Wi Max: cosa poteva essere, cosa invece sarà.

Come è ormai consuetudine AntiDigitalDivide commenta le notizie di una certa rilevanza solo dopo un attento esame della situazione e senza alcun sensazionalismo, come altri fanno nella speranza di ricevere un ritorno d’immagine cavalcando l’onda, in stato emozionale, di una notizia-scoop piuttosto che un’altra. ADD non ha bisogno di questo, la nostra forza sta anche in questi piccoli particolari, essere contro, indipendenti ed anticonformisti ma, soprattutto, essere dalla parte degli utenti nel vero senso della parola.

Nei giorni scorsi è stato comunicato il regolamento deciso dall’AGCOM ( Autorità per le Garanzie nelle COMunicazioni ) www.agcom.it/comunicati,
nel quale si conferma l’orientamento già preannunciato, alcuni mesi fa, dai responsabili dei regolamenti ( sia Min.Comunicazioni che AGCOM ). Le famigerate ASTE che nessuno voleva sono diventate lo strumento per l’assegnazione delle frequenze, un metodo invocato dai responsabili come strumento per garantire la concorrenza ( eh si, dei soliti noti… ) ma che per il divario digitale ed il suo abbattimento diventa il nemico numero UNO, dimostrando come qualsiasi bandiera o credo politico non abbia capito cosa ci sia in gioco per il futuro della società moderna e post moderna parlando di internet ed il relativo legame con lo sviluppo di tutta la comunità economica.
ADD ha più volte invitato gli addetti ai lavori nella stesura del regolamento, innanzitutto di cercare un metodo diverso, ma soprattutto che fosse molto simile al decreto di liberalizzazione approvato tre anni fa circa dal Ministero delle Comunicazioni in merito alle frequenze Wi-Fi. Così non è stato. Abbiamo inviato il nostro parere, oltre ai Nostri comunicati presenti in internet, all’AGCOM che aveva indetto una consultazione pubblica in merito alle regole da stilare. Non siamo stati ascoltati, nemmeno in una virgola. Evidentemente siamo troppo scomodi alle regole che i ” grandi ” delle TLC vogliono far approvare e sotto i quali, vedi ad esempio le licenze su macro aree assegnabili su scala nazionale, dimostrano, fino a prova contraria, di stare AGCOM e Ministero delle Comunicazioni, approvando regolamenti che sembrano scritti su misura per i ” soliti noti ” ( vedi Telecom, Wind-Infostrada, Tiscali, Fastweb, Vodafone tra gli altri )…

Fatte queste brevi considerazioni e dopo avervi ricordato queste Nostre posizioni descritte nei nostri commenti dei mesi scorsi :


Comunicato del 6 gennaio 2007


Comunicato del 15 gennaio 2007

Cosa poteva essere il WiMax ed invece cosa sarà, alla luce delle Regole di Assegnazione ?

In primo luogo era una nuova applicazione della trasmissione dati, su onde radio, con una enorme potenzialità di ridurre il DIVARIO DIGITALE, ancora oggi ( probabilmente anche in futuro ) presente nelle zone meno ” fortunate ” d’Italia.
In seconda istanza era il mezzo per poter abbattere il potere da ultimo miglio ancora in mano di TelecomItalia nonostante ufficialmente l’ex Azienda di Stato non fosse più considerata, dai mercati e dai politici di turno, monopolista ( la più grossa bugia del secolo scorso ) .

Riguardo al primo punto sopra citato, per renderlo facilmente attuabile le strade erano due :

- nel caso più vantaggioso per gli utenti, la liberalizzazione in stile Wi-Fi delle frequenze assegnate al Wi-Max in Italia;
- nel caso meno vantaggioso dell’assegnazione mediante aste, l’obbligo, per i Licenziatari delle Aste di iniziare ad offrire il servizio dalle zone Digital Divise prima che da quelle già fornite di Reti di trasporto dati di vario genere, in alcuni casi ridondanti ( Reti su cavo classico in Rame di Telecom, Infostrada, Tiscali, Fibra di FastWeb, Wi-Fi ) .

Il secondo punto, attraverso il quale era possibile utilizzare il nuovo protocollo a vantaggio del progresso tecnologico-sociale ed al tempo stesso competitivo e concorrenziale, poteva essere attuato con una assegnazione delle frequenze per il trasporto di backhauling senza aste, con un pagamento di una tassa annuale, sulla falsariga delle tasse per punto di COMMUTAZIONE presenti nei regolamenti già operanti nelle TLC, riguardo ad ogni nuovo punto attivato di trasmissione.

I benefici evidenti di una tale ” politica delle TLC ” sarebbero stati l’abbattimento più veloce possibile del DIVARIO DIGITALE, la possibilità di nuove società, anche piccole ma efficienti, di entrare nel mercato del WiMax magari affiancandosi alle reti WiFi già attivate da loro stesse, infine con la grande probabilità che la presenza di molti operatori sul mercato portasse benefici per gli utenti sul lato ” prezzi del servizio “, causa diretta della concorrenza libera.

Ora analizziamo cosa sarà del WiMax alla luce delle Regole stabilite dell’AGCOM.

- Punto primo di dissenso : 3 diritti d’uso per ciascuna area geografica.

D’accordo che il tre sia il numero perfetto, d’accordo che i Moschettieri fossero tre, d’accordo che pure Sem, Cam e Jafeth ( figli di Noè ) fossero tre, ma anche i piccoli Porcellin erano in tre, e solo 3 licenze san tanto di Porcata anti concorrenza preso atto del numero, di molto maggiore di 3, dei ” grandi operatori di TLC ” che potranno partecipare alle Aste. Una porcata che come han già ribadito altri sulla rete ( a differenza degli altri canali dei mass-media dove non si fa alcun cenno sull’argomento ), che porterà gli operatori TLC vincitori dei diritti d’uso a parcheggiare le frequenze per diverso tempo oppure, sin da subito, proporre tariffe pargonabili alle pseudo-flat dati del sistema UMTS …

- Punto secondo, i 15 anni di licenza dei quali godranno gli assegnatari;

Tutti questi anni in esclusiva non faranno altro che affossare sul nascere la tecnologia, che ancora prima di nascere, stante il regolamento proposto, è già morta…

- Punto terzo, i rilanci multipli ;

Un sistema di asta a rilanci multipli potrebbe alzare la soglia di aggiudicazione del diritto d’uso a cifre alte, con i conseguenti risvolti negativi quando verranno venduti i servizi agli utenti che, logicamente a causa del doveroso rientro economico dell’ Internet Provider di turno, si ritroveranno a dover pagare prezzi anche più alti delle xDSL cablate.

- Punto quarto, offerta fino alla dimensione nazionale;

Già i lotti di frequenze sono solo 3, se poi per lo stesso Op. di TLC diventa possibile partecipare ovunque sul territorio italiano si corre il rischio di creare lo stesso Oligopolio presente ad oggi nel campo su rete WIRED.

- Infine quinto punto, 30 mesi per gli obblighi di minima copertura;

Comeee ?!?!? solo 30 ( TRENTA ) mesi per il ” foreclosure “ da parte degli operatori ? Ma perchè non darne 60, poverini… 30 Mesi equivalgono a 2 anni e mezzo, tanti, troppi a meno che non siano vincolati ad obblighi di copertura minima pari al 75 % del territorio, allora si che sarebbero congrui. Invece probabilmente saranno vincolati a basse percentuali, dell’ordine del 25-30 % della popolazione ( attenderemo la circolare applicativa del Ministero ) e se così fosse ci sarebbe un altro indizio di morte in culla del mainato ( non neonato ) WiMax!

Che altro c’è da aggiungere…fossimo in Gran Bretagna potremmo esclamare ” God Save the Queen ” ( Dio salvi la Regina ), in Italia cosa esclamiamo, forse ” Dio salvi il Wi Max ” ?

7 Commenti a “Wi Max: cosa poteva essere, cosa invece sarà.”

  1. Come mai la nota polemica ad inizio articolo?
    Guardate che tutto quanto serve: serve chi scrive subito perché aiuta a far sapere cosa succede e, magari, aiuta a smuovere le acque e far si che qualcuno che può faccia qualcosa.
    Chi scrive dopo serve per informare con pacatezza e, magari, senza errori dovuti alla foga.

  2. questa è condizione in cui i signori che dovrebbero pensare per noi pensano solo a loro…

    La tristezza Italiana è sempre maggiore, e non vedo limite al peggio…

  3. Chi lo sa.. magari il regolamento + il ministro alla fine faranno il loro dovere… :D

  4. http://pdosc…

    Wi Max: cosa poteva essere, cosa invece sarà Come è ormai consuetudine AntiDigitalDivide commenta le notizie di una certa rilevanza solo dopo un attento esame della situazione e senza alcun sensazionalismo, come altri fanno nella speranza…

  5. Ok, convengo che la fiducia sia un bene troppo prezioso per farne omaggio ai ns politici (o ai loro consiglieri, leggi faccendieri/ lobbisti), il punto è che lamentarsi dopo è inutile. La necessità di adire a iniziative che denuncino la situazione e che manifestino come si stiano favorendo interessi particolari (dei furbetti etc etc.) è palese. Ma la segnalazione basta a un paese come il nostro? L’ incapacità di indignarsi è esemplificata bene dal detto “ciò che avviene a 2 palmi dal mio cu** non mi riguarda”, e ci fà capire come solo delle azioni plateali (legali, materiali o altro), finalizzate al rendere antieconomico o comunque sconveniente questa autopromozione di interessi di bottega dia delle possibilità di miglioramento della situazione.

  6. Al governo abbiamo i migliori **** del paese sia a destra che a sinistra, in galera ormai ci va solo chi non ha i soldi o chi ha rubato le galline nell’orto.
    La soluzione è: c’e’ per caso qualche multimiliardario che se ne fotte dello stato italiano e mette a disposizione di tutti il WIMax SENZA AVERE ALCUNA LICENZA ? Tanto in galera non ci andrà, gli basterà pagare un pò di tangenti a chi di dovere.
    Scusate lo sfogo, ma questa è la realtà dei fatti.

    Edit by citus
    perdona l’edit, concordo in pieno ma cerchiamo di tenere un linguaggio più pacato, tanto serve a poco “etichettare” certa gente, se non a titolo di puro ed inutile sfogo personale.

  7. giusto per la cornoca…

    http://www.agcom.it/provv/d_644_06_CONS/contributi/d_644_06_CONS_AntiDigitalDivide.pdf

    questo è il documento ufficiale che abbiamo inoltrato ad AGCOM.

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