la fuga del cervello ma il cuore era rimasto qua e, per tornare dov’era il mio cuore, sono tornato e ho fatto forse la più grossa stupidagine della mia vita.
Nei paesi del nord europa è assolutamente impensabile quello che succede nel nostro paese.
Io ho lavorato in Belgio,in Olanda e in Francia.
Non è neanche previsto,ad esempio,in un colloquio di lavoro che ti venga chiesto se sai usare il computer.
Sarebbe come chiedere “Sai leggere?” “Sai scrivere?”
Questo non viene neanche chiesto altrimenti,se qualcuno si scopre che non sa utilizzare gli strumenti informatici gli si chiede “Scusi,perchè si è presentato al colloquio?”
Da noi purtroppo non è ancora così e ci sono tante ragioni, culturali, tecnologiche,infrastrutturali.
Abbiamo creato un’associazione per far vedere che non tutto quello che veniva reclamizzato nelle pubblicità di Telecom Italia e dei suoi concorrenti corrisponde alla realtà.
Nel nostro paese il 25% circa dei Comuni, quasi tutti piccoli ma non tutti piccoli, sono senza connettività che non sia una connettività parziale a 56k.
Com’è possibile questo?
E’ possibile perchè noi abbiamo una delle reti telefoniche forse più antiche del mondo,che è stata costruita con la ex Sip poi diventata Telecom Italia,la quale è stata privatizzata nel 1999.
Ma come è stata privatizzata questa azienda d’importanza nazionale?
E’ stata privatizzata praticamente svendendo l’azienda e i contenuti, tra cui la rete telefonica nazionale.
Su questa rete telefonica, dal 1999 ad oggi, non si fanno più investimenti di manutenzione o di allargamento.
Cosa significa questo?
Chiunque abbia lavorato nel settore delle telecomunicazioni sa che, mediamente, c’è un 10% di apparati sulla rete che si guastano ogni anno.
Il budget di questa azienda, da quando è stata privatizzata,prevede degli investimenti massimi di manutenzione del 2%.
Questo significa che ogni hanno si guastano delle cose che non vengono mai più sostituite.
Il problema della connettività,a maggior ragione in un paese come il nostro che è schiavo dell’informazione televisiva totalmente di parte,è ancora più sentito.
Personalmente sono uno che guarda pochissima televisione e si informa moltissimo su Internet; non tutti possono fare altrettanto perchè non tutti sono raggiunti dalla connettività a banda larga.
Questo perchè,come dicevamo, la nostra infrastruttura è abbastanza vecchia,e perchè non è stato ritenuto conveniente investire per ammodernarla.
Perchè non è stato ritenuto conveniente l’ammodernamento?
Perchè, siccome Telecom Italia è stata privatizzata alle condizioni che tutti conosciamo, ha assorbito il debito che è stato necessario per finanziare l’acquisto, per cui l’azienda non è in condizione di fare nuove coperture,di estendere la banda larga,di migliorare il servizio.
Neglu ultimi anni sono stati conclusi degli accordi con alcune regioni,nei quali accordi, a fronte di non si capisce bene quale meccanismo, le regioni hanno dato soldi pubblici a Telecom Italia per allargare la copertura adsl.
Telecom Italia ha ringraziato e ha portato delle connessioni, le cosiddette miniadsl, che sono delle connessioni con le quali non è nemmeno possibile vedere, ad esempio, un video su YouTube perchè, anzichè transitare sulla fibra ottica come transitano nelle grandi città, transitano invece sul doppino di rame tradizionale.
Tanto per capirci, siccome queste centrali non saranno mai ammodernate, hanno utilizzato una tecnologia vecchia per cercare di fornire un servizio nuovo con risultati che non sono quelli sperati.
Abbiamo quindi un problema infrastrutturale.
In alcuni casi si è cercato di superare questo problema utilizzando delle tecnologie alternative come quelle legate al wireless.
Quindi, a partire dal 2005, è stato possibile cominciare a realizzare delle reti di connessione ad Internet in modalità wireless; e mentre nel 2005 si autorizzava questo tipo di servizio,nel 2006 (se non vado errato) la legge Pisanu citata prima da Beppe, impediva ai cittadini la libera connessione ai servizi wireless.
Per cui tutti dovevano essere identificati con il documento di identità.
Avevamo pensato che potesse venirci in soccorso il wimax.
Si sono accorti che questo presentava un problema di libertà di scelta e hanno fatto una cosa molto semplice: una tecnologia che poteva essere in assoluto la più utile per superare questo tipo di problemi, è stata inglobata nel concetto di aste di frequenze che era già stato usato per la telefonia mobile,in modo tale da tagliar fuori dalle gare l’80-90% delle aziende che operavano sul territorio già in modalità wireless.
Tutto questo per andare ad assegnare le frequenze tramite gare a,tanto per dirne una, TELECOM ITALIA.
E ad un altro paio di operatori che in realtà sono dei soggetti abbastanza strani perchè ricordano,per molti versi,le multi nazionali dell’acqua, perchè sono delle società che sono state create allo scopo di partecipare a queste gare e che hanno conoscenze tecniche praticamente pari a zero ma capitali di rischio che hanno investito per avere queste connessioni.
Che cosa potete fare voi che andrete ad occupare dei posti di responsabilità nei Comuni?
Come io mi auguro,anche perchè non vorrei essere costretto di nuovo ad emigrare,per cui,nonostante Beppe non voglia accendere troppe speranze,io ripongo molte speranze in voi.
Potete fare una cosa molto semplice.
Potete usare la tecnologia a vostro vantaggio e a vantaggio dei cittadini di cui sarete gli amministratori,parlavamo prima del caso del consigliere comunale di Treviso che ha magnificamente implementato il sistema di comunicazione per il Comune.
Voi sappiate che se,in un qualsiasi modo,anche incatenandovi ai ripetitori di telefonia mobile,insomma qualsiasi cosa vi venga in mente,riuscite a far passare che il concetto che la connettività è uno dei beni fondamentali nella società moderna,in questo modo potreste, per esempio, avere delle reti comunali dove appunto il Comune distribuisce la connettività gratuitamente ai residenti,ma anche agli eventuali turisti.
Io abito nel sud del Piemonte,nelle Langhe,facciamo del buon vino,non abbiamo tanta connettività ma abbiamo tanti turisti.
Vedo delle facce di turisti stralunati,arrivano nella nostra zona e dicono:
“Ma come! Non avete il wi fi, non avete l’adsl,cosa avete? I segnali di fumo? Come facciamo a mandare un’email?”
“Mandi un fax”
“Un fax??? Siete matti??? Io vado in giro col fax in vacanza!!! No,io vado in giro col portatile perchè voglio trovare la connettività wi fi”
Insomma,voi potete fare molto,potete aiutare a predisporre queste reti civiche e sulle reti civiche vi accorgerete che possono passare un’infinità di servizi.
Può passare la telefonia a costo zero,con un semplicissimo software,che sia esso Skype o qualsiasi altro software di telefonia,potete fare in modo che i cittadini del comune che accedono gratuitamente alla vostra rete si parlino gratuitamente fra di loro.
Io capisco,magari mia nonna,90 anni,avrà delle difficoltà a capire come si usa Skype; però se gli mettete in mano un telefono (alla parte tecnologica ci pensa appunto la tecnologia,non c’è bisogno di sapere che sta usando Skype), mia nonna e le sue sorelle parleranno per un’ora.
Mia nonna si sentirà meno sola,le vostre mamme,le vostre nonne, i vostri amici si sentiranno meno soli,e ci sarà modo di ammortizzare completamente questa spesa.
Inoltre potete fare un uso rivoluzionario di queste reti se penserete,per esempio, a tramettere,a diffondere gratuitamente in modo che tutti possano captarle,le sedute del consiglio comunale,tanto per dirne una.
Se esiste una rete wi fi comunale,sia essa gratuita o meno (in realtà sarebbe meglio che fosse gratuita,se non lo è,se ci sono dei costi si cercherà di assumerli in qualche modo), a cui tutti possono accedere,ovviamente andate con la vostra bella webcam,con la telecamera,vi connettete al vostro telefono wi fi e mandate in onda quello che sta succedendo nel consiglio.
Insomma le applicazioni sono tantissime.
Pensate ad esempio al telesoccorso.
E’ possibile con le reti wireless (che tanto comunque hanno dei costi di installazione e manutenzione estremamente bassi e possono essere sistemate quasi ovunque), avere un sistema che gestisce il telesoccorso.
La famosa nonna non si sente bene, schiaccia un bottone e anzichè partire la telefonata classica magari in posti dove non arriva neanche il telefono o non prende neanche il telefonino, con la vostra antenna wi fi della rete comunale potete anche assistere questa persona in difficoltà.
L’unica cosa che dovete sapere è questa,e lo sa bene Beppe: quando voi andate a toccare il settore delle telecomunicazioni,è come se andaste in un certo senso a toccare il settore dell’acqua e dei rifiuti.
Voi andate a mettervi contro degli interessi veramente forti,perchè chi comanda le telecomunicazioni in un paese ha in mano tutto il paese.
Quindi tenetevi stretti,siate saldi,cercate di pensare con la vostra testa, di informarvi.
Sappiate che,tanto per capirci, un ripetitore wi fi emette circa 20 volte meno onde elettromagnetiche rispetto ad un telefonino che quasi tutti portiamo in tasca vicino ai gioielli di famiglia!!!
Per la loro natura,questo tipo di onde,le onde del wi fi,del wimax, dell’hyperlan,sono onde che se non sono ricevute direttamente a 30 centimetri di distanza,sono già attenuate in natura,per cui vi prego,non dormite con gli access point sopra la testa ma per il resto non ci sono grossi rischi per la salute,fino ad ora,se poi ci saranno ce lo dirnno gli specialisti.
Io vi ringrazio e vi auguro di cuore di riuscire a riportare un po’ di legalità in questo paese.

Voci fuori luogo

in nome della sicurezza invadono la nostra libertà...
     in nome del denaro ci privano della conoscenza...
           in nome del potere ci tolgono la democrazia...


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